solidarietà
02 Ottobre 2025Il 2 ottobre è previsto in 225 gli ospedali italiani il flash mob di operatori sanitari “Luci sulla Palestina – 100 ospedali per Gaza”, promosso dalle reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza. I farmacisti raccolgono firme per chiedere di difendere il diritto alle cure

Gli operatori sanitari italiani si mobilitano per chiedere corridoi umanitari, accesso a cure e presidi sanitari per il popolo palestinese e per solidarietà con i colleghi che operano a Gaza: oggi flash mob nazionale in 225 ospedali e raccolta firme attivata da parte di farmacisti.
Oggi, 2 ottobre, 225 gli ospedali italiani che parteciperanno al flash mob nazionale "Luci sulla Palestina – 100 ospedali per Gaza", un'iniziativa promossa dalle reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza. Con oltre 20mila adesioni di operatori sanitari raccolte attraverso modulo online, rappresenta la mobilitazione più capillare mai organizzata nel Paese dall'inizio del conflitto a Gaza.
La partecipazione coinvolge tutte le regioni italiane: la Lombardia guida con quasi 5mila sanitari e 36 ospedali, seguita da Toscana (2.267 adesioni, 23 ospedali), Sardegna (1.955 adesioni, 15 ospedali), Puglia (1.905 adesioni, 10 ospedali), Lazio (1.658 adesioni, 13 ospedali), Piemonte (1.656 adesioni, 26 ospedali), Emilia-Romagna (1.620 adesioni, 16 ospedali) e Veneto (1.193 adesioni, 14 ospedali).
Alle ore 21, davanti agli ospedali aderenti, prenderà il via il flash mob con la lettura simultanea di un testo condiviso e l'accensione di luci e torce. A seguire, la commemorazione dei 1.677 operatori sanitari caduti a Gaza negli ultimi due anni, con la lettura collettiva dei loro nomi in staffetta tra le diverse regioni. Sono attesi anche gli interventi di associazioni, comitati e sindacati che hanno aderito all'iniziativa.
“Solidarietà ai colleghi e ai cittadini che parteciperanno al flash mob per illuminare simbolicamente la notte di Gaza e ricordare gli operatori sanitari uccisi - dichiara Filippo Anelli, presidente della Fnomceo in una nota - Uccidere un civile un bambino, significa non solo condannare un innocente, ma negare a una popolazione il proprio futuro. Allo stesso modo, uccidere un medico, un operatore sanitario significa annientare il diritto fondamentale alla tutela della salute. Ben vengano tutte le iniziative che mantengano alto il livello di attenzione, che accendano un faro nella notte lunga e silenziosa che sta avvolgendo un intero popolo. Al contrario – conclude – ogni vita salvata accende la speranza nel domani. Per questo il nostro plauso va all’azione meritoria del Governo e del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ieri ha fatto arrivare nei nostri ospedali altri quindici bambini, che si aggiungono a quelli già presi in cura. Nell’auspicio di una pace giusta e duratura, ribadiamo l’urgenza di aprire corridoi umanitari per alleviare le sofferenze e i mali della popolazione palestinese e consentire agli operatori sanitari di poter svolgere la loro attività per tutelare la salute di tutti coloro che hanno bisogno di cure”.
Attiva anche la rete dei farmacisti che, con una petizione ( https://www.change.org/farmaciagaza) partita il 26 settembre che ha raccolto 700 firme di farmaciste e farmacisti da tutta Italia, lancia un appello: “L'accesso alle cure e ai presidi sanitari è e deve rimanere un diritto universale e i farmacisti, come operatori sanitari, hanno il dovere di difenderlo ovunque. A Gaza oltre l’80% delle farmacie è stato distrutto e milioni di persone non hanno accesso a cure, medicinali e strutture sanitarie”.
Con questa raccolta di firme viene chiesto “di non restare in silenzio davanti alla drammatica crisi umanitaria in corso”, agli ordini dei farmacisti provinciali e alla Fofi, “di condannare la distruzione delle infrastrutture sanitarie e farsi portavoce presso le istituzioni per sostenere corridoi umanitari, raccolta e invio di farmaci” e “a ogni farmacista di attivarsi con iniziative di sensibilizzazione e solidarietà".
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