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24 Aprile 2026

Obesità, counseling personalizzato guidato dal farmacista migliora parametri metabolici del paziente

Uno studio evidenzia che i programmi di gestione dell’obesità guidati dal farmacista sono associati a una maggiore riduzione dell’emoglobina glicata e a miglioramenti dei parametri lipidici rispetto all’approccio tradizionale.

di Sabina Mastrangelo


Obesità, counseling personalizzato guidato dal farmacista migliora parametri metabolici del paziente

Maggiore riduzione dell’emoglobina glicata (HbA1c) e miglioramenti più marcati nei livelli di colesterolo totale, LDL e trigliceridi: sono gli esiti associati ai programmi di gestione dell’obesità guidati dal farmacista rispetto all’approccio tradizionale. I risultati emergono da uno studio condotto da un team della University of Kansas School of Pharmacy e presentato all’incontro annuale dell’American Pharmacists Association, che si è tenuto a fine marzo a Los Angeles (USA). Lo studio, di natura retrospettiva, supporta il valore del coinvolgimento del farmacista nella gestione delle patologie croniche in un contesto di assistenza multidisciplinare e centrata sul paziente.

I benefici della gestione dell’obesità guidata dal farmacista

L'analisi ha incluso 678 pazienti, di cui 110 seguiti nell’ambito di un programma di gestione guidato dal farmacista. Le caratteristiche al basale erano generalmente simili tra i gruppi, anche se i pazienti gestiti dai farmacisti presentavano livelli iniziali di emoglobina glicata (HbA1c) più elevati, indicativi di un profilo clinico potenzialmente più complesso.

Nonostante questo, la gestione delle cure da parte dei farmacisti è stata associata a una riduzione significativamente maggiore dell’HbA1c rispetto all’approccio tradizionale (variazione mediana: −0,35% vs 0,00%; p = 0,002). Il dato suggerisce che l’intervento professionale del farmacista, attraverso un monitoraggio clinico più frequente e una gestione strutturata della terapia, possa risultare particolarmente efficace nei pazienti con esigenze metaboliche più complesse.

Oltre al controllo glicemico, le riduzioni dei parametri lipidici — tra cui colesterolo totale, lipoproteine a bassa densità (LDL) e trigliceridi — sono risultate maggiori nel gruppo gestito dal farmacista, indicando un potenziale contributo nella riduzione complessiva del rischio cardiovascolare. I ricercatori hanno osservato anche modesti miglioramenti degli enzimi epatici, in particolare dell’alanina aminotransferasi, nel gruppo seguito dal farmacista.
Entrambi i gruppi hanno registrato una riduzione della pressione arteriosa, lasciando ipotizzare che entrambi i modelli assistenziali siano in grado di affrontare in modo efficace l’ipertensione nelle persone con obesità.

Il ruolo del farmacista nella presa in carico multidisciplinare

I risultati confermano le evidenze che indicano come il coinvolgimento del farmacista nella gestione delle malattie croniche possa contribuire al miglioramento degli esiti clinici attraverso un approccio integrato alla terapia farmacologica. In particolare, il farmacista può svolgere un ruolo attivo nel monitoraggio dei parametri clinici, nell’ottimizzazione dei trattamenti e nel supporto continuativo al paziente, favorendo l’aderenza terapeutica e la gestione dei fattori di rischio.

Secondo gli autori, la differenza rispetto ai modelli tradizionali risiede nell’approccio personalizzato e proattivo che caratterizza l’intervento del farmacista, basato su contatti frequenti con il paziente, valutazione periodica dei risultati e adeguamento della terapia quando necessario. Questo modello organizzativo consente di rafforzare la continuità assistenziale e di colmare alcune criticità legate all’accesso e al follow-up dei pazienti con patologie croniche.

L’obesità, infatti, è una condizione complessa e cronica che richiede una gestione continuativa e multidisciplinare. La sua crescente prevalenza contribuisce a un aumento del rischio di diabete, malattie cardiovascolari e altre comorbilità. In questo contesto, i farmacisti sono in una posizione strategica per supportare i pazienti attraverso la gestione della terapia farmacologica, il monitoraggio dei parametri clinici e la consulenza sugli stili di vita, rafforzando il ruolo professionale all’interno dei team di assistenza territoriale. 

Fonte:

https://www.pharmacytimes.com/view/pharmacist-led-obesity-management-improves-cardiometabolic-outcomes-versus-traditional-care

ph.cr. freepik

TAG: OBESITà, FARMACISTI

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