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Cardiologia

26 Novembre 2025

Prevenzione cardiovascolare, farmacisti attivi su screening e gestione farmaci. Pgeu: più integrazione e adeguata remunerazione

Un nuovo Position Paper del PGEU fotografa il contributo delle farmacie e dei farmacisti nella prevenzione cardiovascolare, dallo screening del rischio alla gestione della terapia e dell’aderenza. Serve più integrazione nei sistemi sanitari, ampliamento delle competenze professionali e una remunerazione strutturata dei servizi offerti

di Simona Zazzetta


Prevenzione cardiovascolare, farmacisti attivi su screening e gestione farmaci. Pgeu: più integrazione e adeguata remunerazione

La rete dei farmacisti di comunità svolge in tutta Europa un ruolo rilevante nella prevenzione cardiovascolare, con servizi che vanno dallo screening dei soggetti a rischio, attivo in 30 Paesi, all’educazione sanitaria, garantita in 32 sistemi nazionali, fino ai programmi di cessazione del fumo presenti in 27 Paesi e alla gestione del peso in 26, ma anche monitoraggio e supporto farmacologico nelle patologie cardiovascolari fanno parte del percorso di prevenzione offerto in diversi Paesi. Un contributo già oggi essenziale delle farmacie, ma anche un potenziale in parte inespresso che potrebbe rafforzarsi con maggiore integrazione nei sistemi sanitari, abilitazioni professionali più ampie, modelli retributivi adeguati per i servizi erogati e accesso pieno e interoperabile ai dati sanitari. È il messaggio che emerge dal nuovo Position Paper del PGEU che ha mappato i servizi farmaceutici dedicati alla salute cardiovascolare nei paesi europei membri del Gruppo per poi formulare delle raccomandazioni rivolte ai decisori politici .

Prevenzione e diagnosi precoce

La mappatura del Pgeu mostra che lo screening degli individui a rischio cardiovascolare non in terapia è attivo in 30 Paesi, mentre l’educazione sanitaria è garantita nel maggior numero di sistemi farmaceutici europei, 32 Paesi aderenti al Pegu. Altri servizi ampiamente diffusi sono i programmi di cessazione del fumo, presenti in 27 Paesi, e la gestione del peso, offerta in 26. La prevenzione passa anche attraverso la disponibilità di strumenti diagnostici e interventi mirati: la fornitura di kit per autotest è distribuita in 20 Paesi, mentre la vaccinazione eseguita dal farmacista – rilevante anche per la prevenzione delle complicanze cardiovascolari correlate alle infezioni – è attiva in 19.

“Un insieme eterogeneo ma capillare di attività che conferma il ruolo dei farmacisti nella diagnosi precoce e nello screening delle malattie prevenibili” commenta il Pgeu nel paper.

Gestione delle malattie cardiovascolari

Nella gestione delle malattie cardiovascolari, le revisioni strutturate dei farmaci, la gestione della politerapia e i programmi di aderenza terapeutica - che includono promemoria digitali, visite di follow-up e supporti per la somministrazione delle dosi - svolgono un ruolo essenziale soprattutto nei pazienti anziani, spesso con più patologie concomitanti.

La mappatura del Pgeu mostra che il rinvio a medici o specialisti è attivo in 30 Paesi, mentre la gestione delle malattie croniche sia presente in 29. I servizi che supportano l’aderenza terapeutica sono diffusi in 23 Paesi, così come gli ausili per la somministrazione della dose, anch’essi offerti in 23 sistemi. Il contributo dei farmacisti alla sicurezza e all’autogestione del paziente emerge anche dalla capillare presenza, in 32 Paesi, delle attività di istruzione sull’uso di dispositivi terapeutici e di automonitoraggio, fondamentali per monitorare parametri cardiovascolari chiave. Accanto a questi, risultano consolidati in Europa la dispensazione e gestione delle terapie ad alto costo (24 Paesi), la dispensazione ripetuta (24) e la consegna a domicilio (27). Più raramente integrati sono, invece, servizi avanzati come la titolazione della dose del farmaco, attiva in un solo Paese, o la somministrazione di farmaci iniettabili, presente in 4.

Continuità terapeutica e sicurezza: oltre la semplice dispensazione 

Il Position Paper mette in evidenza il ruolo delle farmacie di comunità nel garantire la continuità terapeutica e la sicurezza dei pazienti, attraverso servizi che vanno oltre la dispensazione tradizionale. La farmacovigilanza per i farmaci sotto monitoraggio aggiuntivo, attiva in 26 Paesi, rappresenta uno dei pilastri di questo contributo, affiancata dalla revisione farmacologica strutturata, presente in 24 sistemi sanitari nazionali, e dalla riconciliazione farmacologica, offerta in 15. Tra le attività più diffuse figurano anche il rifiuto di dispensare per motivi di sicurezza, attivo in 32 Paesi, e la sostituzione con generico, prevista in 30. Accanto ai servizi più consolidati, il Pgeu rileva attività complementari che supportano il funzionamento del sistema, come la fornitura urgente o di emergenza di farmaci con obbligo di prescrizione senza ricetta, entrambi presenti in 16 Paesi, la programmazione di visite o esami con consegna dei referti (8 Paesi) e i servizi notturni, garantiti in 31
 Meno diffusi sono invece la raccolta dati sull’efficacia dei nuovi farmaci, attiva solo in 2 Paesi, e la sostituzione terapeutica, prevista in 3. Completano il quadro servizi come le attività multiprofessionali fuori sede (7 Paesi) e i percorsi di cura integrati con l’assistenza primaria (10 Paesi), che rafforzano il ruolo dei farmacisti all’interno delle reti territoriali.

Digitalizzazione: acceso ai dati sanitari e cartelle cliniche

Nel campo della salute digitale, il Pgeu evidenzia un insieme di servizi che stanno progressivamente trasformando il modo in cui i cittadini accedono alla prevenzione e alla gestione del rischio cardiovascolare. L’integrazione delle farmacie nei sistemi informativi sanitari consente, in 6 Paesi, l’accesso diretto alle cartelle cliniche elettroniche, mentre in 11 Paesi sono disponibili cartelle elettroniche condivise dei farmaci, strumenti fondamentali per garantire continuità e sicurezza nella terapia.
La digitalizzazione avanza anche attraverso l’uso di applicazioni mobili, oggi impiegate in 11 Paesi per supportare il monitoraggio, l’aderenza e l’educazione terapeutica.
Un capitolo significativo riguarda la telemedicina: le teleconsultazioni tra farmacisti e altri operatori sanitari sono attive in 6 Paesi, mentre le teleconsultazioni svolte direttamente dai farmacisti raggiungono già 19 Paesi, ampliando la possibilità di intercettare precocemente problemi cardiovascolari, ridurre gli accessi inappropriati al sistema e portare l’assistenza più vicino alla quotidianità dei pazienti.

Gestione della carenza dei farmaci: impegno per 11 ore alla settimana

Le carenze di farmaci cardiovascolari rappresentano una delle criticità più rilevanti per la continuità terapeutica dei pazienti cronici, come evidenziato dalle indagini annuali del Pgeu. Nel 2024, il 96% dei 28 Paesi intervistati ha segnalato difficoltà di approvvigionamento per i medicinali dell’apparato cardiovascolare, una percentuale tra le più alte in assoluto e pari a quella registrata per gli antibiotici (96%). Sopra la soglia dell’80% si collocano anche altre classi terapeutiche cruciali, come i farmaci per l’apparato digerente e il metabolismo (86%), quelli per il sistema nervoso (86%) e per il sistema respiratorio (82%), delineando uno scenario di pressione diffusa sulla disponibilità dei trattamenti per le principali patologie croniche. Le interruzioni nell’accesso ad antipertensivi, statine, anticoagulanti o terapie per l’insufficienza cardiaca possono determinare complicanze gravi, ricoveri evitabili e un aumento della mortalità, rendendo l’approvvigionamento di questi medicinali una priorità strategica per l’UE e per gli Stati membri. In questo contesto, i farmacisti svolgono un ruolo essenziale nel mitigare gli effetti delle carenze: identificano alternative terapeutiche, supportano i pazienti nella gestione della terapia e intercettano i rischi clinici legati alla discontinuità. Un impegno che, nel 2024, ha richiesto in media 11 ore a settimana per ogni farmacia, sottraendo tempo prezioso all’assistenza diretta e mostrando quanto sia urgente rafforzare la resilienza del sistema.

Le raccomandazioni del Pgeu

Il Pgeu invita le istituzioni europee e i governi nazionali a valorizzare pienamente il ruolo delle farmacie di comunità nella salute cardiovascolare attraverso una serie di interventi strutturali. Tra le raccomandazioni, la piena integrazione dei farmacisti nei programmi sanitari europei e nazionali, e il riconoscimento economico e la remunerazione formale dei servizi che svolgono nella prevenzione, nello screening e nella gestione delle patologie cardiovascolari. Inoltre, chiede di ampliare le competenze professionali per garantire un accesso equo ai servizi diagnostici e terapeutici, e di rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento dei farmaci essenziali, migliorando il coordinamento a livello UE per prevenire e mitigare le carenze.
Altra priorità è l’inserimento dei farmacisti nello Spazio Europeo dei Dati Sanitari, con la possibilità di accedere e contribuire ai dati clinici rilevanti, insieme alla promozione di un uso responsabile dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali, per migliorare screening, diagnosi precoce e supporto terapeutico. Secondo il PGEU, mettendo i farmacisti nelle condizioni di operare al massimo delle loro competenze, l’Europa può ottenere una prevenzione più efficace, una migliore aderenza ai trattamenti e un sistema più resiliente, con benefici diretti sulla salute e sulla vita dei cittadini.

Fonte:

https://www.pgeu.eu/publications/pgeu-press-release-europe-is-underusing-its-largest-primary-care-network-pgeu-calls-for-policy-changes-to-unlock-the-full-potential-of-community-pharmacy-in-cardiovascular-health/ 

TAG: PHARMACEUTICAL GROUP OF THE EUROPEAN UNION (PGEU), TELECARDIOLOGIA, FARMACIA DEI SERVIZI, FARMACISTI

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