diabete
27 Maggio 2026A Perugia confronto tra medici di medicina generale e farmacisti sulle novità organizzative e prescrittive della Nota 100 e sul nuovo modello di gestione territoriale del paziente cronico.

La revisione dei canali distributivi delle terapie antidiabetiche a base di gliptine e gliflozine rappresenta un tassello della riorganizzazione della sanità territoriale che rafforza il ruolo integrato di medici di medicina generale e farmacie nella gestione del paziente con diabete cronico. Un cambiamento che riflette anche l’evoluzione del modello di cura del diabete di tipo 2: non più centrato esclusivamente sul controllo glicemico, ma orientato alla protezione cardiorenale, alla continuità assistenziale e alla presa in carico globale del paziente sul territorio. Un aggiornamento che ha stimolato a Per confronto tra professionisti della sanità territoriale e che è stato al centro del corso Ecm “La medicina del territorio nella gestione dei nuovi antidiabetici: dalla prescrizione al monitoraggio terapeutico”, promosso dall’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Perugia.
Al centro del confronto è stata l’evoluzione dei percorsi prescrittivi e distributivi delle terapie antidiabetiche della Nota 100, con particolare riferimento a gliptine e gliflozine, alla luce delle recenti semplificazioni normative che rafforzano il ruolo del medico di medicina generale nella prescrizione e delle farmacie territoriali nella dispensazione dei farmaci e nel monitoraggio terapeutico del paziente. Un cambiamento che si inserisce nel più ampio processo di riorganizzazione della sanità territoriale e della gestione delle cronicità, con l’obiettivo di avvicinare cure e servizi ai cittadini, soprattutto ai pazienti fragili.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come la distribuzione attraverso le farmacie territoriali possa migliorare accessibilità e continuità terapeutica, alleggerendo al tempo stesso il carico organizzativo delle strutture ospedaliere e rendendo più efficiente la gestione delle scorte e dei percorsi assistenziali. Tra i temi emersi anche il valore della collaborazione tra medici di medicina generale e farmacisti per rafforzare aderenza terapeutica, prevenzione e presa in carico integrata del paziente cronico, in un modello orientato non solo al controllo glicemico ma anche alla protezione cardiorenale e alla sostenibilità complessiva del Servizio sanitario nazionale.
Per Silvia Pagliacci, Presidente Federfarma Perugia, l’intervento di Ministero e Aifa sulla Nota 100 “va nella direzione di una sanità più efficiente e sostenibile, con benefici concreti sia per i cittadini sia per le casse del Servizio sanitario nazionale. La distribuzione dei farmaci attraverso le farmacie territoriali non rappresenta solo un vantaggio in termini di accessibilità e prossimità per i pazienti, ma consente anche una riduzione dei costi logistici e organizzativi, una gestione più efficiente delle scorte e un contenimento degli sprechi. Questo significa liberare risorse pubbliche, alleggerire il carico sulle strutture ospedaliere e garantire, al tempo stesso, una migliore continuità terapeutica, soprattutto per i pazienti più fragili. Non si tratta di una battaglia corporativa, ma della convinzione che la presa in carico del paziente cronico debba tradursi in scelte concrete e non restare uno slogan. La sanità del futuro si costruisce sul territorio: una sanità territoriale efficace è quella che sa portare servizi, cure e risposte vicino ai cittadini, rafforzando davvero la medicina di prossimità”.
Sulla stessa linea anche i medici di medicina generale. Pietro Cavalletti, segretaio provinciale Perugia Fimmg ha ricordato il ruolo centrale del medico di base nei percorsi di presa in carico dei pazienti cronici e fragili sul territorio e ha aggiunto: “I modelli organizzativi che rafforzano la continuità assistenziale, avvicinano i servizi al cittadino e migliorano l’accesso alle terapie contribuiscono a rendere il sistema più efficace e sostenibile. La collaborazione tra professionisti della sanità territoriale, in particolare con le farmacie, è fondamentale per garantire aderenza terapeutica, prevenzione e monitoraggio costante. La prevenzione resta, infatti, la leva principale per ridurre complicanze, ricoveri evitabili e costi complessivi per il Servizio sanitario nazionale. In questa prospettiva, siamo pienamente disponibili a lavorare in rete per rafforzare la sanità di prossimità e la presa in carico integrata del paziente”.
Anche Filiberto Orlacchio, presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Perugia, ha richiamato le recenti semplificazioni dei percorsi prescrittivi e distributivi da cui “ne deriva un ruolo sempre più integrato per le professioni sanitarie, farmacisti inclusi, per i quali la formazione continua costituisce condizione imprescindibile di appropriatezza e qualità dell’intervento. L’integrazione delle competenze lungo l’intero percorso di cura consolida un modello assistenziale più coerente, uniforme e orientato agli esiti clinici”.
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