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Farmacisti

19 Giugno 2020

Ccnl, condizioni di lavoro disomogenee. Sindacato: tutele collettive e aumento non negoziabili


Rinnovo del contratto dei farmacisti, i punti emersi dalla prima Assemblea nazionale online organizzata da Filcams-Cgil

Un contratto nazionale scaduto dal 2013 e uno scenario in cui opera il farmacista completamente cambiato. È questa l'urgenza a cui occorre fornire una risposta per dare sollievo alle difficoltà di una categoria che, anche nel periodo emergenziale, è stata sempre in prima linea al fianco dei cittadini. E tra le esigenze che emergono, accanto a un aumento salariale che possa far recuperare i sette anni in cui lo stipendio è rimasto fermo e riconoscere la nuova professionalità e responsabilità dei farmacisti, c'è anche la necessità di costruire una rete di tutela collettiva, sia in termini di sicurezza, sia di diritti, che possa estendersi a tutti dipendenti e che garantista una risposta uniforme, nonostante la frammentazione dello scenario delle farmacie italiane. Sono questi alcuni dei punti emersi dalla prima Assemblea nazionale online organizzata ieri dalla Filcams-Cgil che, secondo quanto riferiscono gli organizzatori, ha visto una partecipazione di oltre 400 persone.

Frammentazione porta a disomogeneità nelle condizioni di lavoro

«Quello delle farmacie è settore altamente frammentato in cui i lavoratori, pur uniti e collegati all'interno della comunità scientifica, vivono in maniera isolata per quanto riguarda le tematiche contrattuali» è stato l'intervento di Federico Antonelli, Filcams Cgil nazionale. «Il periodo emergenziale che stiamo vivendo ha messo ancora di più in luce l'importanza di trovare una modalità per mettere in contatto i farmacisti. Questo è emerso con particolare forza soprattutto in relazione al tema della salute e della sicurezza sul lavoro, collegata all'emergenza Covid-19. Fin dall'inizio della crisi abbiamo rilevato misure di sicurezza applicate in maniera disomogenea, ma le tutele devono essere per tutti. Per questo ci siamo mossi cercando di avviare relazioni di livello nazionale per arrivare a un documento di settore condiviso che potesse essere applicato in tutte le realtà e tutelare così tutti i lavoratori - piccola o grande che fosse la farmacia - di tutti i territori. A oggi non è ancora stato dato seguito alla disponibilità ventilata inizialmente, mentre ci saremmo aspettati una sensibilità maggiore in un settore così legato alla salute della popolazione».

Tavolo aperto dal 2017 con proposte irricevibili

Accanto al tema della sicurezza, c'è poi quello del rinnovo: «Il contratto è scaduto da troppo tempo e dal tavolo aperto dal 2017 le proposte che sono uscite non possiamo che considerarle irricevibili, con un aumento troppo basso, una richiesta di una flessibilità oraria settimanale e di ridimensionamento dei permessi, formulata in maniera tale da produrre un effetto quasi a costo zero dell'incremento salariale». I farmacisti, «non solo in questa emergenza, mettono quotidianamente la loro professionalità al servizio dei pazienti e della sanità, così come tutte le altre figure che operano in farmacia al fianco dei farmacisti». La «linea attorno cui, a nostro parere, va impostato il rinnovo prevede fondi bilaterali per finanziare la formazione, con piani formativi condivisi e da attuare all'interno delle ore di lavoro, fondi per finanziare l'assistenza sanitaria integrativa, che ormai è realtà in tanti comparti, un aumento salariale che riconosca i sette anni trascorsi dalla scadenza del contratto e valorizzi appieno la professionalità del farmacista al banco, la tutela dei diritti dei dipendenti, compresi quelli sindacali».

Filcams-Cgil: professionisti siano riconosciuti per le competenze

D'altra parte, è il commento di Danilo Lelli, che, per la Filcams-Cgil, segue le trattative sul rinnovo, «non vogliamo eroi, ma professionisti che siano riconosciuti nelle loro competenze: e il contratto è lo strumento per migliorare le condizioni di lavoro della categoria e ottenere questo riconoscimento». Per questo, ha detto nel corso dell'Assemblea, «già da oggi procederemo a richiedere il rinnovo e cercheremo di riprendere anche le relazioni che si erano avviate con il Ministro della Salute Roberto Speranza», che aveva dato la disponibilità ad ascoltare la categoria per farsi promotore di un riavvio delle trattative. «In particolare, è fondamentale scindere quel legame che è stato fatto dalle associazioni datoriali tra il rinnovo della convenzione e quello del contratto dei dipendenti, che versano in una situazione tale per cui non è possibile andare oltre».

Francesca Giani

TAG: FARMACISTI, CONTRATTI, CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL), FARMACISTI COLLABORATORI, FARMACISTA

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