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12 Giugno 2026

Revisione della terapia, intervento del farmacista riduce criticità e ricoveri

Una revisione strutturata della terapia farmacologica condotta dal farmacista clinico è associata a una riduzione dei problemi correlati ai farmaci e a un minor rischio di riospedalizzazione entro sei mesi

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


farmacista uomo paziente uomo

La revisione strutturata della terapia farmacologica condotta dal farmacista clinico è associata a una riduzione dei problemi correlati ai farmaci rimasti irrisolti e a un minor rischio di riospedalizzazione entro sei mesi. È quanto emerge da uno studio pubblicato sull'International Journal of Clinical Pharmacy che evidenzia il ruolo della medication review nell'identificazione e nella gestione precoce delle criticità terapeutiche.

Lo studio retrospettivo osservazionale ha coinvolto 177 pazienti seguiti tra il 2019 e il 2022 in un ospedale universitario sloveno. I pazienti, ricoverati o ambulatoriali, erano stati inviati dal medico a una revisione completa della terapia effettuata dal farmacista clinico. Complessivamente sono state eseguite 185 revisioni terapeutiche, durante le quali sono stati identificati 505 problemi correlati ai farmaci.

Meno problemi irrisolti, meno ricoveri

L’analisi ha mostrato che i pazienti con almeno un problema farmacologico rimasto irrisolto presentavano una probabilità di ricovero entro sei mesi circa quattro volte superiore rispetto ai pazienti nei quali le criticità terapeutiche erano state affrontate con successo. Inoltre, il rischio aumentava progressivamente all’aumentare del numero di problemi rimasti aperti, suggerendo che la risoluzione delle criticità farmacologiche possa rappresentare un elemento importante nella prevenzione delle riospedalizzazioni.

Il contributo del farmacista all’identificazione delle criticità

I farmacisti clinici hanno identificato quasi il 74% di tutti i problemi farmacologici rilevati nello studio e hanno proposto interventi correttivi nella grande maggioranza dei casi. Quando gli interventi suggeriti venivano recepiti, i problemi farmacologici risultavano risolti o migliorati molto più frequentemente rispetto ai casi in cui le indicazioni non venivano adottate.

Un ruolo sempre più centrale nella gestione della terapia

Secondo gli autori, i risultati sottolineano l’importanza dell’integrazione del farmacista clinico nei team multidisciplinari, soprattutto nei pazienti complessi e in politerapia. Lo studio suggerisce infatti, che non sia tanto il numero totale di problemi farmacologici a incidere sugli esiti clinici, quanto la loro persistenza nel tempo.

Limiti e prospettive future

Gli autori evidenziano che lo studio, osservazionale e monocentrico, non consente di dimostrare un rapporto causale diretto tra intervento del farmacista e riduzione dei ricoveri. Saranno, quindi, necessari ulteriori studi prospettici e multicentrici per confermare i benefici clinici della revisione terapeutica e definire il potenziale impatto sulla riduzione delle riospedalizzazioni.

Fonte 

Zorjan K, Tašker B, Marovič A, Petre M. “Association between unresolved drug-related problems and 6-month hospital readmissions following pharmacist-led medication reviews: a retrospective observational study”. Int J Clin Pharm. 2026 Apr 17. doi: 10.1007/s11096-026-02139-7. Epub ahead of print. PMID: 41995940.

TAG: FARMACIA CLINICA, ADERENZA ALLA TERAPIA, OSPEDALIZZAZIONE

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