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Telemedicina

16 Luglio 2026

Teledermatologia in farmacia. Follow-up specialistico in televisita: i risultati del progetto pilota sulla vitiligine

Presentati a Milano i risultati del progetto pilota che ha sperimentato il follow-up dei pazienti con vitiligine in televisita dalla farmacia di prossimità. Il modello punta a rafforzare aderenza terapeutica, continuità assistenziale e collaborazione tra dermatologi e farmacisti.

di Simona Zazzetta


Teledermatologia in farmacia. Follow-up specialistico in televisita: i risultati del progetto pilota sulla vitiligine

Controlli specialistici in teledermatologia direttamente nella farmacia di prossimità hanno permesso di monitorare l'andamento della terapia dei pazienti con vitiligine già presi in carico dai centri di riferimento. Il servizio è stato sperimentato a Milano: in 5 farmacie un piccolo gruppo di pazienti ha effettuato il follow-up attraverso una televisita con il dermatologo, collegandosi dalla farmacia con il supporto del farmacista. I risultati del progetto pilota, presentati oggi a Palazzo Pirelli nel corso dell'evento "La teledermatologia di prossimità: innovazione, aderenza terapeutica e farmacia dei servizi nella presa in carico della vitiligine in Regione Lombardia", hanno fornito un primo riscontro positivo sulla fattibilità del modello: l'86% delle televisite programmate è stato completato regolarmente, aprendo la strada a un'organizzazione delle cure che punta a migliorare continuità assistenziale, aderenza terapeutica e prossimità dei servizi.

Il follow-up in farmacia: primi risultati della sperimentazione

La sperimentazione è stata realizzata tra maggio e giugno 2026 coinvolgendo cinque farmacie del Comune di Milano, tre centri specialistici – Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico, IRCCS Humanitas Research Hospital e IRCCS Policlinico San Donato – e sei dermatologi. 
Il percorso prevedeva che il paziente fosse inizialmente visitato dallo specialista in ospedale; i controlli successivi venivano invece effettuati in farmacia tramite televisita nella farmacia aderente al progetto, dove il paziente si collega in televisita con lo specialista. Durante il collegamento il dermatologo ha valutato l'andamento della terapia, la risposta clinica e l'aderenza al trattamento per decidere se proseguire il percorso a distanza o programmare una nuova visita in presenza.

Il progetto ha coinvolto 14 pazienti prenotati, l'86% dei quali ha effettuato regolarmente la televisita, mentre il restante 14% non ha potuto svolgerla per indisponibilità. Pur trattandosi di una sperimentazione su numeri contenuti, la partecipazione di tre centri dermatologici regionali e di cinque farmacie ha permesso di verificare la fattibilità di un modello di follow-up che integra ospedale, farmacia e telemedicina. La possibilità di effettuare i controlli nella farmacia di prossimità ha ridotto gli spostamenti verso i centri specialistici, confermando il potenziale di un'organizzazione delle cure coerente con gli obiettivi della farmacia dei servizi e del DM 77.

“È un progetto moderno molto utile per i cittadini, che vede di nuovo una rete: gli ospedali lombardi, i dermatologi collegati alle farmacie possono controllare i loro pazienti. Al dermatologo spettano la diagnosi, la prima visita e il percorso terapeutico - ha spiegato Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia - poi il cittadino, se vive lontano dal centro di riferimento, può, previo appuntamento, collegarsi dalla farmacia sotto casa per far vedere come sta andando la terapia, se è migliorato, se ha bisogno di cambiare o se deve continuare. Penso che sia una cosa straordinaria, una grande operazione legata proprio alla farmacia dei servizi, all'utilità che la farmacia, per la sua capillarità, ha sul territorio lombardo e nazionale. È un grande progetto di rete per far stare meglio le persone e facilitare i cittadini”.

Per Federfarma Lombardia la sperimentazione rappresenta soprattutto un punto di partenza. “Abbiamo investito tantissimo nella digitalizzazione delle farmacie e oggi, grazie al PNRR e al DM 77, Regione Lombardia sta distribuendo le apparecchiature per la televisita a quasi mille farmacie rurali. Questa sperimentazione è stata fondamentale perché dimostra che queste tecnologie potranno essere utilizzate non solo per la vitiligine ma anche per molte altre patologie”, ha osservato Racca.



Per Valeria Corazza, presidente di Apiafco, associazione che ha patrocinato l’iniziativa, il valore del progetto va letto soprattutto dal punto di vista di chi convive con una patologia cronica. “Per il paziente questo tipo di progetto non può che essere positivo, perché consente un vero follow-up, quindi di essere seguito nel tempo. Da una parte del video c'è il clinico, dall'altra il paziente assistito dal farmacista”. Secondo Corazza, il modello potrebbe risultare particolarmente utile “nei territori e nei piccoli comuni, che non sono sempre vicini ai centri prescrittori: poter fare il follow-up nella farmacia sotto casa è estremamente interessante”. E ha aggiunto: “I farmacisti hanno fatto importanti investimenti in tecnologia, mentre la medicina digitale dovrebbe correre, ma nel nostro Paese procede ancora a un passo molto lento”.



Telemedicina uno strumento di follow-up, non sostituisce la visita

Per i dermatologi il progetto ha mostrato un potenziale organizzativo: “Uno degli aspetti più apprezzati è stata la possibilità di ricevere un supporto aggiuntivo. Nella vitiligine, come in molte altre malattie dermatologiche croniche immunomediate, l'impatto psicologico è rilevante e il paziente sente il bisogno di confrontarsi con lo specialista anche tra una visita e l'altra – ha commentato Angelo Valerio Marzano, direttore della SC Dermatologia della Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. - Questo può contribuire anche a ridurre gli accessi non necessari agli ambulatori e, di conseguenza, alleggerire le liste d'attesa.

Nello specifico della patologia, “la vitiligine – ha spiegato il dermatologo - si presta al follow-up in telemedicina perché permette di valutare l'efficacia del trattamento nel tempo. La prima visita deve rimanere in presenza, perché richiede una valutazione clinica completa e spesso ulteriori indagini diagnostiche. La televisita rappresenta invece un controllo intermedio che consente di verificare la risposta alla terapia, offrire spiegazioni e chiarimenti e dare al paziente un ulteriore supporto”.



Innovazione terapeutica ha bisogno anche di innovazione organizzativa

Il progetto rappresenta anche un modello di innovazione organizzativa. Lo ha sottolineato Nicola Bencini, General Manager di Incyte Italia azienda che ha dato il contributo incondizionato alla sperimentazione: “Se l'innovazione terapeutica risponde alla domanda “qual è la cura migliore?” l'innovazione organizzativa risponde invece a un'altra domanda altrettanto importante: come fare in modo che quell'innovazione arrivi davvero ai pazienti. Nelle patologie croniche il follow-up è un elemento fondamentale dell'esperienza terapeutica: una buona diagnosi e una buona terapia, senza continuità assistenziale, rischiano di vanificare il lavoro fatto in precedenza” Secondo Bencini, il progetto dimostra che “quando istituzioni, dermatologi, farmacisti e industria lavorano insieme mettendo il paziente al centro non ci sono invasioni di campo. I ruoli rimangono ben definiti e la collaborazione non è additiva, ma moltiplicativa». Un modello che, pur partendo da una sperimentazione di dimensioni limitate, «ha già fornito indicazioni importanti e che ci auguriamo possa proseguire e svilupparsi ulteriormente”. 



TAG: TELEMEDICINA, FARMACIA DEI SERVIZI, FEDERFARMA LOMBARDIA, VITILIGINE

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