arbovirosi
24 Luglio 2025Nel Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi, PNA 2020-2025 (PNA) per la stagione vettoriale 2025 comunicato dal ministero in una circolare coinvolte anche le farmacie

Nel piano del Ministero della Salute per contenere la circolazione dei virus della West Nile disease e dell'Usutu la priorità è la rapida identificazione dei casi e, oltre a Mmg, pediatri e Pronto Soccorso, sono state coinvolte anche le farmacie del territorio: in caso di sintomi compatibili, invitino gli utenti a una valutazione clinica o diagnosi
Differenziale. È una delle strategie previste dalla circolare del ministero in cui richiama le misure previste dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi, PNA 2020-2025 (PNA) per la stagione vettoriale 2025.
Una delle principali azioni raccomandate è il potenziamento della sorveglianza sui casi umani con tempestività nella comunicazione. È fondamentale “sensibilizzare i Medici di Medicina Generale (MMG), Pediatri di Libera Scelta (PLS), medici di continuità assistenziale, medici di Pronto Soccorso, infettivologi e altri specialisti coinvolti in ambito sanitario (sia nel settore pubblico che privato) a prestare particolare attenzione alla infezione da WNV che si può manifestare in modo estremamente variabile.
Febbre West Nile - Caratteristiche, sintomi e prevenzione
La circolare descrive il quadro clinico dell'infezione da West Nile Virus (WNV) evidenziando l’estrema variabilità delle sue manifestazioni. Nella maggior parte dei casi, fino all’80%, l’infezione decorre in modo asintomatico, senza che la persona infetta sviluppi sintomi evidenti. In circa il 20% dei casi si presenta invece in forma paucisintomatica, caratterizzata da una sindrome febbrile aspecifica: febbre o storia di febbre recente trattata con antipiretici e non altrimenti spiegabile, talvolta accompagnata da cefalea, astenia, mialgia, nausea, vomito, diarrea ed eruzione cutanea morbilliforme.
La forma più grave, seppur rara, è l’infezione neuroinvasiva, che si verifica in meno dell’1% dei casi e presenta una letalità del 10%. L’andamento clinico è solitamente bifasico: dopo un esordio simile alla forma paucisintomatica, nei giorni successivi può svilupparsi una sindrome neurologica acuta e progressiva, con manifestazioni come encefalite, meningite a liquor limpido, poliradicolo-neurite (simile alla sindrome di Guillain-Barré) e paralisi flaccida acuta.
La comparsa di casi aggregati con sintomatologia febbrile di origine non chiara dovrebbe indurre a considerare un sospetto clinico di arbovirosi autoctona come l’infezione da WNV, senza tuttavia escludere altre arbovirosi come dengue e chikungunya.
Tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, devono segnalare prontamente i casi umani, anche solo sospetti, di arbovirosi alle autorità sanitarie locali competenti e ai laboratori di riferimento regionali o all'ISS per la conferma diagnostica, al fine di attivare rapidamente le misure di prevenzione e controllo.
Ed è qui che per il ministero è necessario coinvolgere le farmacie territoriali “affinché, in presenza di utenti con sintomi compatibili con infezioni da Arbovirus, invitino gli stessi a rivolgersi al proprio medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta, figure competenti per un’adeguata valutazione clinica e diagnosi differenziale”.
Il ministero raccomanda di “favorire le attività di formazione/aggiornamento sulle arbovirosi considerate nel PNA, dirette al personale sanitario” ma anche di “promuovere attività di informazione e sensibilizzazione della popolazione sul rischio legato alle infezioni da WNV /USUV sottolineando l’importanza dell’adozione delle principali misure di prevenzione”.
Tra queste l’uso corretto di repellenti topici secondo le indicazioni dei produttori, l’utilizzo di abbigliamento protettivo, l’installazione di barriere fisiche (ad es. zanzariere) e l’impiego di soluzioni ambientali volte a ridurre l’esposizione alle punture di zanzara (ad es. dispositivi per il controllo di temperatura e umidità, come i condizionatori), nonché tutte le buone pratiche finalizzate a eliminare possibili focolai larvali negli spazi privati, come giardini e orti privati (eliminazione degli oggetti che possono costituire piccole raccolte temporanee di acqua, come barattoli vuoti, sottovasi, contenitori senza coperchio, anfore ornamentali, giochi per bambini; prevenzione dei ristagni, che creano le condizioni per lo sviluppo larvale delle zanzare, nei focolai ambientali non eliminabili, quali, ad esempio, vasche e fontane ornamentali, grondaie, bacini perenni e per l’approvvigionamento idrico degli orti urbani, cisterne etc.)”.
Nel richiamare l'importanza dell'approccio One Health, che integra sanità veterinaria e sanità pubblica umana, il ministero indica anche misure ambientali e su animali come cavalli o uccelli.
Alla luce delle attuali condizioni climatiche, particolarmente favorevoli alla diffusione delle zanzare del genere Culex (principali vettori del virus West Nile) e della presenza sul territorio di uccelli stanziali appartenenti a specie bersaglio come Pica pica (gazza), Corvus corone cornix (cornacchia grigia) e Garrulus glandarius (ghiandaia), oltre che di altra avifauna selvatica, il Ministero raccomanda un rafforzamento di tutte le attività di sorveglianza integrata veterinaria. In particolare, chiede di garantire con la massima attenzione e continuità l’attuazione della sorveglianza entomologica e di quella sugli uccelli stanziali, come previsto dai piani regionali.
Tra le misure di mitigazione del rischio sono indicate azioni di controllo delle zanzare tramite trattamenti adulticidi/larvicidi e riduzione dei focolai larvali e in alcune realtà locali la distribuzione di compresse antilarvali avviene presso le farmacie per l’utilizzo in acque stagnanti, come tombini, caditoie, sottovasi, bacinelle e annaffiatoi, per interrompere il ciclo di sviluppo delle larve della zanzara.
Un’attenzione particolare è rivolta ai Servizi Veterinari Regionali e Locali, che oltre a dover garantire l’attuazione delle attività di sorveglianza su vettori e uccelli target, devono promuovere presso proprietari e gestori di equidi (compresi centri ippici e maneggi) misure utili a limitare il contatto tra animali e zanzare. Tali misure comprendono l’impiego di repellenti autorizzati per uso topico o ambientale, la vaccinazione degli equid
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