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25 Febbraio 2026

Obesità, aumenta il rischio di ricovero e morte per infezioni gravi negli adulti

C’è una relazione diretta tra livello di obesità e rischio di infezioni gravi, con un rischio fino a tre volte maggiore nelle forme più severe. L’obesità risulta associata a un ampio spettro di infezioni e potrebbe contribuire fino all’11% dei decessi infettivi a livello globale

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Obesità, aumenta il rischio di ricovero e morte per infezioni gravi negli adulti

Un ampio studio multicentrico, pubblicato su The Lancet, ha analizzato l’associazione tra obesità e  diagnosi infettive differenti, utilizzando i dati prospettici di oltre 540.000 adulti provenienti da due coorti finlandesi e dalla UK Biobank. I partecipanti, privi di precedenti ricoveri per infezioni gravi al basale, sono stati seguiti per più di un decennio attraverso registri nazionali di ospedalizzazione e mortalità. L’obiettivo principale era valutare l’incidenza di infezioni gravi (ricovero o decesso) in relazione ai diversi gradi di obesità, classificati in base all’indice di massa corporea (BMI).

Incremento del rischio e relazione dose–risposta

I risultati mostrano una chiara relazione dose–risposta tra grado di obesità e rischio di infezioni gravi. Rispetto ai soggetti normopeso, le persone con obesità presentano un aumento progressivo del rischio, che diventa particolarmente marcato nelle forme più severe. In caso di obesità di classe III, il rischio di ricovero o morte per infezione risulta circa triplo rispetto ai normopeso.
L’associazione si mantiene anche dopo l’aggiustamento per numerosi fattori confondenti, inclusi età, sesso, stato socioeconomico, abitudini di vita e comorbidità. Inoltre, risultati sovrapponibili sono stati osservati utilizzando differenti misure di adiposità, rafforzando la solidità dell’evidenza.

Coinvolgimento di diverse tipologie di infezioni

L’aumento del rischio non riguarda una singola categoria, ma interessa un ampio spettro di infezioni. L’obesità è risultata associata a un rischio maggiore di infezioni batteriche e virali, comprese quelle respiratorie, cutanee, urinarie e gastrointestinali, oltre a forme invasive e complicate da sepsi. L’associazione è stata particolarmente evidente anche per le infezioni virali acute, inclusa COVID-19. Al contrario, non è emersa un’associazione positiva per HIV e tubercolosi, un risultato che gli autori interpretano come possibile effetto di causalità inversa, dato che tali condizioni sono frequentemente associate a perdita di peso e stato di deperimento.

Impatto sulla mortalità globale

Applicando i dati osservati alle stime del Global Burden of Disease, gli autori stimano che circa il 9–11% dei decessi per infezioni nel mondo sia attribuibile all’obesità, percentuale che ha raggiunto il 15% durante la pandemia di COVID-19. In termini assoluti, ciò corrisponde a centinaia di migliaia di morti ogni anno potenzialmente prevenibili attraverso interventi efficaci di prevenzione e trattamento dell’obesità.

Come evidenziato dagli autori, lo studio presenta alcune limitazioni, tra cui la natura osservazionale che non consente di stabilire con certezza un nesso causale e l’utilizzo prevalente del BMI come misura di obesità. Tuttavia, la coerenza dei risultati tra coorti indipendenti e differenti indicatori di adiposità rafforza l’affidabilità delle conclusioni. Saranno necessari studi di intervento mirati alla riduzione del peso corporeo per verificare se la diminuzione dell’obesità possa tradursi in una riduzione concreta del rischio di infezioni gravi e della mortalità correlata.

Fonte:

The Lancet. Published online February 9, 2026. https://doi.org/10.1016/S0140-6736(25)02474-2

TAG: OBESITà, INFEZIONI

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