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12 Ottobre 2026In Inghilterra la Prescription Management definisce il perimetro degli interventi dei farmacisti abilitati alla prescrizione quando una ricetta presenta problemi che impediscono la dispensazione. La guida chiarisce condizioni, responsabilità e collaborazione con il prescrittore originario.

Quando un medicinale prescritto è indisponibile o c’è un errore o incongruenza nella ricetta i farmacisti inglesi abilitati alla prescrizione potranno offrire, all’interno del sistema dei servizi prescrittivi previsti per la farmacia di comunità, il servizio di prescrizione ed emettere una propria ricetta. Le condizioni nelle quali il farmacista può valutare la prescrizione indipendente sono definite dalla Prescription Management Guidance del Nhs inglese segnalata dal Community Pharmacy England (Cpe), l’organizzazione che rappresenta le farmacie di comunità.
L’obiettivo dichiarato è favorire l’accesso tempestivo ai medicinali, riducendo i rinvii evitabili al medico e il carico amministrativo per farmacie e medicina generale.
La Cpe avvisa che data di avvio della prescrizione nell’ambito del Community Pharmacy Contractual Framework (Cpcf), il quadro contrattuale delle farmacie convenzionate con il servizio sanitario inglese, sarà annunciata a breve.
La Prescription Management disciplina i casi in cui una prescrizione Nhs valida presenta un problema che non può essere risolto attraverso le normali procedure di dispensazione.
Come spiega la guida: “Questa possibilità consente a un farmacista abilitato alla prescrizione di valutare un problema relativo a una prescrizione Nhs e, quando appropriato, prescrivere una tantum un medicinale alternativo o effettuare un intervento prescrittivo per consentire la prosecuzione dell’assistenza al paziente”.
Un primo ambito riguarda i medicinali indisponibili per carenze nazionali, problemi della catena di approvvigionamento, indisponibilità locali, anche presso i grossisti, o cessazione della commercializzazione.
Il farmacista può valutare la prescrizione di un dosaggio o di una formulazione alternativi oppure di un’alternativa terapeutica clinicamente appropriata, secondo gli accordi locali o dopo aver consultato il prescrittore originario. Il paziente deve essere informato e aver prestato il consenso. Prima di considerare una nuova prescrizione, vanno utilizzati gli strumenti nazionali già disponibili, compresi i Serious Shortage Protocols, i protocolli per le carenze gravi.
Quando le procedure ordinarie non consentono di risolvere il problema, viene indicata la possibilità di prescrivere una formulazione equivalente che assicuri lo stesso risultato terapeutico.
Un secondo ambito riguarda gli errori che impediscono una dispensazione sicura: dosaggio, quantità, formulazione o istruzioni di assunzione non corretti. In questi casi, l’intervento segue le procedure locali concordate, che possono prevedere l’ottenimento di una ricetta sostitutiva o la prescrizione da parte del farmacista, quando appropriata.
La guida considera anche l’omissione di un medicinale che avrebbe dovuto essere prescritto, quando questa rischia di interrompere la terapia. Il farmacista deve però verificare che l’assenza dalla ricetta non derivi da una decisione intenzionale del medico, consultando la documentazione clinica o contattando il prescrittore. Il documento precisa, infatti che “il farmacista non deve basarsi esclusivamente su quanto riferito dal paziente”.
Un intervento può essere necessario anche quando il medicinale presente nella ricetta non è più richiesto o appropriato, per esempio a causa di interazioni clinicamente significative, di una precedente sospensione da parte di un altro prescrittore o perché il paziente dispone già di una quantità sufficiente. Se decide di non dispensarlo, il farmacista deve spiegare la decisione al paziente e informare il prescrittore originario.
È inoltre prevista la possibilità di adeguare le quantità per allineare i cicli delle prescrizioni ripetute, quando questo riduce gli sprechi e migliora l’esperienza del paziente, con esclusioni da concordare localmente.
La Prescription Management può infine sostenere iniziative di ottimizzazione delle terapie fondate su protocolli locali approvati, con medicinali e gruppi di pazienti definiti e procedure di comunicazione con gli studi di medicina generale.
La guida Nhs esclude il ricorso alla Prescription Management quando il paziente necessita della valutazione di un altro professionista sanitario o quando diagnosi, indicazione o obiettivo della terapia non sono chiari. Il farmacista deve operare entro le proprie competenze; per medicinali specialistici, terapie che richiedono monitoraggio continuativo, farmaci controllati e altri medicinali ad alto rischio, l’intervento è consentito soltanto se previsto da specifici accordi locali e se il professionista possiede le competenze necessarie.
Non può inoltre prescrivere prodotti esclusi dalle disposizioni nazionali o locali. Sono vietate le sostituzioni finalizzate al vantaggio economico della farmacia, compreso il passaggio da un medicinale di marca disponibile a un generico, o viceversa, per sole ragioni di costo.
Un passaggio centrale della guida riguarda la responsabilità della decisione: “La Prescription Management non autorizza a modificare la prescrizione di un altro prescrittore per suo conto. Il farmacista abilitato alla prescrizione effettua invece una valutazione clinica indipendente e, quando appropriato, emette una propria prescrizione per risolvere il problema prescrittivo individuato”.
Il medico prescrittore “originario” rimane responsabile della decisione iniziale, mentre il farmacista risponde dell’intervento successivo. La collaborazione deve avvenire secondo accordi locali e canali di comunicazione definiti. Prima dell’intervento, il paziente deve ricevere spiegazioni sul problema, sulle opzioni disponibili e sui benefici, rischi e differenze clinicamente rilevanti del cambiamento proposto. Il consenso informato e la motivazione della decisione devono essere registrati nella documentazione clinica, insieme alle azioni e alle comunicazioni effettuate.
La Prescription Management costituisce un ambito distinto dai nuovi percorsi clinici di Pharmacy First, è facoltativa e non prevede una remunerazione per un singolo intervento sulle ricette da gestire. Per le farmacie autorizzate a erogare i servizi di prescrizione nell’ambito di Pharmacy First e del Pharmacy Contraception Service, il Drug Tariff prevede invece un contributo una tantum di 500 sterline per l’avvio e un pagamento mensile di 525 sterline per l’infrastruttura, subordinati ai requisiti di autorizzazione, dotazione informatica, disponibilità del farmacista e attività documentata.
Fonte
https://cpe.org.uk/our-news/further-detail-on-prescribing-within-the-cpcf-published/
ph.cr.magnific
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