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21 Ottobre 2025I dolori muscolo-articolari possono essere causati da traumi sportivi o da incidenti domestici. L’attività fisica consapevole e l’intervento tempestivo aiutano a ridurre dolore e infiammazione

I dolori muscolo-articolari rappresentano un disturbo estremamente diffuso, che può insorgere all’improvviso a seguito di un trauma o di un sovraccarico eccessivo, ma anche svilupparsi lentamente, come conseguenza di condizioni croniche preesistenti — dall’obesità al diabete, fino alle malattie reumatiche. Prevenire questi disturbi o intervenire tempestivamente con strategie adeguate — come il riposo, l’applicazione di ghiaccio o, nei casi lievi, l’uso di antinfiammatori su consiglio del farmacista — è fondamentale per evitare che il dolore diventi persistente o cronico.
Il tema è stato al centro dell’incontro “Dal campo di gioco alla vita quotidiana: l’importanza di prevenire e gestire dolori e infiammazioni muscolo-articolari”, organizzato da Ibsa al Forum di Milano, dove ortopedici e medici sportivi hanno discusso le principali cause e strategie di prevenzione, con un’attenzione particolare al ruolo dei farmacisti nel primo intervento.
Nel linguaggio comune, dolori muscolari e articolari vengono spesso confusi, ma differiscono per origine e gestione.
I traumi muscolari possono essere diretti, come contusioni o colpi, oppure indiretti, come stiramenti e strappi che coinvolgono i tendini e richiedono tempi di recupero più lunghi.
I dolori articolari, invece, derivano da distorsioni, lussazioni o lesioni legamentose e cartilaginee, come le lesioni del legamento crociato anteriore o dei menischi, ma anche da sovraccarichi cronici che possono evolvere in patologie degenerative come l’artrosi.
Tra le cause più comuni di dolore muscolo-articolare rientrano le tendinopatie, infiammazioni o degenerazioni dei tendini che interessano soprattutto ginocchio (tendinopatia rotulea), caviglia (tendine d’Achille) e spalla (cuffia dei rotatori). Negli sport di contatto o in discipline con movimenti rapidi e salti – come calcio, basket, rugby e pallavolo – gli infortuni sono più frequenti. Anche attività sempre più popolari, come il padel, possono causare traumi se praticate senza adeguata preparazione.
Secondo i dati ISTAT, ogni anno in Italia si verificano circa 4 milioni di incidenti domestici, nel 54% dei casi dovuti a cadute accidentali.
“Gli infortuni non avvengono solo sui campi da gioco: spesso capita di farsi male anche in casa, durante attività quotidiane apparentemente innocue – ha spiegato Alessandro Quaglia, Ortopedico e Traumatologo dello sport dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. - Scivolate, cadute o movimenti bruschi, come accovacciarsi o ruotare il ginocchio per raccogliere un oggetto, possono provocare lesioni anche significative ai menischi o dolori articolari, soprattutto negli anziani”.
Età e livello di allenamento influenzano il rischio di infortunio, ma anche il genere gioca un ruolo importante. “Nel mondo sportivo è stato dimostrato che le donne, soprattutto le giovani atlete, sono più predisposte a lesioni del legamento crociato anteriore del ginocchio rispetto agli uomini - ha precisato Quaglia. - Le cause sono molteplici: fattori anatomici, come una maggiore lassità dei legamenti, e fattori ormonali, legati ad esempio a variazioni nei livelli ormonali durante alcune fasi del ciclo mestruale, che possono predisporre maggiormente al rischio di infortuni”.
La vulnerabilità riguarda anche chi ha una vita sedentaria: può aumentare il rischio di dolori e infiammazioni: la mancanza di movimento riduce forza e stabilità muscolare, rendendo più probabili microtraumi e disturbi articolari.
“L’attività fisica rimane una delle forme più efficaci di prevenzione, non solo per le malattie cardiovascolari e metaboliche, ma anche per quelle osteoarticolari e, se praticata in sicurezza, può aiutare a prevenire il ripetersi di infortuni frequenti” ha sottolineato Piergiuseppe Tettamanti, Medico chirurgo specialista in Medicina dello sport.
Negli ultimi anni, la diffusione di discipline ludico-amatoriali e para-sportive, spesso praticate senza un’adeguata preparazione fisica, ha però aumentato l’incidenza di infortuni. “È importante evitare l’improvvisazione: intraprendere un’attività sportiva senza una valutazione preventiva può comportare rischi, soprattutto se non si tiene conto dell’età, del livello di allenamento o di eventuali condizioni fisiche da monitorare, come il sovrappeso. La prima forma di prevenzione è dunque la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie condizioni di partenza” ha aggiunto Tettamanti.
Nel caso di traumi lievi, caratterizzati da dolore controllato e assenza di perdita di funzionalità, il primo passo è un breve periodo di riposo, l’applicazione di ghiaccio e, se necessario, l’assunzione di Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS), su consiglio del medico o del farmacista. Il farmacista, in particolare, punto di riferimento di prossimità per il cittadino nella gestione iniziale del dolore: può suggerire prodotti topici o sistemici appropriati, valutare la gravità della situazione e indirizzare il paziente al medico quando necessario.
Come ha ricordato Tettamanti, “nei casi di trauma lieve è possibile adottare alcuni interventi immediati, come applicare ghiaccio nelle prime ore, riposare la parte interessata per evitare il peggioramento dei sintomi e chiedere consiglio al farmacista, che può suggerire l’utilizzo di Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) per ridurre dolore e infiammazione".
In presenza di dolore persistente o intenso, o quando compaiono gonfiore e limitazione dei movimenti, è invece fondamentale rivolgersi a uno specialista per una valutazione diagnostica approfondita.
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