Menopausa
06 Agosto 2026L’acido ialuronico vaginale può contribuire a ridurre la secchezza e a migliorare le condizioni della mucosa nelle donne in postmenopausa, mostrando al tempo stesso una buona tollerabilità. Le evidenze disponibili ne sostengono quindi l’impiego come opzione non ormonale nella gestione del disagio vulvovaginale.

Una revisione sistematica con metanalisi di undici studi clinici randomizzati indica che l'acido ialuronico può ridurre la secchezza e migliorare le condizioni della mucosa nelle donne in postmenopausa, con un profilo di tollerabilità favorevole. Le evidenze disponibili ne supportano l'impiego come opzione non ormonale per la gestione del disagio vulvovaginale, pur in attesa di studi di maggiore qualità metodologica.
Dopo la menopausa, la riduzione degli estrogeni può modificare l’idratazione, l’elasticità e il trofismo della mucosa vaginale, favorendo la comparsa di secchezza, irritazione, bruciore e dolore durante i rapporti, disturbi che possono coinvolgere non soltanto la salute fisica, ma anche la vita sessuale, il benessere emotivo e la relazione di coppia. Molte donne, tuttavia, tendono a considerarli una conseguenza inevitabile dell’età e non sempre ne parlano spontaneamente con il medico. La farmacia può quindi rappresentare un primo punto di ascolto, nel quale far emergere il problema, ricevere informazioni chiare sui possibili trattamenti e valutare quando indirizzare la donna a un approfondimento medico. Tra le opzioni disponibili, l’acido ialuronico vaginale ha suscitato particolare interesse per la possibilità di migliorare i sintomi senza ricorrere a un trattamento ormonale.
Per valutare l’efficacia e la sicurezza, una revisione sistematica con metanalisi ha preso in esame undici studi clinici randomizzati condotti su donne in postmenopausa. I risultati hanno mostrato che, rispetto al placebo, l’acido ialuronico ha migliorato in modo significativo la salute vaginale (SMD 3,40), la qualità della vita legata alla secchezza (SMD −0,98) e la funzione sessuale (SMD 0,85). Negli studi di confronto, inoltre, ha ottenuto risultati non inferiori a quelli dei trattamenti attivi utilizzati. Il beneficio non sembra quindi limitarsi al sollievo locale, ma può riflettersi anche sul benessere intimo e sulla qualità della vita.
Il profilo di sicurezza è risultato complessivamente favorevole, non sono stati segnalati eventi avversi gravi e le interruzioni del trattamento sono state poco frequenti. I risultati devono, tuttavia, essere interpretati con prudenza, poiché gli studi differivano per formulazione, frequenza di applicazione e durata del trattamento. Saranno quindi necessari studi più ampi e protocolli più uniformi per definire con maggiore precisione modalità e tempi di utilizzo.
Fonte:
International Journal of Gynecology & Obstetrics. 2026. doi: 10.1002/ijgo.70887.
ph.cr.magnific
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