diabete
04 Giugno 2025Un nuovo studio, pubblicato su Diabetes Care, ha dimostrato che un’elevata perdita d’acqua transepidermica (TEWL) nel sito di chiusura delle ulcere del piede diabetico è associata a un rischio maggiore di recidiva

Le ulcere del piede diabetico (DFU) rappresentano una delle complicanze più gravi e frequenti del diabete, contribuendo in modo significativo al numero di amputazioni non traumatiche. Sebbene molte di queste ferite si chiudano clinicamente, una parte consistente si riapre nel giro di poche settimane o mesi. Questo fenomeno ha spinto i ricercatori a ipotizzare che la sola chiusura epidermica non sia sufficiente per definire una ferita realmente guarita.
Per approfondire questa ipotesi, Il NIDDK Diabetic Foot Consortium ha così avviato uno studio multicentrico volto a verificare se la misurazione del TEWL, parametro che riflette l’integrità della barriera cutanea, possa predire la probabilità di recidiva in pazienti con ulcere recentemente chiuse. I ricercatori hanno misurato il TEWL nel punto di chiusura della ferita e in un’area simmetrica del piede opposto in 418 pazienti, che sono stati poi monitorati per 16 settimane.
I risultati hanno mostrato che i pazienti con valori di TEWL superiori a 30 g/m²/h presentavano un rischio di recidiva nettamente più elevato rispetto a quelli con valori più bassi. Dopo 16 settimane, il 35% dei soggetti con TEWL elevato ha manifestato una riapertura dell’ulcera, contro il 17% del gruppo con TEWL ridotto. L’associazione tra livelli elevati di TEWL e recidiva si è rivelata statisticamente significativa, con un odds ratio di 2,66 (p < 0,001), confermando che una cicatrice apparentemente guarita, ma con barriera cutanea ancora compromessa, ha più del doppio delle probabilità di riaprirsi.
Lo studio suggerisce che il TEWL può essere utilizzato in ambito clinico come biomarcatore non invasivo per valutare la qualità della guarigione. Un valore elevato dovrebbe essere interpretato come un campanello d’allarme, suggerendo che la funzione protettiva della pelle non è ancora stata pienamente ristabilita. In questi casi, possono essere adottate strategie preventive mirate, come la protezione meccanica dell’area, l’applicazione di emollienti o trattamenti idratanti, un follow-up più frequente e una maggiore attenzione da parte del paziente.
Fonte
Diabetes Care 2025; dc250300. https://doi.org/10.2337/dc25-0300
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