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04 Luglio 2025

Effetti avversi, caldo e farmaci: le terapie a rischio e i segnali da non trascurare

Le temperature torride possono anche complicare il rapporto tra organismo e farmaci, in particolare con alcune terapie si può modificare la risposta dell’organismo con sintomi da non sottovalutare

di Redazione Farmacista33


caldo temperature estate

Le temperature molto alte che stanno investendo l’Italia mettono a rischio la salute sotto vari aspetti inclusa l’interferenza con l’efficacia e l’attività farmacologica di alcuni farmaci. Il rischio è di andare incontro a reazioni avverse inattese, motivo per cui “è necessario ponderare le terapie nelle giornate afose prestando attenzione ad eventuali disturbi fino a quel momento inediti”.

È un aspetto su cui richiama l’attenzione Mauro Minelli, immunologo clinico e docente di Nutrizione umana all’Università Lum, in un’intervista all’Adnkronos, sottolineando come “le alte temperature interferiscono anche con altre condizioni, per esempio rendendo problematica l’assunzione dei farmaci”. 

Il caldo, infatti, può modificare la risposta dell’organismo ad alcuni principi attivi, alterandone l’efficacia o amplificandone gli effetti collaterali. 

“Per quanto non sia facile individuare nitidamente i segnali premonitori di un’interferenza del caldo sulla terapia farmacologica in corso, i primi sintomi d’allarme”, avverte Minelli, "evidentemente non in precedenza percepiti, possono essere: nausea; stanchezza e mancanza di energia con difficoltà di concentrazione; mal di testa”.

Farmaci più sensibili alle alte temperature

Le tipologie di farmaci più sensibili alle alte temperature sono numerose e riguardano ambiti clinici molto diversi. Minelli cita alcuni ipoglicemizzanti orali come le gliflozine, le statine usate per trattare le dislipidemie, antidolorifici contenenti caffeina, antinfiammatori non steroidei come diclofenac, naprossene e ibuprofene, immunosoppressori come apremilast, antibiotici come la tetraciclina, farmaci usati per il disturbo bipolare come il litio, antipsicotici come l’aloperidolo e anti-allergici, in particolare gli antistaminici. A questi si aggiungono i lassativi, i diuretici – capaci di indurre disidratazione e ipotensione – i betabloccanti, i decongestionanti e persino le pillole anticoncezionali.

Molti di questi medicinali, spiega l’immunologo, “possono risultare controindicati in presenza di alte temperature, risiedendo nelle loro capacità disidratanti talvolta molto più potenti di quanto non si pensi”.

Per questo “imperativa diventa la necessità di bere acqua, semmai aggiunta di sali minerali e integrata con frutta e verdura fresca, tanto per prevenire ed eventualmente trattare la disidratazione”. 

Ma il rischio non si esaurisce con la disidratazione: “ci sono anche gli effetti di alcuni medicinali capaci di ostacolare il fisiologico processo della sudorazione, ciò che a sua volta favorisce l’insorgenza del colpo di calore”.

Un’altra problematica, tipica del periodo estivo, è la fotosensibilità indotta da alcuni farmaci. “Antistaminici, benzodiazepine, antidepressivi, antinfiammatori non steroidei come, ad esempio, antibiotici come sulfamidici, chinolonici oltre che tetracicline", osserva Minelli, "aumentando fortemente la fotosensibilità, si rendono responsabili di violenti eritemi anche dolorosi. Sicché frequentemente accade che, esponendosi direttamente al sole nel mentre è in corso una terapia con qualcuno di questi medicinali, in pochissimo tempo sopraggiunga una scottatura con pelle, bruciante, rossa e gonfia”.

Chiaramente l’esperto sottolinea l’importanza di non decidere mai autonomamente di sospendere o modificare la terapia. “I suggerimenti da seguire in questi casi son facilmente intuibili, anche perché dettati dall’intelligenza e, comunque, immutabili negli anni: evitare gli esercizi fisici intensi quando fa molto caldo; bere molta acqua; indossare abiti leggeri e larghi; rimanere o casa o riparati in zone ombreggiate nelle giornate afose. E poi", conclude Minelli, "prestare attenzione a come ci si sente per segnalare al medico di fiducia eventuali disturbi correlati alla terapia in corso che, comunque, sarà bene non sospendere senza prima averlo consultato”.

TAG: EFFETTI AVVERSI, FARMACOLOGIA, TEMPERATURA, ALLERGIA ED IMMUNOLOGIA

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