carenza di farmacisti
22 Aprile 2026La survey promossa dalla Fofi evidenzia interesse verso la professione ma scarsa fiducia nelle prospettive occupazionali e limitata conoscenza della farmacia dei servizi. Impatto della riforma dell’accesso a Medicina sulle iscrizioni e la priorità del rinnovo del contratto dei farmacisti collaboratori.

La radice della carenza di farmacisti e del calo delle vocazioni verso la professione potrebbe trovare origine già a livello universitario, dove gli studenti manifestano un interesse ancora solido per la professione, accompagnato però da una fiducia limitata nel mercato del lavoro e da una crescente disponibilità a cercare opportunità professionali all’estero. A questo si aggiunge anche l’impatto della nuova riforma dell’accesso a Medicina, che potrebbe avere un effetto indiretto sulle iscrizioni a Farmacia (classe LM-13) e che i primi dati sembrano confermare, evidenziando una tendenza al calo delle immatricolazioni. Sono questi i temi affrontati dal presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI), Andrea Mandelli, nella relazione al Consiglio nazionale, nel corso della quale ha presentato i primi risultati della survey promossa dalla Federazione su studenti dei corsi di laurea in Farmacia e Chimica e tecnologia farmaceutiche (CTF).
Un elemento di attenzione riguarda gli effetti della riforma dell’accesso alle facoltà di area medica, entrata in vigore da quest’anno con l’introduzione del cosiddetto “semestre filtro”. Come evidenziato da Mandelli, il nuovo sistema prevede che gli studenti risultino contemporaneamente iscritti sia al corso principale sia a un corso affine, tra cui rientra la classe di laurea LM-13 Farmacia e Farmacia industriale. I primi dati disponibili, ancora parziali, mostrerebbero tuttavia un significativo calo delle prime iscrizioni rispetto al numero programmato e una bassa percentuale di recupero di immatricolazioni dopo il semestre filtro. Si tratta di indicazioni preliminari che richiederanno ulteriori verifiche, ma che, secondo Mandelli, confermano criticità già segnalate negli ultimi anni sul progressivo calo delle vocazioni e sulla riduzione delle iscrizioni ai corsi di laurea in farmacia.
Per completare il quadro e comprendere meglio il fenomeno in atto da tempo è stato istituito un Osservatorio–Laboratorio permanente, con il compito di promuovere e sostenere l’attività degli Ordini nel campo dell’orientamento dei giovani verso i percorsi universitari e professionali. Tra le attività è stata strutturata una prima indagine nazionale a cui hanno risposto 958 studenti di Farmacia e CTF da cui emerge che £esiste una solida base di interesse verso la professione, accompagnata tuttavia da una crescente distanza tra aspettative, percezione del mercato e traiettorie reali di inserimento lavorativo”.
Dai risultati della survey emerge un quadro articolato che mette in evidenza criticità non solo quantitative ma anche legate all’identità professionale e alle prospettive occupazionali. In termini di identità, il percorso universitario contribuisce in modo positivo solo per una parte degli studenti: il 41% dichiara un miglioramento della propria idea della professione, mentre permane una quota significativa di disillusione. Anche la motivazione allo studio appare complessivamente fragile, con meno del 40% degli studenti che esprime livelli elevati e stabili, un elemento che, come sottolineato da Mandelli “si collega direttamente al rischio di abbandono, che interessa oltre un quinto degli studenti e cresce sensibilmente tra i fuori corso, dove raggiunge livelli critici”.
Sul versante occupazionale emerge il nodo più rilevante per il sistema: meno di uno studente su due si dice sicuro di trovare lavoro entro un anno dalla laurea e tale fiducia dipende soprattutto dalla percezione del mercato del lavoro, che tende a formarsi precocemente, già entro il secondo anno di corso, e a consolidarsi nel tempo. Parallelamente si evidenzia un persistente deficit informativo e identitario rispetto alla farmacia dei servizi con oltre la metà degli studenti che si dichiara poco o per nulla informata: “Il percorso universitario riduce la disinformazione di base, ma non riesce a costruire una conoscenza approfondita né un’identificazione professionale forte con questo modello” commenta Mandelli.
A ciò si aggiunge un disallineamento tra aspirazioni degli studenti e struttura reale del mercato del lavoro: l’industria farmaceutica rappresenta lo sbocco più ambito, mentre la farmacia territoriale — che costituisce il principale bacino occupazionale — si colloca solo al terzo posto nelle preferenze, configurando una criticità per la sostenibilità futura del sistema professionale. Infine, emerge con forza la dimensione internazionale: oltre il 60% degli studenti considera probabile lavorare all’estero nei prossimi cinque anni, un orientamento che, secondo Mandelli, non appare più episodico ma sempre più strutturale nelle aspettative delle nuove generazioni.
“Nel complesso, l’indagine evidenzia una tensione centrale – ha aggiunto Mandelli - gli studenti mostrano progettualità e interesse per la professione, ma non trovano nel contesto percepito un supporto adeguato alle proprie aspettative e aspirazioni. Ne deriva una chiara indicazione per noi tutti: rafforzare precocemente la comunicazione istituzionale sulle opportunità concrete della professione, riallineare formazione e sbocchi occupazionali e lavorare sulla dimensione identitaria della Farmacia dei Servizi come leva strategica per il futuro della professione”.
Tra le questioni aperte richiamate nella relazione, Mandelli ha indicato anche il tema del rinnovo del contratto nazionale, considerato una priorità per la tenuta e l’attrattività della professione. “La Federazione, pur non essendo direttamente coinvolta nella contrattazione, ha più volte sollecitato un confronto costruttivo tra le parti, avanzando proposte concrete volte a rafforzare il riconoscimento professionale e contrattuale dei farmacisti” ha affermato Mandelli richiamando la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio nazionale sul passaggio di inquadramento dall’attuale area speciale all’area sanitaria e sul riconoscimento di una specifica indennità di funzione sanitaria per i farmacisti collaboratori.
“La piena valorizzazione del lavoro di tutti i farmacisti è parte integrante della crescita della professione, della sua credibilità verso le Istituzioni e del patto di fiducia che ogni giorno si rinnova con i cittadini. Auspichiamo che quanto prima possa essere raggiunto l’obiettivo del rinnovo contrattuale con piena soddisfazione delle parti trattanti”, ha concluso.
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