farmacia dei servizi
20 Ottobre 2026Presentato dopo la fase pilota in cinque farmacie, il servizio sviluppato da Roche Diagnostics e Ospedale San Raffaele, un protocollo che prevede prelievo capillare in farmacia, protocolli condivisi e controlli di qualità che collegano la farmacia al laboratorio, responsabile della validazione e della firma del referto.
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Un’analisi effettuata in farmacia tramite prelievo di sangue capillare dal dito, con un referto medico validato e firmato dal laboratorio dell’Ospedale San Raffaele, restituito in tempo reale al cittadino. È il percorso previsto dal servizio “Refertazione Analisi in Farmacia”, nato dalla partnership tra Roche Diagnostics e Irccs Ospedale San Raffaele che, dopo una fase pilota in cinque farmacie tra Lombardia e Piemonte, viene ora aperto alle farmacie su tutto il territorio nazionale. Il protocollo è stato presentato a Milano e discusso in una tavola rotonda a cui hanno preso parte oltre ai tecnici del San Raffaele, Fofi, Federfarma, Sipmel e Cittadinanzattiva.
Gli esami attualmente disponibili comprendono il profilo lipidico, con colesterolo totale, Hdl, Ldl e trigliceridi, la glicemia, l’emoglobina glicata e la proteina C-reattiva. Il percorso comincia in farmacia, dove il farmacista, dopo una formazione validata dall’Ospedale San Raffaele, esegue il prelievo capillare dal dito ed effettua l’analisi seguendo il protocollo standardizzato redatto dal responsabile del Servizio di Medicina di Laboratorio dell’ospedale. I risultati ottenuti con dispositivi diagnostici professionali Roche per il Near Patient Testing, conformi alla normativa europea Ivdr, sono trasmessi subito e in modo automatico al laboratorio del San Raffaele attraverso la piattaforma digitale fornita da Roche Diagnostics.
Il laboratorio verifica la qualità dell’esame e valida i risultati. Il responsabile firma digitalmente il referto, che viene restituito in tempo reale alla farmacia e consegnato al cittadino.
“Il San Raffaele garantisce la supervisione dell’intero percorso e la validazione clinica dei referti, contribuendo a un nuovo modello di sanità integrata, accessibile e di prossimità”, ha precisato Federico Esposti, direttore strategico dell’Irccs Ospedale San Raffaele. Quindi, hanno riassunto l'esperto, la farmacia esegue l’analisi nel rispetto del protocollo, il laboratorio assume la responsabilità della validazione e della refertazione e la governance del dato clinico e il cittadino riceve “un referto con valenza medico-legale, che può fornire informazioni utili al suo medico curante per indirizzarlo, se necessario, ad approfondimenti clinici, delineando così il percorso diagnostico più appropriato”.
Protocollo e controlli di qualità lungo tutto il percorso
La qualità del servizio si fonda sui passaggi che precedono e accompagnano l’esame: preparazione del paziente, formazione dell’operatore, gestione della strumentazione e controlli di qualità. Il protocollo del San Raffaele è supportato da un sistema informatico che impedisce di eseguire gli esami senza rispettare i passaggi definiti. Il significato operativo di questo percorso lo ha spiegao Massimo Locatelli, direttore del Servizio di Medicina di Laboratorio dell’Irccs Ospedale San Raffaele: “Abbiamo cercato di gestire il percorso in modo sicuro partendo dalla formazione per garantire e mantenere la fiducia del cittadino che accede alle prestazioni in farmacia. Formare significa condividere le competenze e trasferirle a chi si trova di fronte al paziente. Questo vuol dire spiegare al farmacista come preparare il paziente all’esame: le stesse regole che devono essere applicate per una corretta valutazione del profilo lipidico in laboratorio devono valere anche per chi si sottopone all’accertamento in farmacia”.
L’attenzione riguarda anche la valutazione del rischio biologico, le prestazioni degli strumenti e la loro manutenzione. Ai controlli elettronici si affianca, in funzione del numero di test e degli inconvenienti che possono interessare la strumentazione, l’impiego di campioni con concentrazioni note degli analiti. Locatelli ha inoltre richiamato la distribuzione periodica di materiale di controllo certificato per valutare le prestazioni dell’intero sistema. Su queste condizioni si fonda il passaggio dal risultato prodotto in farmacia al referto ospedaliero. “Il laboratorio compie quindi due operazioni. La prima è certificare il processo attraverso l’emissione di un referto, commentandolo quando necessario. La seconda, che caratterizza una struttura di ricerca come la nostra, è mettere a disposizione le proprie competenze interpretative per valutare un determinato profilo”, ha sottolineato Locatelli. Resta da sviluppare il collegamento con il Fascicolo sanitario: “L’inserimento nel Fascicolo sanitario regionale è un’opzione che al momento non abbiamo”, ha precisato.
“La decentralizzazione della sanità richiede un’affidabilità diagnostica rigorosa e con il progetto pilota di ‘Refertazione Analisi in Farmacia’ uniamo la prossimità delle farmacie alla supervisione clinica dell’Ospedale San Raffaele, garantendo standard elevati e referti validati in tempo reale. Vogliamo valorizzare il territorio come presidio chiave per la prevenzione e la sostenibilità del sistema sanitario”, ha affermato Ramiro Pena, Healthcare Development Director di Roche Diagnostics Italia.
La possibilità di effettuare gli esami vicino a casa è uno degli obiettivi del servizio, soprattutto per chi vive lontano dai punti prelievo o ha bisogno di essere accompagnato. Lo ha ricordato Clara Mottinelli, tesoriere nazionale di Federfarma: “Nelle aree più periferiche e disagiate le farmacie possono dare un contributo importante anche in termini di tempo e di aiuto ai caregiver, alle persone che devono ritagliarsi del tempo per accompagnare i propri cari a un punto prelievi. Questo darà sicuramente valore. Inoltre, è un servizio che può rappresentare un primo accesso per chi altrimenti non effettuerebbe il controllo in un contesto geografico distante dai laboratori”.
Il tema dell’accessibilità si accompagna a quello della continuità del percorso. “La sfida per una sanità è dare al cittadino servizi sempre più vicini, affidabili e integrati – ha ricordato Maria Vitale, responsabile Programmi Salute di Cittadinanzattiva in un video messaggio. - Il valore aggiunto di questo progetto sta nel fatto che integra farmacia, laboratorio ospedaliero e professionisti sanitari, offrendo al cittadino non un semplice esito, ma un referto clinicamente validato, evitando duplicazioni e frammentazioni del percorso di salute. Dobbiamo costruire percorsi integrati tra professionisti e servizi, capaci di accompagnare le persone senza lasciarle sole”.
Sul contributo dei farmacisti alla prevenzione è intervenuto Andrea Mandelli, presidente della Fofi: “La prevenzione parte dal territorio e i farmacisti svolgono un ruolo fondamentale nell’individuazione precoce dei fattori di rischio cardiometabolico, rendendo i controlli di salute più accessibili ai cittadini. Un impegno concreto per ridurre l’impatto delle cronicità sui pazienti e sul servizio sanitario. Questo progetto conferma il valore della prossimità dei farmacisti e la capacità della nostra professione di coniugare l’accessibilità dei servizi con elevati standard di qualità e sicurezza, secondo un rigoroso protocollo operativo condiviso con l’ospedale e grazie al supporto della tecnologia. Una priorità per noi farmacisti e una garanzia per i cittadini: esami rapidi e affidabili, con risultati clinicamente validati da remoto, per orientare i pazienti verso gli approfondimenti diagnostici e i percorsi di cura necessari”.
La formazione del farmacista caratterizza tutte le fasi del protocollo presentato. Locatelli ha ricordato il lavoro in corso su “pillole formative dedicate alla preparazione del paziente e all’esecuzione degli esami, in via di completamento in un percorso strutturato”.
Per Federfarma, la conoscenza delle procedure è parte della sicurezza del servizio: “Quello che Federfarma auspica, e su cui lavora da tempo, è proprio formare il farmacista, renderlo consapevole di un percorso certificato e dare sicurezza a chi si sottopone a questi esami” ha affermato Mottinelli.
Mandelli ha ricordato che tra i compiti della Federazione c’è quello di formare il farmacista: "Lo facciamo con grande impegno e tutti i nostri corsi sono gratuiti. Quello che ci auguriamo è che la formazione sia sempre finalizzata a far crescere il farmacista”.
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