infezioni
19 Marzo 2026I test rapidi per il virus respiratorio sinciziale, utilizzati nell’assistenza territoriale, riducono significativamente il ricorso non appropriato agli antibiotici nei bambini con infezioni respiratorie. Uno studio italiano evidenzia un calo fino al 67% delle prescrizioni in presenza

L’impiego dei test antigenici rapidi per il virus respiratorio sinciziale (RSV) nella pratica pediatrica territoriale è associato a una riduzione significativa dell’uso inappropriato di antibiotici nei bambini con infezioni delle basse vie respiratorie. È quanto emerge da uno studio pubblicato su JAMA Network Open, condotto in Italia su dati della rete Pedianet.
Lo studio, pubblicato su JAMA Network Open, è stato condotto in Italia, utilizzando i dati della rete Pedianet, che raccoglie informazioni cliniche provenienti dai pediatri di famiglia. I ricercatori hanno analizzato 256 episodi di infezione respiratoria registrati durante la stagione 2023-2024 in bambini tra 9 e 36 mesi, nei quali era stato eseguito un test antigenico rapido per l’RSV. I risultati sono stati poi confrontati con quelli di bambini con infezioni respiratorie diagnosticate solo sulla base dei sintomi, senza l’utilizzo di test.
I risultati mostrano che tra i bambini risultati positivi al test per RSV circa uno su cinque ha ricevuto una prescrizione di antibiotici entro due settimane dalla diagnosi, mentre tra quelli con test negativo la percentuale è stata quasi doppia. Nel complesso, la conferma dell’origine virale dell’infezione è stata quindi associata a una riduzione del 48% del rischio di prescrizione antibiotica. Un andamento analogo emerge anche confrontando i casi in cui è stato utilizzato il test rapido con quelli diagnosticati esclusivamente sulla base dei sintomi. Quando i pediatri disponevano del test per l’RSV, la probabilità di prescrivere antibiotici risultava inferiore del 39-46% rispetto alle diagnosi solo cliniche. La differenza diventava ancora più marcata quando il test confermava la presenza del virus: in questi casi il rischio di prescrizione antibiotica si riduceva fino al 59-67%.
Lo studio presenta alcuni limiti, tra cui il numero relativamente ridotto di casi analizzati e la difficoltà di valutare in modo dettagliato la gravità clinica delle infezioni, fattore che può influenzare le decisioni terapeutiche. Saranno quindi necessari studi su campioni più ampi e in diversi contesti sanitari per confermare questi risultati e valutare il rapporto costo-efficacia dell’impiego dei test rapidi nella pratica clinica.
Fonte:
Boracchini R, Brigadoi G, Salvadori S, et al. RSV Detection and Antibiotic Prescribing Decisions for Pediatric Respiratory Tract Infections. JAMA Netw Open. 2026;9(3):e260409. doi:10.1001/jamanetworkopen
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