oncologia
03 Giugno 2026Alcune alterazioni specifiche nei composti presenti nell’aria espirata potrebbero consentire di identificare il tumore al polmone già nelle fasi iniziali, aprendo la strada a strategie diagnostiche più rapide, semplici e non invasive per i pazienti a rischio.

Un test del respiro basato sull'analisi dei composti presenti nell'aria espirata e supportato da algoritmi di intelligenza artificiale potrebbe favorire la diagnosi precoce del tumore al polmone con un'accuratezza superiore al 90%. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Holistic Integrative Oncology, che ha valutato la capacità della spettrometria di massa di identificare specifiche firme metaboliche associate alla malattia.
Lo studio ha coinvolto 410 partecipanti, di cui 308 pazienti con tumore polmonare e 102 soggetti sani. I campioni di aria espirata sono stati raccolti mediante un dispositivo sviluppato dai ricercatori e successivamente analizzati con la spettrometria di massa, per identificare rapidamente i composti chimici presenti nei gas espirati. I dati ottenuti sono stati poi elaborati attraverso algoritmi di machine learning, con l’obiettivo di individuare una “firma metabolica” caratteristica del tumore polmonare.
L’analisi ha evidenziato 28 metaboliti significativamente differenti tra i pazienti oncologici e i controlli sani. Il modello diagnostico sviluppato dai ricercatori ha mostrato risultati particolarmente promettenti, raggiungendo un’accuratezza superiore al 90% e una sensibilità fino al 94,6%, dimostrando quindi un’elevata capacità di identificare correttamente i pazienti affetti da tumore al polmone. Secondo gli autori, uno dei principali punti di forza dell’approccio risiede nella semplicità della raccolta dei campioni. A differenza della biopsia o di altri esami invasivi, il prelievo del respiro è rapido, indolore e facilmente ripetibile. Inoltre, il sistema EESI-MS permette di analizzare i campioni in pochi secondi, senza necessità di procedure complesse di preparazione.
Gli autori sottolineano che, in futuro, l’analisi del respiro potrebbe rappresentare uno strumento utile sia per lo screening delle popolazioni ad alto rischio sia per il monitoraggio dei pazienti oncologici. Grazie alla rapidità di esecuzione, alla semplicità della procedura e al basso impatto per il paziente, questa metodica potrebbe trovare applicazione anche nei contesti territoriali e di prossimità, favorendo l’identificazione precoce dei soggetti con sintomi respiratori persistenti o fattori di rischio rilevanti e facilitando un accesso più tempestivo ai percorsi diagnostici specialistici. Inoltre, il fatto che le prestazioni del dispositivo non risultino influenzate dalla storia di fumo suggerisce che i biomarcatori rilevati siano legati direttamente alla riprogrammazione metabolica delle cellule tumorali, aprendo la possibilità a un monitoraggio continuo e in tempo reale della malattia.
Gli stessi ricercatori precisano tuttavia che saranno necessari ulteriori studi prospettici e multicentrici per confermare l’affidabilità clinica e le potenziali applicazioni di questo approccio.
Fonte:
Holist Integ Oncol 5, 34 (2026). https://doi.org/10.1007/s44178-026-00247-y
ph.cr. magnific
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