digitalizzazione
20 Ottobre 2025Un’indagine pubblicata da una rivista specializzata in sanità digitale ha analizzato la comunicazione di persona rispetto a quella digitale in servizi offerti dalle farmacie nelle tre fasi: pre, durante e post. Ecco che cosa è emerso

Nell’erogazione dei servizi farmaceutici, le interazioni di persona sono ancora essenziali, in particolare durante le fasi di erogazione e consulenza. Tuttavia, le preferenze verso i metodi di erogazione variano a seconda dello stile di comunicazione, sottolineando l’importanza di promuovere una comunicazione efficace tra paziente e farmacista. A mostrarlo, su Digital Health, è un gruppo guidato da dalla Facoltà di Farmacia della Sungkyunkwan University di Suwon, in Corea del Sud, secondo il quale, per migliorare fiducia, soddisfazione ed aderenza, i modelli futuri dovrebbero integrare le tecnologie sanitarie digitali con un significativo coinvolgimento di persona.
Negli ultimi anni, la rapida integrazione delle tecnologie digitali nei sistemi sanitari ha trasformato l’erogazione dei servizi, andando a migliorare l’accessibilità, l’efficienza e gli outcome per i pazienti. Anche le farmacie di comunità, in quanto fornitori di assistenza sanitaria altamente accessibili, sono state influenzate da questo cambiamento digitale, tanto che ci si aspetta che offrano servizi incentrati sul paziente, come la revisione dei farmaci e l’educazione sanitaria.
Le soluzioni sanitarie digitali, come le prescrizioni elettroniche, le teleconsulenze e le app, hanno ampliato i canali di erogazione dell’assistenza farmaceutica. Tuttavia, le interazioni faccia a faccia restano essenziali per costruire la fiducia con il cittadino/paziente, migliorare la comprensione da parte delle terapie e incoraggiare l’aderenza. In questo senso, le evidenze dimostrano che una solida comunicazione paziente-farmacista contribuisce a migliori outcome di salute, sottolineando l’importanza della continuità relazionale e della consulenza personalizzata. I singoli individui, però, variano nei loro stili di comunicazione con i farmacisti, il che può influenzare il modo in cui i servizi farmaceutici vengono percepiti ed erogati.
Considerata la crescente adozione di tecnologie sanitarie digitali, lo studio ha esaminato le percezioni e le preferenze del pubblico in merito alla distribuzione farmaceutica di persona rispetto a quella da remoto e ai servizi di consulenza, concentrandosi sul ruolo della comunicazione paziente-farmacista in tre distinte fasi: pre-distribuzione, distribuzione e post-distribuzione, e su come le preferenze variano a seconda dello stile di comunicazione. L’indagine è stata condotta attraverso un sondaggio online su 1000 adulti sudcoreani, nel tentativo di quantificare l’importanza percepita del servizio e le preferenze relative alle modalità di erogazione in ogni fase del servizio.
I partecipanti sono stati classificati in tre gruppi di comunicazione: Assertivi (17,2%), Passivi (54,0%) e Nessuno (28,8%), in base al loro stile di comunicazione percepito con i farmacisti. dall’analisi è emerso che la fase di erogazione ha ottenuto costantemente il punteggio più alto in tutte le misure e lo stile di comunicazione è risultato positivamente associato a ciascuna misura. Aver avuto una precedente esperienza di telemedicina è stata correlata a una maggiore apertura ai servizi a distanza, mentre l’alfabetizzazione sanitaria digitale non ha mostrato alcuna associazione significativa. In conclusione, dunque, le interazioni faccia a faccia restano essenziali per l’erogazione dei servizi farmaceutici, in particolare durante le fasi di consulenza e dispensazione. Migliorare la comunicazione, soprattutto tra i pazienti meno coinvolti, è fondamentale per colmare le lacune nei servizi e promuovere un accesso equo.
Fonte:
Digital Health (2025); doi: 10.1177/20552076251361630
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