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abuso di sostanze

08 Settembre 2026

Cannabis a uso ricreativo, vendita in farmacia non aumenta consumi e favorisce modalità meno rischiose. Studio in Svizzera

Uno studio pilota condotto in tre città svizzere su consumatori abituali cannabis a uso ricreativo, indica che l’accesso regolamentato alla sostanza in diverse formulazioni attraverso le farmacie non aumenta la frequenza di consumo e può favorire il passaggio a modalità potenzialmente meno rischiose. Centrale il ruolo del personale di farmacia nel counselling e nella riduzione del rischio.

di Redazione Farmacista33


Cannabis a uso ricreativo, vendita in farmacia non aumenta consumi e favorisce modalità meno rischiose. Studio in Svizzera

La vendita regolamentata di cannabis per uso ricreativo attraverso le farmacie di comunità, accompagnato dal counselling di personale formato, può favorire il passaggio a modalità di consumo potenzialmente meno rischiose senza determinare un aumento della frequenza di utilizzo. 

È quanto emerge dai risultati intermedi dello Swiss Cannabis Research In Pharmacies Trial (Script), studio pilota randomizzato condotto nelle città svizzere di Berna, Lucerna e Bienne su 1.177 consumatori abituali di cannabis. Nei primi sei mesi i ricercatori hanno confrontato un gruppo autorizzato ad acquistare cannabis in farmacia fin dall’inizio dello studio con un gruppo di controllo che ha continuato ad approvvigionarsi sul mercato illegale e ha avuto accesso alla dispensazione in farmacia solo dopo sei mesi. 

Accesso in farmacia e mercato illegale: come è stato condotto lo studio

Lo studio, controllato e randomizzato, nasce nell’ambito dei progetti pilota autorizzati in Svizzera per valutare gli effetti sanitari e sociali di un accesso regolamentato alla cannabis non medica. Il progetto, sostenuto dal Fondo nazionale svizzero, è condotto dall’Istituto bernese di medicina di famiglia dell’Università di Berna, con il coinvolgimento dell’Università di Lucerna. 

Il campione, composto da maggiorenni e già consumatori regolari di cannabis, è stato diviso i due bracci: 588 persone sono state assegnate al gruppo con accesso immediato alla farmacia e 589 al gruppo di controllo. Dopo i primi sei mesi anche il gruppo di controllo ha potuto accedere ai prodotti previsti dallo studio tramite la farmacia. Le farmacie coinvolte sono nove: cinque a Berna, tre a Lucerna e una a Bienne

I prodotti acquistabili nelle farmacie avevano un contenuto massimo di Thc del 20% ed erano disponibili in diverse formulazioni, da quelle da fumare a quelle da vaporizzare o assumere per via orale. Erano inoltre previsti limiti di acquisto pari a 2 grammi di Thc per singolo acquisto e 10 grammi al mese. La dispensazione era inserita in un modello fortemente controllato, con tracciabilità tramite QR code, confezioni neutre, indicazione della quantità di Thc e divieto di cessione a terzi, condivisione dei prodotti e consumo negli spazi pubblici. 

Più modalità senza fumo, invariata la frequenza di consumo

All’inizio dello studio la maggior parte dei partecipanti consumava cannabis esclusivamente fumandola. Dopo sei mesi, tra chi aveva avuto accesso ai prodotti in farmacia era più frequente il passaggio a forme di consumo senza fumo oppure alla combinazione di differenti modalità di assunzione, mentre nel gruppo di controllo i comportamenti erano cambiati poco. Secondo gli autori, il risultato suggerisce che la distribuzione regolamentata attraverso le farmacie possa favorire il passaggio verso forme di consumo “potenzialmente a rischio ridotto”. 

Non sono invece emerse differenze rilevanti nella frequenza di consumo di cannabis. A sei mesi questa era cambiata solo marginalmente in entrambi i gruppi e, secondo il rapporto, non vi sono elementi che indichino un impatto della distribuzione regolamentata in farmacia sulla frequenza di utilizzo. Tra i prodotti venduti nell’ambito dello studio, le infiorescenze rappresentano circa il 65%, seguite dagli e-liquid da vaporizzare con il 21%, dalle resine con l’11% e dalle tinture con il 3%. 

Counselling del personale di farmacia e riduzione del rischio

Oltre a gestire la dispensazione dei prodotti, il personale delle farmacie partecipanti è stato formato per fornire counselling sui prodotti e sulle modalità di consumo a rischio ridotto, oltre che sulla cessazione del tabacco, con il supporto di materiali informativi. 
Dopo sei mesi, l’87% dei partecipanti del gruppo con accesso alla farmacia ha giudicato positivamente l’esperienza di acquisto, il 71% si è dichiarato soddisfatto del counselling ricevuto e il 79% ha ritenuto adeguati anonimato e privacy. I consigli forniti dal personale hanno riguardato soprattutto i prodotti dello studio, nell’80% dei casi, e il consumo di cannabis, nel 70%. Tra i 546 partecipanti intervistati, 390, pari al 71%, hanno dichiarato di avere trasmesso nel proprio ambiente informazioni sulla riduzione del rischio ricevute durante il percorso. 

La ricerca qualitativa condotta parallelamente allo studio ha coinvolto anche 16 componenti del personale delle farmacie. La maggior parte riferiva di richiamare attivamente l’attenzione dei partecipanti sulle modalità di consumo alternative, mentre il counselling specifico sulla cessazione del tabacco risultava meno frequente. Circa la metà degli intervistati forniva inoltre indicazioni direttamente legate al consumo di cannabis. 

I partecipanti hanno indicato tra gli aspetti positivi dell’acquisto in farmacia la qualità costante dei prodotti, la trasparenza sulla composizione, la sicurezza dell’ambiente di vendita e la possibilità di evitare il mercato illegale. 
La vendita dei prodotti attraverso le farmacie partecipanti è prevista fino al 31 ottobre 2028 e il follow-up proseguirà fino al 2029. 

Fonte

https://www.script-studie.ch/fr/premiers-resultats-de-letude-script/

https://www.script-studie.ch/wp-content/uploads/2026/09/Rapport-SCRIPT-Resultats-intermediaires_V8_06.09.2026.pdf

ph.cr.magnific

 

TAG: CANNABIS, THC, TETRAIDROCANNABINOLO, FARMACIE, SVIZZERA

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