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22 Dicembre 2021

Digitalizzazione: Sanità e innovazione? È necessaria una rivoluzione culturale. Il nuovo libro di Gianluca Polifrone


Presentato in sala stampa della Camera il libro di Gianluca Polifrone "Sanità Digitale: inizia la rivoluzione? Riflessioni sulla sanità che vorrei" (Edizioni LSWR)

La digitalizzazione della sanità è una delle sfide per l'Italia dell'immediato futuro, un processo che, in condizioni normali, dovrebbe avvenire in modo graduale e coerente con la crescita dell'empowerment digitale della società ma che la pandemia ha accelerato notevolmente. In Italia, infatti si tratta di una vera e propria rivoluzione in cui la pandemia è causa scatenante e il PNRR è causa efficiente. Questa la riflessione emersa dall'incontro che si è svolto ieri nella sala stampa della Camera dei Deputati per la presentazione del libro "Sanità Digitale: inizia la rivoluzione? Riflessioni sulla sanità che vorrei" (Edizioni LSWR), di Gianluca Polifrone.


Sanità digitale vittima di una mancata visione sistemica del settore

Il volume non solo fotografa la situazione attuale in materia digitale, ma propone un'analisi efficace e critica dei problemi connessi agli strumenti digitali disponibili proponendo delle soluzioni, come l'istituzione di un Ministero ad hoc che guidi la trasformazione digitale. Nel suo libro, l'autore ha tracciato il percorso per comprendere le sfide e le opportunità di una trasformazione destinata a ridisegnare il settore dell'healthcare: «I problemi che affliggono la sanità italiana sono esattamente gli stessi che affliggono la Pubblica Amministrazione nel suo complesso e riguardano, più in profondità, la cultura del Paese. La sanità digitale è vittima di una mancata visione sistemica del settore, necessaria per dare l'impulso giusto alla modernizzazione» ha affermato l'autore che, se nel precedente volume "Sanità Digitale. Prospettive e criticità di una rivoluzione necessaria" (Edizioni LSWR, 2019) aveva indagato le motivazioni che tengono il Paese ancorato a sistemi anacronistici, prende ora in esame tutti gli strumenti digitali a disposizione del SSN stilando delle linee guida utili per un contestuale impiego e funzionamento degli stessi, ma soprattutto per contribuire ad assecondare lo sviluppo e dare alle imprese ad alto contenuto tecnologico la possibilità di operare sui mercati in un clima ricettivo.


Ecco le sfide e le opportunità

All'interno del volume vengono messe a fuoco sfide e opportunità in materia di:
- Telemedicina: transizione verso i nuovi modelli, stato dell'arte e spunti per rendere omogenei e sostenibili i progetti italiani
- Fascicolo sanitario elettronico: criticità e strumenti di potenziamento
- Empowerment digitale del cittadino, Patient Support Program e Digital Therapeutics: strumenti indispensabili per facilitare i percorsi terapeutici e migliorare l'aderenza alla terapia delle cronicità
- Real World Evidence e big data per il progresso di ricerca e cura: possibilità di incrementare interventi di telemedicina, di analizzare big data, di gestire in maniera efficace il problema della privacy e la necessità di riorganizzare i processi di gestione sanitaria, grazie all'informatizzazione
- PNRR: dal tema irrisolto della governance agli investimenti su digitalizzazione e innovazione.

Giorgio Palù, Presidente AIFA, che ha contribuito al libro, ha proposto una disamina sui nuovi scenari di salute abilitati dalla sanità digitale e dalla tecnologia: «Disponibilità di tutte le informazioni sanitarie sempre e ovunque, accessibilità alle informazioni sanitarie da qualsiasi terminale abilitato, completezza informativa e standardizzazione dei formati sono solo alcuni dei vantaggi derivanti dalla digitalizzazione dei processi sanitari. L'abbinamento di maggiore efficienza e risparmio di risorse consente una redistribuzione delle risorse anche in termini di ricerca e sviluppo. Per questo la trasformazione digitale rappresentare lo strumento che l'Italia ha a disposizione per restare competitiva nel contesto internazionale. In che modo? Attraverso la volontà di stanziare investimenti mirati nel campo della digital health, monitorandone i risultati per spingere il progresso tecnologico-scientifico a un livello superiore e disegnare così un modello differenziante e sempre più innovativo del nostro SSN».


Mandelli: Fse e dossier farmaceutico strumenti concreti di prossimità

In merito alle riflessioni istituzionali sono intervenuti Andrea Mandelli, Vicepresidente della Camera dei Deputati e Presidente FOFI e il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini.

Mandelli ha voluto porre l'accento sulla digitalizzazione, ma anche sul tema della prossimità: «La pandemia ha accelerato notevolmente il nostro rapporto con la digitalizzazione. Il FSE integrato dal dossier farmaceutico è una modalità reale per essere a fianco del paziente che necessita di prossimità. Purtroppo, la fragilità del territorio si è spesso fatta sentire e troppe volte non siamo riusciti a filtrare le problematiche: diventa fondamentale puntare sulla riforma territoriale con il Dm 71. Dobbiamo aumentare la capacità di fare rete e continuare a mettere al centro della nostra azione sanitaria il paziente: solo attraverso una cooperazione virtuosa potremo fornire una risposta migliore al cittadino».

Il Ministro Gelmini ha concluso ribadendo sia l'importanza del dialogo tra Stato e Regioni, sia la necessità di investire per continuare a guidare la transizione digitale: «Se durante la fase iniziale della pandemia vedevamo una contrapposizione tra Stato e Regioni, dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale è chiaro che la lotta al Covid rappresenti una competenza statale. Non a caso stiamo guidando una transizione digitale che dobbiamo concretizzare: è necessario un dialogo forte e virtuoso tra Stato e Regioni, così come appare dispensabile rendere omogenei i diritti a livello nazionale. Il digitale va implementato anche e soprattutto nei territori più marginali, proprio dove l'affermazione della telemedicina e il potenziamento del FSE sono strumenti essenziali. La telemedicina non sostituisce il ruolo dei medici, al contrario. Oggi le risorse ci sono, ma dobbiamo investire, guardando al PNRR come un motore per cambiare non solo il modo di pensare, ma anche di agire».

TAG: ANDREA MANDELLI, DIGITALIZZAZIONE, SANITà DIGITALE, GRUPPO LSWR

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