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Influenza

19 Dicembre 2025

Infezioni respiratorie in aumento, Iss: prevale la variante K dell’influenza

Cresce l’incidenza delle infezioni respiratorie acute secondo l’ultimo report RespiVirNet dell’Iss. Nella caratterizzazione dei virus influenzali circolanti emerge la netta prevalenza della variante K un sottogruppo genetico del virus influenzale A(H3N2)

di Redazione Farmacista33


Infezioni respiratorie in aumento, Iss: prevale la variante K dell’influenza

Nella settimana dall’8 al 14 dicembre l’indicatore ha raggiunto 14,7 casi per 1.000 assistiti, in aumento rispetto ai 12,4 della settimana precedente, con una stima di circa 817mila nuovi casi e un totale di circa 4,9 milioni di episodi dall’inizio della sorveglianza. Viene segnalata la diffusione del subclade K una variante dell’influenza A(H3N2), che risulta oggi nettamente prevalente in Italia. I dati sono quelli aggiornati dal rapporto RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità: l’incidenza più elevata si conferma nella fascia 0-4 anni, con circa 42 casi per 1.000 assistiti.

Nel periodo di riferimento si registra un marcato aumento della circolazione influenzale sia nella comunità sia nel flusso ospedaliero, con tassi di positività rispettivamente del 36% e del 40,4%, in netta crescita rispetto al bollettino precedente. La caratterizzazione dei virus influenzali evidenzia una predominanza dei ceppi di tipo A(H3N2).

Le analisi di sequenziamento genetico condotte sul virus A(H3N2) attualmente circolanti in Italia mostrano che il subclade K (“variante K”), cioè un sottogruppo genetico del virus influenzale A(H3N2), risulta nettamente prevalente. Ma l’Iss sottolinea che i dati epidemiologici disponibili non indicano un aumento della severità delle manifestazioni cliniche associate all’infezione. Le stime preliminari suggeriscono inoltre che i vaccini attualmente in uso continuano a offrire protezione dall’ospedalizzazione, anche se, sulla base delle evidenze attuali, non è ancora possibile definire con precisione l’efficacia rispetto alle manifestazioni cliniche più lievi.

Sul piano territoriale, l’intensità dell’attività influenzale risulta molto alta in Campania e Sardegna, alta in Sicilia e media in diverse regioni del Centro-Nord, tra cui Abruzzo, Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano. In tutte le altre regioni l’intensità è bassa, ad eccezione del Molise che resta a livello basale. L’Iss ricorda tuttavia che il recente passaggio dalla definizione di caso ILI a quella di ARI rende complesso il confronto diretto con le stagioni precedenti e con le soglie di intensità storiche.

Nel dettaglio virologico, nella settimana considerata sono stati analizzati 3.561 campioni clinici provenienti dalla rete RespiVirNet. Di questi, il 40,3% è risultato positivo ai virus influenzali, prevalentemente di tipo A. Una quota più contenuta riguarda il virus respiratorio sinciziale e SARS-CoV-2, mentre il restante numero di positività è attribuibile ad altri virus respiratori, tra cui rhinovirus, coronavirus umani non SARS-CoV-2, parainfluenzali e adenovirus. Un quadro che conferma la co-circolazione di più patogeni respiratori, in un contesto stagionale dominato dall’influenza A(H3N2) e dalla prevalenza del subclade K, monitorato con attenzione ma senza evidenze, al momento, di un impatto clinico più severo.

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Fonte:

https://www.iss.it/-/respivirnet50 

TAG: INFLUENZA, ISTITUTO SUPERIORE DI SANITà

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