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06 Ottobre 2026La campagna vaccinale anti-Covid 2026-27 utilizzerà vaccini aggiornati alla variante XFG in distribuzione alle Regioni. La circolare ministeriale indica destinatari, priorità e modalità del richiamo annuale e richiama il coinvolgimento delle farmacie nell’offerta vaccinale.

La campagna di vaccinazione anti Covid-19 per l’autunno-inverno 2026-2027 utilizzerà vaccini aggiornati alla variante XFG del virus SARS-CoV-2. Tra quelli già autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), il Ministero della Salute dispone di Comirnaty XFG, la formulazione aggiornata del vaccino Comirnaty, di cui annuncia la prossima distribuzione alle Regioni e alle Province autonome. Una nuova circolare definisce le raccomandazioni per il richiamo annuale, le categorie a cui è rivolto e le priorità iniziali, richiamando anche la collaborazione operativa delle farmacie per favorire l’accesso delle persone a rischio di forme gravi.
L’aggiornamento della composizione vaccinale alla variante XFG tiene conto della continua comparsa di varianti e sottovarianti di SARS-CoV-2 e delle indicazioni degli organismi sanitari internazionali.
Il richiamo previsto per la campagna è annuale e viene offerto gratuitamente alle categorie individuate dal Ministero, ferma restando la possibilità per chiunque di accedere gratuitamente alla vaccinazione. La circolare precisa che “l’aver contratto una infezione da SARS-CoV-2, anche recente, dopo il precedente richiamo, non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione”.
È inoltre possibile la co-somministrazione dei vaccini aggiornati con altri vaccini, con particolare riferimento all’antinfluenzale, fatte salve eventuali specifiche indicazioni d’uso o valutazioni cliniche.
La vaccinazione è raccomandata alle persone di età pari o superiore a 60 anni, agli ospiti delle strutture per lungodegenti e alle donne in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo post-partum, comprese quelle in allattamento. La raccomandazione riguarda anche gli operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, sul territorio e nelle strutture di lungodegenza, gli studenti di medicina e delle professioni sanitarie che svolgono tirocini in strutture assistenziali e il personale sanitario e sociosanitario in formazione.
Un ulteriore gruppo comprende le persone dai 6 mesi ai 59 anni con elevata fragilità, dovuta a patologie o condizioni che aumentano il rischio di Covid-19 grave. Il Ministero indica, tra le altre, malattie respiratorie croniche, cardiovascolari e cerebrovascolari, diabete e altre endocrinopatie severe, malattie neurologiche, obesità con indice di massa corporea superiore a 30, dialisi o insufficienza renale cronica e malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie.
Sono inoltre contemplate specifiche condizioni oncologiche e onco-ematologiche, trapianti e attesa di trapianto, terapie con cellule CAR-T, immunodeficienze primitive o secondarie a trattamenti farmacologici, asplenia e determinate condizioni associate all’infezione da Hiv. L’elenco comprende anche malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali, sindrome di Down, cirrosi o epatopatia cronica grave e disabilità grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992.
Il Ministero precisa che l’elenco potrebbe non essere esaustivo e chiede la collaborazione dei medici nella valutazione dei casi in cui possa sussistere un’indicazione alla vaccinazione, ribadendo l’importanza del rapporto benefici/rischi per stabilire l’eleggibilità. La vaccinazione è inoltre consigliata a familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità.
Nella fase iniziale della campagna, la somministrazione sarà rivolta prioritariamente alle persone di almeno 80 anni, agli ospiti delle strutture per lungodegenti, alle persone con elevata fragilità, soprattutto in presenza di una marcata compromissione del sistema immunitario, e agli operatori sanitari e sociosanitari. La raccomandazione resta valida per tutti i gruppi individuati e l’accesso rimane disponibile anche per chi non rientra in queste categorie.
Sul piano organizzativo, il Ministero raccomanda alle Regioni e alle Province autonome di adottare misure che favoriscano una maggiore offerta attiva della vaccinazione alle persone a rischio di forme gravi, facilitandone l’adesione tempestiva alla campagna.
Ferma restando l’attività dei Dipartimenti di prevenzione, la circolare richiama espressamente la collaborazione operativa di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacie e rete specialistica ospedaliera e territoriale, comprese le strutture per lungodegenti.
Alle amministrazioni regionali viene inoltre raccomandato di rafforzare le attività di comunicazione e informazione e di consentire ai cittadini di prenotare la vaccinazione anti Covid-19 attraverso una piattaforma regionale online.
Per gli operatori che vaccinano, il documento richiama il rispetto dei principi delle buone pratiche vaccinali, la valutazione del rapporto benefici/rischi specifico per età e genere e la segnalazione tempestiva di qualsiasi sospetta reazione avversa al sistema di farmacovigilanza dell’Aifa. Le segnalazioni possono essere effettuate sia dagli operatori sanitari sia dai cittadini, attraverso le modalità indicate sul sito dell’Agenzia.
Le indicazioni potranno essere aggiornate in relazione all’andamento epidemiologico, all’acquisizione di nuove evidenze scientifiche o all’eventuale aggiornamento dei vaccini a nuove varianti.
Fonte
ph.cr.magnific
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