Aderenza terapeutica
17 Dicembre 2025I dati real-world presentati in Lombardia mostrano come l’innovazione terapeutica e il ruolo di prossimità delle farmacie possano favorire una maggiore aderenza alle cure per l’ipercolesterolemia, con potenziali benefici sugli esiti di salute e sulla sostenibilità del sistema sanitario

La corretta gestione dell’ipercolesterolemia è uno dei cardini della prevenzione cardiovascolare, ma resta fortemente condizionata dal tema dell’aderenza alle terapie. Un ambito in cui le farmacie e i farmacisti di comunità rappresentano un presidio di prossimità fondamentale, grazie al monitoraggio dei ritiri, alla relazione continuativa con i pazienti e al counseling, strumenti utili anche per intercettare precocemente segnali di non aderenza. Una criticità che continua a caratterizzare l’area delle dislipidemie, complice la ridotta percezione del rischio cardiovascolare e l’assenza di sintomatologia specifica.
È in questo contesto che si collocano i dati presentati nel corso della conferenza stampa “Ipercolesterolemia e aderenza terapeutica: le evidenze dal territorio lombardo”, promossa in collaborazione con Federfarma Lombardia e con il contributo non condizionante di Daiichi Sankyo Italia. Al centro del confronto, l’analisi dei dati real-world delle ATS lombarde Val Padana e Città Metropolitana di Milano, insieme al percepito delle farmacie attive sul territorio.
Le evidenze raccolte indicano che, nella pratica clinica, le opzioni farmacologiche innovative, tra cui l’acido bempedoico anche in associazione con ezetimibe, sono associate a livelli di alta aderenza più elevati rispetto alle terapie tradizionali. Un dato che riflette barriere ben note ai farmacisti - dagli effetti collaterali percepiti alla gestione quotidiana di terapie per patologie spesso asintomatiche - e che incide in modo rilevante sulla persistenza terapeutica.
Nel dettaglio, per l’ATS Val Padana l’analisi nasce dal razionale che nel real world l’aderenza alle terapie ipolipemizzanti, in particolare alle statine, è spesso bassa e che l’acido bempedoico potrebbe favorire una maggiore continuità. L’aderenza a un anno, valutata su dati amministrativi e misurata con l’indicatore Medication Possession Rate, mostra un’alta aderenza dell’82,6% con acido bempedoico contro il 36,9% con statine, con una differenza significativa. Per l’ATS Città Metropolitana di Milano, l’aderenza ad acido bempedoico e ad acido bempedoico in associazione con ezetimibe è stata analizzata attraverso il conteggio delle ricette in farmacia, dopo circa un anno e quattro mesi di rimborsabilità. In questo caso, l’alta aderenza risulta pari al 71,2% per l’acido bempedoico e al 77% per l’associazione acido bempedoico/ezetimibe.
Un quadro che, secondo quanto emerso dal confronto, è coerente con i dati del Rapporto OsMed AIFA sull’uso dei farmaci in Italia, che documenta come a livello nazionale meno della metà dei pazienti riesca a mantenere nel tempo un’aderenza elevata, rafforzando la necessità di strategie integrate che coniughino innovazione terapeutica e sostegno alla continuità delle cure.
“L’aderenza terapeutica resta una sfida concreta nella gestione dell’ipercolesterolemia e delle dislipidemie. Le farmacie lombarde sono pronte a rafforzare il proprio ruolo di prossimità, mettendo a sistema prevenzione, innovazione e monitoraggio a sostegno della continuità di cura - ha commentato Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia. - Lo scenario delineato conferma la necessità di strategie che facilitino l’accesso all’innovazione e sostengano la continuità terapeutica. La farmacia di comunità è un presidio essenziale per intercettare tempestivamente le criticità e supportare i pazienti nel monitoraggio della terapia”.
Anche Stefano Del Missier, direttore generale di Azienda Multiservizi Farmacie, ha sottolineato l’impatto dell’innovazione “ci porta ad avere farmaci sempre più efficaci e, allo stesso tempo, sempre più orientati a una gestione delle malattie che avviene anche a domicilio, quindi sul territorio. In questo contesto le farmacie giocano un ruolo fondamentale. Innanzitutto, perché aiutano le persone a comprendere quale sia il piano terapeutico da seguire; in secondo luogo perché supportano i pazienti, che spesso assumono più farmaci contemporaneamente, evitando errori e confusione nella gestione delle terapie”.
Sul fronte dell’innovazione terapeutica, Fabio Romeo, Senior Medical and Value & Access Director SBD di Daiichi Sankyo Italia, ha evidenziato quanto sia “fondamentale lavorare affinché il paziente sia stimolato ad assumere il farmaco e acquisisca una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’aderenza terapeutica, perché solo una buona aderenza riduce realmente il rischio di eventi. L’azienda farmaceutica può intervenire su questo fronte attraverso lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci che favoriscano l’aderenza, ad esempio riducendo il rischio di effetti collaterali”.
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