deblistering
01 Ottobre 2026Pieri (Assofarm) richiama le condizioni economiche e organizzative per sviluppare il deblistering dei medicinali e la necessità di misurarne i benefici. La remunerazione, come indicato da Gemmato, è demandata agli accordi regionali.

Il deblistering conferma lo sviluppo di una farmacia sempre più integrata nei percorsi di cura, ma occorre costruire le condizioni perché il servizio sia sostenibile per le farmacie: sarà fondamentale raccogliere dati scientificamente rigorosi sull’efficacia della pratica perché “la prossima sfida non sarà semplicemente chiedere nuove risorse, ma dimostrare perché quelle risorse sono necessarie e che ritorno daranno in termini di risparmi economici ed efficacia della cura”. È il tema al centro dell’intervento del presidente di Assofarm, Luca Pieri, sulle Linee di indirizzo per il confezionamento personalizzato dei medicinali.
Per Pieri, la pubblicazione delle Linee di indirizzo rappresenta un ulteriore passo avanti nella farmacia dei servizi: “Il suo valore strategico è fin da subito notevole, perché conferma il trend di sviluppo di una farmacia sempre più parte integrante dei percorsi di cura. Una farmacia capace di assumersi responsabilità che vanno oltre la semplice dispensazione del farmaco”.
Il presidente di Assofarm descrive il provvedimento sul deblistering come “un riconoscimento concreto di questa evoluzione”. Il farmacista potrà sconfezionare e riconfezionare i medicinali destinati al singolo paziente, organizzandoli secondo il suo schema terapeutico, all’interno di un percorso che definisce procedure, requisiti, responsabilità, tracciabilità ed etichettatura.
Confezionamento personalizzato dei farmaci: le Linee di indirizzo
“Non è un dettaglio. Significa riconoscere che, in determinate condizioni, la farmacia può intervenire non soltanto nel momento in cui il farmaco viene consegnato, ma anche in quello, altrettanto decisivo, in cui il paziente deve assumerlo correttamente”. Pieri accoglie quindi favorevolmente l’intervento, precisando che “l’avvio di una nuova attività non coincide automaticamente con la sua piena realizzazione”.
Assofarm aveva dedicato al deblistering un’intera sessione di confronto in una delle sue ultime Giornate nazionali delle farmacie comunali. Accanto alle opportunità assistenziali, ricorda Pieri, era già emersa una domanda: “quanto costa fare bene il deblistering e chi sostiene questo costo?”.
Un tema che riguarda anche gli investimenti necessari per l’automazione. “Ciò è particolarmente vero se immaginiamo, come è ragionevole fare, che il futuro della personalizzazione passi dall’automazione. I macchinari necessari per rendere il processo più efficiente e sicuro possono comportare per ogni farmacia investimenti di diverse decine di migliaia di euro”.
Alla presentazione delle Linee di indirizzo, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato aveva richiamato il tempo richiesto per svolgere il servizio e il percorso previsto per remunerarlo: “È una prestazione professionale anche dispendiosa dal punto di vista temporale da parte del farmacista, che sarà l’unico a poter allestire questi schemi posologici partendo dalle Norme di buona preparazione. È evidente che questa prestazione è ascrivibile ai servizi resi dalla farmacia dei servizi; quindi, si rimanderà agli accordi regionali la possibilità di remunerarla e di codificarne la remunerazione”.
Pieri richiama le condizioni necessarie alla diffusione del servizio: “Il tema, quindi, non è soltanto quello di introdurre il deblistering. È costruire le condizioni perché possa diventare davvero un servizio che produca valore per la sanità italiana e sia al contempo sostenibile per le farmacie, perché solo da questo mix virtuoso potrà raggiungere un numero significativo di cittadini”.
“La farmacia dei servizi, del resto, non può crescere sulla base di nuove responsabilità senza che a queste corrispondano risorse e modelli organizzativi adeguati”.
Per il presidente di Assofarm, l’avvio del servizio apre la possibilità di verificarne i risultati: “L’avvio del deblistering ci permette finalmente di passare dalla discussione teorica alla verifica sul campo. Possiamo cominciare a produrre dati (che dovranno essere scientificamente rigorosi) sull’efficacia della pratica, sulla corretta assunzione delle terapie e sui benefici che questo servizio può generare per i pazienti”.
La raccolta di queste evidenze è collegata alle future richieste di finanziamento: “Questi dati saranno fondamentali. Perché la prossima sfida non sarà semplicemente chiedere nuove risorse, ma dimostrare perché quelle risorse sono necessarie e che ritorno daranno in termini di risparmi economici ed efficacia della cura”.
“È solo grazie a queste evidenze scientifiche che potremo costruire con il Governo proposte nuove, più articolate e fondate sulla misurazione dei risultati”, conclude Pieri.
Fonte
https://www.assofarm.it/deblistering-unoccasione-da-sfruttare/
ph.cr.magnific
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