Tamponi Covid, Medici Lazio: da aprile costo a carico del cittadino. È un corto circuito
Da aprile nel Lazio il costo del tampone Covid -19 necessario per la diagnosi differenziale nelle patologie respiratorie è a carico del cittadino
Dal 1° aprile nel Lazio il costo del tampone Covid -19 necessario per la diagnosi differenziale nelle patologie respiratorie è a carico del cittadino, resta l'obbligo di notifica dei malati che senza tampone è impossibile. A Segnalare il disagio per la decisione della Regione sono i medici di famiglia. Una nota della Fimmg ironizza che non si tratta di un "pesce d'Aprile, ma di una nuova tassa sulla malattia Covid".
Un corto circuito ed ennesimo esborso da parte del cittadino
"Si tratta di una spesa tra i 10 e i 15 euro spiega Pierluigi Bartoletti segretario Fimmg Lazio - come possiamo farlo pagare ai pazienti? È assurdo. Inoltre non possiamo avviare più la procedura di isolamento e dovrà pensarci il servizio di igiene sanità pubblica ed è un sovraccarico di lavoro. Per i medici di base, infatti non è più prevista la distribuzione gratuita dei tamponi devono pagare di tasca loro. Questa nuova situazione aumenterà inevitabilmente la pressione sui Pronto soccorso".
Fino al 31 marzo, spiega Fimmg "era possibile effettuare gratuitamente per il cittadino un tampone diagnostico dal proprio medico di famiglia, tale prestazione clinica era rimborsata dal sistema regionale, ma dal 1° aprile non è più così. Il medico dovrà mandare i pazienti in farmacia, a pagamento oppure potrà farlo nel suo ambulatorio ma dovrà chiedere il costo dell'esame direttamente al paziente".
"Un corto circuito che si è trasformato in un ennesimo esborso da parte del cittadino. L'accertamento con il tampone Covid è necessario per differenziare l'infezione dalle altre patologie virali o batteriche, inoltre, soprattutto nei soggetti fragili e più esposti alle complicanze sistemiche del virus e negli over 60, è propedeutico per instaurare la terapia antivirale specifica oggi disponibile, che però va iniziata entro 5 giorni dalla comparsa dei sintomi. In questi casi una diagnostica corretta e precoce è obbligata, pena gravi conseguenze per i pazienti fragili".
"Abbiamo già avvertito la Regione nei giorni scorsi - conclude la Fimmg Lazio - e sollecitato provvedimenti atti a superare il problema, senza risposta, ora la regione dica chiaramente se e come i Medici di medicina generale possano continuare a fare il loro lavoro di diagnosi e cura, rispetto ad una malattia che rimane pericolosa per i pensionati e per i soggetti più fragili".
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A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
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