Cartelle da Agenzia Entrate, al via riscossioni dal 15 ottobre. Pec da controllare
di Davis Cussotto
Dal 15 ottobre riparte l'attività di riscossione da parte dell'Agenzia delle Entrate, delle cartelle di pagamento bloccate per effetto dei precedenti provvedimenti emergenziali
Da domani, 15 ottobre riparte l'attività di riscossione da parte dell'Agenzia delle Entrate, delle cartelle di pagamento bloccate per effetto dei precedenti provvedimenti emergenziali. A segnalarlo è lo Studio legale e contabile Bacigalupo-Lucidi, ricordando che in sede parlamentare sono stati respinti emendamenti che avrebbero prorogato al 30 novembre la data di inizio dell'attività di riscossione. Ora, scrive lo studio in un aggiornamento di Sedivanews, "a meno di improbabili proroghe dell'ultimo minuto contenute in altro e diverso provvedimento d'urgenza, la data di avvio dell'attività di riscossione delle cartelle di pagamento bloccate nei mesi scorsi resta quella ormai molto prossima del 15 ottobre p.v."
Nove milioni di atti impositivi
Si tratta di circa nove milioni di atti impositivi che a detta del MEF saranno notificati ai contribuenti con gradualità e non in un'unica soluzione, ma senza naturalmente "scavallare" i termini di decadenza/prescrizione previsti dalla normativa vigente. I legali ricordano a tutti i professionisti e gli imprenditori hanno "l'obbligo di dotarsi, e ovviamente consultarla con continuità, di una Pec, perché è soltanto sulla loro Pec che potranno ricevere, tra gli altri, anche i detti atti impositivi, che a loro volta vengono/verranno naturalmente inviati tramite Pec, non dimenticando inoltre, ed è un aspetto fondamentale, che è proprio dalla data della consegna dell'atto nella Pec che decorreranno i termini per eventuali opposizioni". Suggeriscono quindi "di alzare quanto più possibile l'attenzione e tentare di interrogare giornalmente la posta pervenuta sulla Pec, perché, coerentemente con quanto appena detto, se l'atto fosse da Voi rilevato/prelevato nella/dalla Pec tardivamente rispetto al decorso di 60 giorni dalla data di consegna, la pretesa impositiva diventerebbe definitiva e senza possibilità perciò per Voi di impugnarla avanti l'autorità giudiziaria competente, in tale denegata ipotesi resterebbe soltanto la possibilità, con gli scarsi risultati che è facile immaginare, di chiedere all'ente impositore l'annullamento dell'atto in autotutela".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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