Fase 2, Unaftisp: nessun farmacista deve restare indietro. Parafarmacie importante terminale per la popolazione
I farmacisti titolari di parafarmacia sottolineano: "non vogliamo tornare nuovamente nel limbo dal quale non si riesce ad uscire da più di tredici anni". In Fase 2 nessuno deve restare indietro
I farmacisti titolari di parafarmacia, nonostante le "molte armi spuntate", hanno costituito nell'emergenza Covid-19 "un terminale importante per la popolazione in termini di reperibilità di prodotti e presidi, e di produzione presso i propri laboratori di disinfettanti, gel e altro", con la fase 2 non vogliono tornare "nuovamente in un limbo dal quale non si riesce ad uscire da più di tredici anni": "nessuno deve restare indietro". Questo l'appello dei Coordinatori regionali Unaftisp, i farmacisti titolari di sola parafarmacia.
Parafarmacie in prima linea nonostante le "molte armi spuntate"
È arrivato il momento in cui, scrivono in una lettera aperta all'indirizzo del Ministro Speranza, del presidente Fofi Mandelli, del presidente Federfarma Cossolo e dell'on. Pierluigi Bersani, "pur non essendo superata l'emergenza sanitaria, diventa imperativo intraprendere delle azioni che diano anche ai propositi di salvaguardia delle categorie più deboli quella capacità di recupero necessaria ad intraprendere la nuova era che abbiamo di fronte". "Come farmacisti titolari di parafarmacia crediamo di avere il diritto di chiedere che ci si ricordi della nostra categoria affinché non venga lasciata nuovamente indietro così come successo più volte in passato. E se nel passato le nostre richieste, seppur giustificate e giustificabili alla categoria, potevano sembrare pretestuose, prive di fondamento e non degne di interesse ai più, oggi, a seguito dell'emergenza Covid-19 riteniamo non sia più così". La categoria, aggiungono, ha "svolto al pari dei colleghi in farmacia un ruolo di riferimento per consigli, indicazioni di tipo sanitario e gestione del rischio nella popolazione. Tutti i farmacisti di parafarmacia, e ancor più i colleghi che hanno svolto la loro attività nelle zone più colpite dalla pandemia, sono stati in maniera indefessa e coerentemente con la loro missione al servizio della comunità con carichi di lavoro pesanti e spesso insostenibili fino allo stremo delle forze. Questa predilezione è stata sin da subito colta dall'Esecutivo che dai primi momenti di emergenza e in tutti i vari Dpcm ha menzionato le parafarmacie al pari delle farmacie. Non vorremmo però che ora, con l'emergenza che ci auguriamo va via via diminuendo, con la fase 2 che impone l'attenzione a nuovi ambiti, la posizione delle parafarmacie e dei farmacisti loro titolari passi nuovamente in un limbo dal quale non si riesce ad uscire da più di tredici anni". E alla politica chiedono di farsi carico "della situazione di emergenza in cui vivono migliaia di Farmacisti titolari di parafarmacia e che come Unaftisp denunciamo da anni" e di mettere "ogni farmacista nella condizione di svolgere la propria professione liberamente e nel pieno delle proprie facoltà così come avviene per tutte le categorie professionali". Questo Esecutivo, concludono, "che ha dimostrato finora nei fatti durante l'emergenza e nelle intenzioni di avere la giusta sensibilità per aver compreso lo stato di disagio professionale in cui versano i farmacisti di parafarmacia, deve realmente ora dimostrare nei fatti che anche a questo riguardo nessuno deve restare indietro".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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