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24 Luglio 2025Secondo un nuovo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) lacune nella catena globale di approvvigionamento degli eccipienti farmaceutici stanno causando il rischio di assumere medicinali contaminati

In quasi un secolo ci sono stati almeno 25 casi documentati di medicinali contaminati da eccipienti farmaceutici di qualità inferiore e falsificati (in particolare con dietilenglicole ed etilenglicole) che hanno causato oltre 1.300 morti in tutto il mondo, molte delle quali bambini e in modo “sproporzionato” nei paesi a basso e medio reddito (LMIC), dove la supervisione regolatoria e l’accesso a medicinali garantiti di qualità sono limitati. Lo sostiene il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) pubblicato oggi in cui si chiede una “azione globale urgente per colmare le lacune regolatorie, rafforzare la supervisione delle catene di approvvigionamento degli eccipienti e proteggere tutte le popolazioni, in particolare le più vulnerabili come i bambini, da avvelenamenti prevenibili e letali da un rischio continuo e prevenibile”.
Il rapporto “Medicinali contaminati e integrità della catena di approvvigionamento degli eccipienti farmaceutici”, definisce la contaminazione dei medicinali con sostanze chimiche tossiche usate principalmente in ambito industriale, una “tragica e continua crisi di salute pubblica”. Il documento fa particolare riferimento al dietilenglicole (DEG) ed all’etilenglicole (EG) sostanze utilizzate come solventi industriali e antigelo, che possono causare gravi problemi di salute e risultare fatali se ingerite, anche in piccole quantità, soprattutto per i bambini.
Spesso, afferma il report, vengono illegittimamente sostituite ad eccipienti farmaceutici sicuri e di qualità, come il propilenglicole, la glicerina e il sorbitolo, ingredienti usati nella formulazione di medicinali, inclusi sciroppi per la tosse e il paracetamolo.
Negli ultimi 90 anni, almeno 25 episodi documentati di contaminazione degli eccipienti hanno causato oltre 1300 morti in tutto il mondo, molte delle quali bambini. Questi eventi hanno colpito in modo sproporzionato i paesi a basso e medio reddito (LMIC), dove la supervisione regolatoria e l’accesso a medicinali garantiti di qualità possono essere limitati. Quello che una volta era considerato un’anomalia isolata è ora un sintomo di vulnerabilità profonde e lacune regolatorie nella catena globale di approvvigionamento di questi ingredienti farmaceutici inattivi.
In questo contesto, le reti criminali sfruttano la volatilità del mercato e le lacune regolatorie per introdurre sostituti tossici nella catena di approvvigionamento. Per farlo usano etichette falsificate e sostituiscono sostanze chimiche tossiche agli eccipienti legittimi. Oppure commercializzano eccipienti falsificati tramite piattaforme online per infiltrare illegalmente nella catena farmaceutica globale sostanze tossiche e non regolamentate.
Il rapporto ha inoltre evidenziato In molti casi, i medicinali contaminati sono il risultato di una condotta criminale intenzionale, tra cui la falsificazione deliberata di eccipienti e documenti, che ha contribuito a numerosi incidenti di intossicazione.
Per questo l’UNODC, sottolineando la dimensione criminale della questione, chiede che ci siano anche risposte giuridiche penali parallele all’azione regolatoria.
Contrastare questa minaccia richiede sforzi coordinati di tutti gli attori coinvolti, inclusi forze dell’ordine, funzionari doganali, pubblici ministeri e organismi anticorruzione. Il rapporto invita a una maggiore cooperazione transfrontaliera, a potenziare le capacità investigative e a utilizzare strumenti giuridici internazionali come la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale (UNTOC).
OMS e UNODC sollecitano gli Stati membri, le autorità regolatorie nazionali, gli operatori della giustizia penale, le forze dell’ordine, i produttori farmaceutici e i distributori di eccipienti a intraprendere azioni decise e immediate per prevenire ulteriori tragedie evitabili. Non agire ora significherebbe condannare le future generazioni di bambini agli stessi danni inaccettabili e prevenibili.
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