Vaccini antinfluenzali, al via gli inoculi in farmacia. I protocolli operativi e gli schemi di remunerazione
Parte in diverse regioni la somministrazione in farmacia dei vaccini antiinfluenzali e si sta procedendo alla stipula degli accordi e alla messa a terra dei modelli operativi
È ai nastri in diverse regioni la somministrazione in farmacia dei vaccini antinfluenzali. Dalla Lombardia, alla Liguria, alla Toscana si sta man mano procedendo alla stipula degli accordi che declinano il protocollo nazionale e alla messa a terra dei modelli operativi. Ma quali sono le caratteristiche e le specificità? Che cosa si prevede per farmacisti e farmacie?
Al via la campagna anti flu in farmacia. Gli schemi remunerativi
Sono diverse le regioni che stanno provvedendo a stipulare intese per le vaccinazioni in farmacia sulla base dell'accordo quadro nazionale. Di recente, si è registrato quello in Toscana, con durata prevista fino a fine anno. Qui l'avvio della campagna di vaccinazione antinfluenzale eÌ avvenuta il 14 ottobre. La popolazione target resta quella indicata a livello nazionale, mentre l'approvvigionamento dei vaccini antinfluenzali da parte delle farmacie avviene attraverso il canale DPC. Un aspetto da sottolineare riguarda la remunerazione delle farmacie, "pari ad euro 9,16 per ciascun inoculo". Cifra che, come si legge nella delibera, "viene determinata in analogia allo schema di Accordo regionale con la Medicina Generale". In sostanza, si prevede "la somma di € 6,16 euro per singolo inoculo vaccinale per l'atto professionale cosiÌ come previsto dall'accordo quadro nazionale", ma viene anche "riconosciuto un corrispettivo aggiuntivo pari a 3,00 euro per il ristoro degli oneri relativi alla logistica, all'attività di smaltimento rifiuti, alla gestione delle agende ed ogni altra spesa connessa all'esecuzione dei vaccini antinfluenzali. La somma complessiva di euro 9,16 eÌ esente IVA; La liquidazione dei corrispettivi avverrà con cadenza mensile".
Dal Veneto alla Liguria, i modelli operativi tra target e requisiti
In Veneto le prime inoculazioni in farmacia sono previste a partire da lunedì prossimo. Da Federfarma Veneto e Farmacieunite viene ricordato che "l'antinfluenzale eÌ raccomandata e offerta in modo gratuito alle persone con più di 60 anni, alle donne in gravidanza e post partum, ai ricoverati in lungodegenza, alle persone con malattie croniche come diabete, malattie cardiache e respiratorie o problemi al sistema immunitario, ad alcune categorie di lavoratori tra i 18 e i 59 anni". Per le categorie non aventi diritto alla gratuità viene richiamata la necessità della prescrizione del medico di medicina generale per la dispensazione del vaccino, mentre per la somministrazione da parte del farmacista, fa sapere Federfarma Verona in una nota, "non serve la ricetta medica. All'importo del vaccino si aggiunge il valore della somministrazione che, come nella passata stagione, è di 6,16 euro. In tutti i casi e per tutte le categorie, la farmacia, che registra in tempo reale la procedura nella piattaforma digitale regionale a cura di Azienda Zero, rilascerà al cittadino l'attestato di avvenuta vaccinazione".
Anche in Liguria la prenotazione è partita da venerdì scorso, mentre da oggi è al via la inoculazione in farmacia, oltre che dal medico di medicina generale e nei centri vaccinali delle Asl. Nel darne notizia, da parte dell'assessore alla sanità viene ricordato che grazie a queste modalità "l'anno scorso siamo riusciti ad aumentare sensibilmente il numero di cittadini vaccinati contro l'influenza, arrivando al 68,4% (contro il 51,7% della campagna 2019-2020)". L'accordo a ogni modo "prevede l'organizzazione di punti di vaccinazione territoriale presso le farmacie o in altri locali idonei nelle vicinanze delle farmacie stesse. Le farmacie saranno impegnate anche nella sensibilizzazione verso la popolazione, non solo diffondendo materiale informativo predisposto in collaborazione con Alisa ma anche con un'attività di counseling sull'importanza della vaccinazione antinfluenzale per estendere il consenso da parte dei cittadini. Regione Liguria ha stanziato oltre 5,8 milioni di euro (5.871.240 euro) per l'acquisto di 528mila dosi di vaccino antinfluenzale".
Lombardia ricorda la possibilità di co-somministrare vaccino anti covid
Per quanto riguarda la Lombardia, parte domani la possibilità di prenotare il vaccino in farmacia, gratuito per over 60, bambini da 6 mesi a 14 anni, donne incinte o neomamme e persone a rischio per una patologia o per una professione, mentre partiranno dal 24 ottobre le inoculazioni - dal 31 anche per bambini 7-14 anni. Tra le categorie ammesse ci sono anche gli operatori di Rsa, scuole, veterinari, donatori di sangue. L'accordo stipulato sancisce che le farmacie possano inoculare il vaccino anche in regime privatistico, ai cittadini che ne faranno richiesta. A essere ricordato da Federfarma Lombardia, in una nota di oggi, è la possibilità di ricevere in co-somministrazione la dose booster di vaccino anti-Covid. In totale, sono quasi 700 le farmacie che aderiscono alla campagna di immunizzazione. L'accordo prevede, inoltre, l'esecuzione di test diagnostici in farmacia, con il prelievo di campioni biologici a livello nasale, salivare o orofaringeo. L'intesa sarà valida fino al 30 settembre 2025. Lo stanziamento previsto dalla Regione è di 1,2 milioni e le dosi che si prevede verranno somministrate in farmacia sono 200 mila, sulle 2,7 milioni acquistate. L'onorario è quello previsto dal protocollo nazionale, 6,16 euro a inoculazione più iva.
Anamnesi resta aspetto a cui prestare attenzione
Infine, dal Lazio, in una recente circolare di Federfarma Roma, viene posto l'accento soprattutto sulla prassi da adottare nella fase di accettazione, durante la quale occorre acquisire il consenso informato ed effettuare l'anamnesi preventiva, compilando con il paziente la scheda di idoneità/inidoneità del soggetto. A essere specificato è che "qualora il paziente durante questa fase dichiari di non aver mai ricevuto prima analoghe tipologie di vaccino vale a dire di non essersi mai sottoposto in precedenza alla vaccinazione antinfluenzale, il farmacista non potrà procedere alla somministrazione vaccinale. Una volta completata l'anamnesi e acquisito il consenso del paziente, si potrà procedere con l'inoculazione nel rispetto delle misure di sicurezza e secondo le modalità di esecuzione riportate nel riassunto delle caratteristiche del prodotto e nel foglio illustrativo". La somministrazione dei vaccini può essere effettuata "a farmacia chiusa. Mentre, non sarà possibile svolgere nei medesimi ambienti contemporaneamente il servizio dei test Covid e quello della vaccinazione. Si potranno svolgere in orari differenti previa disinfezione accurata". C'è poi un aspetto importante del Protocollo nazionale che viene richiamato: "le attività di vaccinazione sono eseguibili sia in area interna della farmacia (purché separata dagli spazi destinati all'accoglienza dell'utenza e alla dispensazione del farmaco), sia in area, locale o struttura esterna".
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A cura di Simona Zazzetta
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