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28 Maggio 2025Con la riforma voluta dalla ministra Anna Maria Bernini cambia la modalità di accesso a Medicinina. Secondo indiscrezioni pubblicate da Corriere.it e raccolte in ambienti vicini al ministero è previsto un semestre introduttivo seguito da una prova scritta unificata a livello nazionale.

Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre 2025, circa 60mila candidati dovrebbero affrontare per la prima volta il nuovo esame di ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, nell’ambito della riforma voluta dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. Il cambiamento significativo nella modalità di accesso, che — secondo indiscrezioni pubblicate da Corriere.it raccolte in ambienti vicini al ministero — prevede un semestre introduttivo seguito da una prova scritta unificata a livello nazionale.
La struttura dell’esame si baserebbe su tre test scritti, da svolgersi consecutivamente e ciascuno della durata di 45 minuti. Le materie coinvolte sono chimica e biochimica propedeutica, fisica e biologia, le stesse che gli studenti avranno affrontato nei due mesi precedenti attraverso corsi universitari da sei crediti formativi ciascuno.
Le domande, 31 per ciascuna prova, saranno in parte a risposta multipla e in parte a completamento, una modalità che richiede di inserire la parola mancante in un testo. Il punteggio sarà assegnato con una logica premiante ma selettiva: 1 punto per ogni risposta esatta, -0,25 per le sbagliate, zero per le risposte non date.
Per essere inseriti nella graduatoria nazionale sarà necessario ottenere almeno 18/30 in ciascuna prova. Tuttavia, vista la disponibilità limitata di posti (circa 20mila) si ipotizza che, di fatto, saranno richiesti punteggi ben più alti. I candidati potranno rifiutare il voto ottenuto e ripetere uno o più esami in un secondo appello previsto a 15 giorni di distanza. La partecipazione al semestre propedeutico sarà consentita per un massimo di tre anni.
Resta da chiarire l’assetto finale della graduatoria, anche se le prime indicazioni suggeriscono che il punteggio ottenuto nei tre test sarà il solo criterio di selezione. In caso di parità, potrebbe prevalere chi ha indicato come prima opzione l’ateneo corrispondente.
Al momento dell’iscrizione al semestre, infatti, gli studenti dovrebbero poter indicare fino a cinque preferenze di sede, oltre a un corso di laurea alternativo a Medicina, nel caso in cui non rientrassero tra gli ammessi.
Nonostante al ministero si eviti di definire questa modalità come un “concorsone”, la prova finale conserva alcuni tratti tipici del vecchio sistema selettivo, con la differenza che la preparazione — finora appannaggio di enti privati — sarà gestita direttamente dalle università. Per affrontare eventuali criticità logistiche, come il rischio di sovraffollamento in alcuni atenei, le lezioni potranno essere erogate anche in modalità online.
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