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Telemedicina

23 Maggio 2025

Sanità digitale, investimenti in crescita. Telemedicina nelle farmacie e negli studi medici

Nel 2024 in Italia sono stati investiti per la sanità digitale 2,47 miliardi di euro (+12% rispetto al 2023), il 52% dei medici di famiglia ha effettuato una televisita e il 46% un telemonitoraggio e nell’80% delle farmacie è offerta la telecardiologia

di Redazione Farmacista33


Sanità digitale, investimenti in crescita. Telemedicina nelle farmacie e negli studi medici

Nel 2024 in Italia sono stati investiti per la sanità digitale 2,47 miliardi di euro (+12% rispetto al 2023), le infrastrutture nazionali e regionali per la telemedicina sono in fase di implementazione ma già il 52% dei medici di famiglia ha effettuato una televisita e il 46% un telemonitoraggio e nell’80% delle farmacie è offerta la telecardiologia. Lato cittadino il 41% dichiara di aver utilizzato il fascicolo sanitario elettronico e il 60% ha dato il consenso al trattamento dei dati. Sempre più diffuso l’uso dell’intelligenza artificiale: tra il 19 al 46% degli operatori sanitari ne ha fatto uso come pure il 31% dei cittadini di cui l'11% lo ha fatto in ambito salute. Il quadro emerge dai dati raccolti dall'Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, presentati al convegno "Sanità Digitale: i germogli della trasformazione".

Telemedicina usata da medici di famiglia, specialisti e nelle farmacie 

Nonostante l’infrastruttura tecnologica sia ancora in fase di implementazione, la telemedicina è entrata nella pratica di una parte consistente del personale sanitario anche se ancora in modo “sporadico e non strutturato”: il 36% dei medici specialisti e il 52% dei MMG ha effettuato una televisita e il telemonitoraggio è stato impiegato dal 30% degli specialisti e dal 46% dei MMG. Per 75% dei medici specialisti e 40% dei MMG questa modalità ha permesso di superare difficoltà motorie o isolamento geografico dei pazienti. Inoltre, per 67% dei medici specialisti e il 35% dei MMG il telemonitoraggio è uno strumento per adattare i piani terapeutici in base ai dati raccolti e rilevare peggioramenti clinici in fase precoce ma è ancora poco diffuso (12%). Infine, il teleconsulto potrebbe semplificare la collaborazione interdisciplinare per il 65% dei medici specialisti e il 40% dei MMG.
Telemedicina presente anche nelle farmacie di comunità già attive nell'erogazione di servizi di telerefertazione e, in particolare, di telecardiologia che è già offerta dall'80% delle strutture. Le farmacie si dichiarano interessate a erogare anche altre tipologie di servizi, come teledermatologia nel 56% dei casi, e telepolisonnografia nel 44%. La spinta a questa scelta è legata alla possibilità per la farmacia di diventare un punto di riferimento per i cittadini anche oltre la dispensazione del farmaco (83%) e per il farmacista di assumere un ruolo più attivo nella gestione della salute del cittadino-paziente (76%), rafforzando così il proprio contributo come alleato della medicina primaria.

Intelligenza artificiale, si risparmia tempo ma ci sono criticità per la pratica clinica

Negli ultimi dodici mesi c’è stata una forte accelerazione dell’uso nel settore sanitario dell’intelligenza artificiale: il 46% dei medici di medicina generale, il 26% degli specialisti e il 19% degli infermieri dichiarano di averla utilizzata, anche se nella quasi totalità dei casi su piattaforme generaliste, non pensate specificamente per l’ambito clinico. Questi strumenti vengono percepiti come utili soprattutto per semplificare attività come la ricerca di informazioni scientifiche, la produzione di documenti di sintesi e l’analisi della letteratura con un risparmio di circa di tempo. Secondo le stime dell’Osservatorio, questo risparmio può arrivare a circa una settimana lavorativa per ciascun medico specialista e fino a due per ogni medico di famiglia. 

Tuttavia, emergono anche alcune criticità che ne frenano l’integrazione nella pratica clinica. Il 55% degli specialisti e il 47% dei medici di medicina generale ritiene problematica la mancanza di trasparenza nei processi decisionali dell’AI, mentre circa sei medici su dieci esprimono preoccupazione per le possibili implicazioni medico-legali legate all’uso di queste tecnologie.

Anche tra i cittadini l’uso dell’AI generativa si sta diffondendo rapidamente. Il 31% l’ha utilizzata almeno una volta, con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente, e l’11% ha cercato informazioni legate alla salute, concentrandosi soprattutto su problematiche sanitarie e sull’uso di farmaci e terapie. I principali motivi che spingono all’uso di questi strumenti sono la rapidità con cui si ottengono le informazioni e la loro facilità d’uso. Un cittadino su tre ritiene che, in prospettiva, l’intelligenza artificiale possa apportare più benefici che rischi in ambito sanitario, e il 24% crede che possa aiutare i medici a prendere decisioni più precise e tempestive. Non mancano però i timori: il 36% teme che l’uso dell’AI possa compromettere il rapporto umano con il medico, mentre il 29% è preoccupato che, con il tempo, possa addirittura sostituirlo.

Strumenti di raccolta dati: Cartella clinica elettronica e Fascicolo sanitario elettronico

La reale efficacia della tecnologia digitale a supporto delle decisioni cliniche è strettamente legata alla qualità e alla disponibilità dei dati sanitari, In questo contesto, la Cartella Clinica Elettronica (CCE) e Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) hanno ruolo chiave. Attualmente, l’85% delle strutture sanitarie dispone di una CCE attive ma solo il 62% dei professionisti sanitari ne fa effettivamente uso, una percentuale in lieve crescita rispetto all’anno precedente, ma ancora distante dagli obiettivi in linea con gli investimenti effettuati.

Anche l’adozione del FSE da parte di cittadini e operatori sanitari mostra un incremento contenuto, sostenuto dalle iniziative informative e formative messe in campo dalle Regioni. A livello nazionale, il FSE viene utilizzato dal 44% degli specialisti e dal 57% dei medici di medicina generale. Tra i cittadini, il 41% dichiara di averlo consultato almeno una volta – una quota stabile rispetto al 2024. Di questi, il 60% ha già fornito il consenso al trattamento dei dati, mentre un ulteriore 25% si dichiara pronto a farlo. Il motivo principale per cui i cittadini scelgono di dare il consenso è la possibilità di permettere ai medici di accedere a un quadro clinico completo e costantemente aggiornato (46%).

Con l’Ecosistema Dati Sanitari (EDS) è stato introdotto un nuovo modello per raccogliere, analizzare e utilizzare i dati sanitari in modo sicuro e finalizzato a programmazione, prevenzione e ricerca. Per alimentare efficacemente questo sistema, è fondamentale lo sviluppo della CCE e del FSE 2.0, che consentiranno di rendere i dati accessibili e uniformi su scala nazionale, con l’obiettivo di garantire in futuro l’interoperabilità anche a livello europeo attraverso lo European Health Data Space (EHDS).

Fonte

https://www.osservatori.net/sanita-digitale/ 

TAG: FARMACIA DEI SERVIZI, TELEMEDICINA, SANITà DIGITALE, TELECARDIOLOGIA, FARMACIE

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