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08 Luglio 2025

Farmacia dei servizi, Censis: 90% degli italiani favorevole ad ampliamento. Criticità su uniformità territoriale e responsabilità

Presentato il Rapporto Censis “La nuova farmacia pilastro del SSN”: il 90% degli italiani riconosce alle farmacie un ruolo fondamentale per l’accesso alla salute e chiede un ampliamento dei servizi disponibili. Emergono alcune criticità su competenze, informazione e uniformità su territorio

di Simona Zazzetta


Farmacia dei servizi, Censis: 90% degli italiani favorevole ad ampliamento. Criticità su uniformità territoriale e responsabilità

Dalla pandemia Covid in poi la farmacia ha consolidato il suo ruolo come punto di riferimento come presidio sanitario e per l’erogazione dei servizi e oggi più del 90% degli italiani riconosce il sostegno che offre alle fasce più fragili ed è favorevole a un ampliamento dei servizi disponibili. C’è ancora una fetta di popolazione non bene informata sulla Sperimentazione in corso e che vede criticità nella disomogeneità dell’offerta sul territorio. Più in generale, gli italiani sanno che “c’è sempre una farmacia vicina e aperta” e il 60% ne ha una di fiducia. Sono alcuni dei dati raccolti dal Censis nel Rapporto “La nuova farmacia pilastro del Ssn. Prospettive ed opportunità” realizzato con il supporto di Federfarma su campione di più di 1.000 adulti dai 18 anni in su. I dati sono stati presentati oggi a Roma.

Reputazione della farmacia: impegno durante la pandemia

L’indagine sottolinea gli effetti dell’impegno assunto dalle farmacie durante la pandemia in cui “hanno mostrato capacità di azione ed innovazione, rappresentando un presidio sanitario strategico sul territorio, in grado di fornire servizi sanitari essenziali per la diagnosi del Covid-19 e la sua prevenzione”. E se da tempo le farmacie “erano andate ben oltre la dispensazione del farmaco”, l’allargamento delle prestazioni (test e vaccinazioni), è legato “ai provvedimenti decisi proprio a seguito della pandemia”. 

Il primo dato fornito dal Censis è sulla frequenza di utilizzo: la metà degli italiani (50,1%) si reca in farmacia una volta al mese (il 28,8% almeno una volta a settimana) e il 41,8% degli over 64 una volta alla settimana, così come il 50,6% di chi ha uno stato di salute insoddisfacente. 
Altro elemento particolarmente sottolineato è la prossimità, che ne fa un punto di riferimento per la salute sempre disponibile e facilmente accessibile: c’è sempre una farmacia vicina e aperta (90%). Ma i dati mettono in luce anche la tendenza alla fidelizzazione nei confronti di un’unica farmacia, con il 60,0% che afferma di avere una farmacia di fiducia a cui si rivolge sempre, indipendentemente da una specificità di offerta nei servizi o nei prezzi.  Quota che sale al 74,2% tra gli over 64 anni.

Farmacia: presidio sul territorio e punto di promozione di benessere

La concezione sociale prevalente, per il 53.6% degli intervistati, è quella della farmacia come presidio di assistenza sanitaria sul territorio, convenzionato con il SSN e facente parte del servizio pubblico. Questa visione è particolarmente forte tra gli over 64 anni, con il 61,2% che la percepisce in questo modo.

L’ampio riconoscimento del contributo fornito dalle farmacie durante la pandemia è attribuito all’attività di screening con l’effettuazione dei tamponi (55,8%), per la vaccinazione anti-Covid (22,1%), alla possibilità di ottenere farmaci ed avere consigli dal farmacista (39,8%), in particolare in un momento di oggettiva difficoltà di accesso al proprio medico (24,8%)

C’è anche una quota “minoritaria, ma non irrilevante”, il 46,4%, che considera la farmacia un “punto di dispensazione di farmaci e altri prodotti per il benessere, una realtà consolidata della farmacia che risponde anche al crescente interesse degli italiani per la dimensione del benessere, sempre più presente nella nuova concezione della salute”. La frequentazione della farmacia, spiega il Censis, si allarga tra i più giovani e tra chi si dichiara in buona salute, segno che viene vista come un “riferimento da tutti, non solo per le patologie ed i piccoli disturbi, ma anche per la promozione della salute e del benessere”.

Servizi in farmacia: fruizione e aspettative sul futuro

La quasi totalità degli intervistati (95,2%) valuta positivamente il ruolo attuale della farmacia, il servizio offerto è considerato utile ed irrinunciabile dal 92,6% degli intervistati e il 92,2% riconosce il sostegno importante che offrono agli anziani ed ai malati cronici. Si consolida pertanto l’idea che le farmacie operino per la tutela dei cittadini e che, in particolare, possano garantire assistenza e supporto alla parte più fragile della popolazione

Tra i desiderata indicati gli intervistati vorrebbero che nella propria farmacia fosse disponibile la consegna a domicilio dei farmaci per persone fragili (82,7%), la distribuzione dei farmaci e dei presidi per conto della Asl (76,4%), il test per la misurazione di colesterolo, glicemia, ecc. (73,3%) uno sportello per la prenotazione di visite ed esami (72,3%). 

Da contraltare il fatto che solo il 31,1% è a conoscenza della sperimentazione della farmacia dei servizi in atto in molte regioni ma quasi due terzi (68,9%) degli intervistati segnalano, come già presente nella farmacia abituale, almeno un servizio previsto nella Sperimentazione.

E se non molti dichiarano di averne usufruito, sono decisamente più alte, invece, le percentuali di chi vorrebbe poter disporre di questa nuova gamma di servizi: prima di tutto screening di prevenzione dell’ipertensione o del diabete (82,1%), dispensazione dei farmaci e dei dispositivi medici ai pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale (81,7%); possibilità di effettuare la scelta del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta (79,6%), presenza di infermieri per medicazioni e/o altre attività (77,5%) e somministrazione ai maggiori di 12 anni di altri vaccini (non più solo quelli contro il Covid e l’antinfluenzale) (62,2%). 

Si attesta al 92,5% la quota di chi si dichiara molto e abbastanza favorevole all’ampliamento dei servizi in farmacia e, nella valutazione dei vantaggi, appare di gran lunga prevalente quello del potenziamento dell’accessibilità dei servizi sanitari previsti, garantita dalla capillare distribuzione sul territorio e dalla costante presenza di una farmacia di turno (49,5%). 

Criticità e scetticismi: uniformità territoriale, competenze e responsabilità

Tra le risposte emergono anche alcune criticità, sebbene segnalate da quote minoritarie. In primis quella relativa ad un aspetto concreto: non tutte le farmacie sono attrezzate o si possono attrezzare per garantire questi servizi, indicata dal 39,4%, che sottolinea il Censis mette “in luce il rischio del mantenimento di significative differenziazioni territoriali nell’accesso ai servizi da parte del cittadino”.

C’è poi un tema di competenze e responsabilità: per il 33,7% alcuni servizi “dovrebbero comportare la presenza di un medico in farmacia, cosa al momento vietata” e per circa il 20% la figura del farmacista sarebbe “caricata di responsabilità che non gli competono” e non ci sarebbero “requisiti di sicurezza di altri presidi e personale specializzato”. Circa un quarto del campione teme che l’offerta di prestazioni a carico dei cittadini potrebbe alimentare la “tendenza alla privatizzazione dei servizi sanitari e che ci potrebbe essere un aumento dei costi di questi servizi” che però come fa notare il Censis nella sperimentazione sono già a carico del Ssn. 

Ampliamento dei servizi: italiani favorevoli

Resta comunque ampia una maggioranza favorevole allo sviluppo del modello della farmacia dei servizi già realtà diffusa e trasversale, pur nelle specificità delle situazioni regionali o locali. 

Secondo il Censis, le aspettative dei cittadini verso un allargamento dei servizi che vorrebbero in farmacia contribuiscono a spiegare l’idea diffusa che si tratti di “un modello che funziona e che per questo va consolidato e reso strutturale, ma anche ulteriormente sviluppato, perché in grado di migliorare la qualità complessiva dell’assistenza sanitaria del Paese” come indicato dal 76,1% degli intervistati.

La stragrande maggioranza è favorevole alla presenza di nuovi servizi, lo ha confermato Ketty Vaccaro, Responsabile Ricerca Biomedica e Salute del Censis: “Il 76,1% degli intervistati vede favorevolmente un ampliamento del ruolo della farmacia, chiamata a diventare un presidio importante della medicina territoriale, soprattutto grazie alle sue caratteristiche peculiari di accessibilità e prossimità. Qualcuno teme però che non tutte siano in grado di farlo, con il rischio di mantenere le profonde differenze di offerta sul territorio. Si tratta di una sfida importante per la farmacia, proprio per continuare a garantire la funzione di presidio pubblico per la salute che i cittadini gli riconoscono ma anche di punto di riferimento per il perseguimento del benessere complessivo, in linea con la nuova concezione della salute degli italiani”. 

“I risultati della ricerca Censis restituiscono l’immagine di una farmacia in continua evoluzione, capace di intercettare e soddisfare i bisogni di salute e benessere dei cittadini. Bisogni che sono diversificati a seconda delle fasce di età e delle condizioni personali di ciascuno: non solo gli anziani e i cronici, ma anche i giovani e i sani, che si rivolgono alla farmacia per ricevere consigli e servizi di prevenzione e benessere - ha dichiarato il Presidente di Federfarma, Marco Cossolo. - Le valutazioni positive espresse dai cittadini, ma anche le loro elevate aspettative, confermano che è ora necessario lavorare in sinergia con le istituzioni e gli altri professionisti della salute per rendere strutturale il modello della farmacia dei servizi all’interno del Ssn”.

Fonte

https://www.censis.it/welfare-e-salute/farmacia-aspettativa-di-nuovi-servizi-e-riconoscimento-del-valore-sociale 

TAG: FARMACIA DEI SERVIZI, FEDERFARMA, CENSIS

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