Influenza
21 Ottobre 2025L'Italia mostra un aumento delle infezioni respiratorie, con dati comparabili alle stagioni più pesanti degli ultimi anni. In Giappone l'epidemia è arrivata in anticipo

In Italia, la curva dell’andamento delle infezioni respiratorie nelle ultime settimane mostra un incremento significativo, simile a quello registrato nelle ultime due stagioni influenzali più pesanti. Questa dinamica si colloca nello stesso periodo in cui il Giappone ha dichiarato lo stato di epidemia influenzale nazionale, il 3 ottobre 2025, dopo che i casi segnalati hanno superato le soglie attese per stagione e area geografica.
In Giappone nella sola settimana tra il 29 settembre e il 5 ottobre sono stati registrati oltre 6.000 contagi e più di 100 scuole sono state temporaneamente chiuse. L’incidenza media dei casi ospedalizzati è stata di 1,56 per struttura sanitaria, circa il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Circa la metà dei pazienti ricoverati aveva meno di 14 anni. Come spiegano gli esperti su Nature in un articolo pubblicato e segnalato da Doctor33, l’incremento dei casi, iniziato cinque settimane prima del consueto, potrebbe avere un effetto anticipatore anche per altri Paesi dell’emisfero nord, inclusa l’Europa, grazie ai flussi di viaggiatori internazionali e alla circolazione dei ceppi influenzali A/H3N2 e B/Victoria. Vinod Balasubramaniam, virologo molecolare presso la Monash University (Malesia), evidenzia come non si osservassero tendenze simili in Giappone da anni. Ian Barr, vice direttore del Centro di riferimento OMS per l’influenza di Melbourne, segnala che la trasmissione tra emisferi potrebbe generare un “effetto domino” verso le nazioni che si avviano alla stagione invernale.
In Italia, la curva dell’andamento delle infezioni respiratorie nelle ultime settimane mostra un aumento significativo, simile a quello registrato nelle ultime due stagioni influenzali che si sono concluse con un numero elevato di casi.
In Italia, la sorveglianza RespiVirNet, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, ha anticipato l’avvio del monitoraggio alla settimana 42 (13–19 ottobre), adottando la nuova definizione di “infezione respiratoria acuta” per seguire in modo più continuativo l’andamento dei virus respiratori.
“Le previsioni iniziali sulla stagione, fatte sulla base delle informazioni provenienti dall’emisfero australe, già ci ponevano di fronte a una possibilità di grandi numeri di contagi da infezioni respiratorie in questo ormai prossimo inverno; e ora le conferme di una stagione influenzale pesante che ci arrivano anche dal Giappone, con una predominanza del virus A/H3N2 ma anche B/Victoria, non fanno che rinforzare la già pessimistica previsione. Anche se l’effettiva diffusione del virus influenzale, rispetto agli altri virus cugini, dipenderà molto dall’andamento delle temperature: se ci saranno continui sbalzi termici prevarranno i virus cugini, mentre se ci sarà un freddo intenso prolungato con un’elevata umidità prevarrà l’influenza vera e propria” – afferma Fabrizio Pregliasco, virologo e docente di Igiene Generale e Applicata presso l’Università di Milano
Pregliasco sottolinea inoltre l’importanza delle misure di prevenzione: “L’uso della mascherina in ambienti chiusi, l’igiene delle mani e in particolare la vaccinazione, con attenzione a bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con patologie croniche, restano l’unica strategia possibile per prevenire le complicanze legate al virus ed evitare il sovraffollamento dei pronto soccorso nel periodo di maggior diffusione. Ricordiamo che in circolazione non c’è solo l’influenza ma anche il Covid-19 e il Virus Respiratorio Sinciziale, che negli adulti può determinare forme influenzali impegnative e nei bambini la comparsa di bronchioliti. Oltre alla vaccinazione antinfluenzale, si raccomanda pertanto per i più fragili anche la vaccinazione anti-Covid e per i più piccoli la vaccinazione anti Virus Respiratorio Sinciziale, in attesa di future campagne vaccinali rivolte anche alle mamme in gravidanza finalizzate a proteggere sé stesse e i propri bimbi già dal momento della nascita”.
Anche in Europa, pur con livelli di attività influenzale ancora bassi, si registra un aumento dei casi, come evidenziato dall’aggiornamento settimanale dell’ECDC del 17 ottobre 2025, che invita a rafforzare le campagne vaccinali in vista dei mesi invernali.
L’ECDC richiama l’attenzione sui soggetti più a rischio di complicanze sono anziani, bambini piccoli, persone con immunodepressione o malattie croniche. “La vaccinazione di operatori sanitari e gruppi vulnerabili, insieme a rigorose misure di controllo delle infezioni negli ambienti sanitari, può salvare migliaia di vite”, ha affermato Bruno Ciancio, epidemiologo senior dell’ECDC.
E invita donne in gravidanza, anziani, persone con patologie croniche e genitori di bambini sotto i cinque anni a consultare il medico per valutare le opzioni vaccinali e preventive più appropriate. I clinici sono inoltre incoraggiati a considerare l’uso precoce di antivirali per l’influenza nei pazienti a rischio, in linea con le linee guida nazionali.
Oltre alla vaccinazione, il Centro sottolinea l’importanza di buone pratiche igieniche e respiratorie: lavaggio frequente delle mani, corretta ventilazione degli ambienti, permanenza a casa in caso di sintomi e uso di mascherina o copertura del naso e della bocca quando si tossisce o starnutisce.
Fonte
Nature, Fieldhouse R., Japan declares a flu epidemic — what this means for other nations, 14 ottobre 2025, doi: 10.1038/d41586-025-03367-z
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