Carenza di farmacisti: a Padova a rischio i servizi. Ordine: laureati scelgono altri lavori
In pochi giorni l'Ordine dei farmacisti di Padova ha ricevuto la richiesta di aiuto da parte di 29 titolari che non trovano farmacisti da assumere
In pochi giorni l'Ordine dei farmacisti di Padova ha ricevuto la richiesta di aiuto da parte di 29 titolari, di cui alcune da fuori provincia, che non riescono in alcun modo a reperire farmacisti da assumere. "Il rischio - commenta Giovanni Cirilli presidente dell'ordine in un'intervista sulla stampa locale - è di trovarsi costretti a diminuire i servizi offerti ai cittadini in un periodo storico in cui invece la richiesta si è impennata a dismisura". Segnalazioni analoghe a Padova erano state fatte anche alla fine dell'estate quando 40 farmacie cercavano invano personale da assumere.
Ordine di Padova: iscritti in calo. A rischio i servizi erogati
Nella provincia di Padova, in seguito al concorso straordinario, in 10 anni hanno aperto 15 nuove farmacie, delle 43 previste dal bando, ora sono in totale 278 e il 90% è impegnato in prima linea con tamponi e vaccini anti covid. "In pochi giorni - spiega Cirilli - si sono rivolte a noi 29 farmacie, 3 sono in città, 22 in provincia e altre 4 hanno chiamato addirittura da fuori provincia. Non riescono in alcun modo a trovare personale laureato". All'Ordine di Padova sono iscritti 1.750 farmacisti ma il numero è in diminuzione rispetto agli anni passati: "Tanti finiscono l'università ma poi vanno a fare altro - spiega Cirilli - probabilmente la professione non attira più come una volta tanti prima di farsi assumere chiedono di avere il sabato libero oppure chiedono di lavorare meno delle 40 ore canoniche preferendo un'altra organizzazione di vita". Molte farmacie oggi si trovano in grande difficoltà e lo stesso Cirilli riporta che nella sua farmacia non riesce in alcun modo a sostituire un lavoratore che ha cambiato lavoro: "Tutto questo rischia di portare le farmacie a ridurre il servizio in un momento ancora critico ma bisogna ricordare che per legge abbiamo degli obblighi precisi riguardo aperture e chiusure". Cirilli riporta che nel 2018 in tutta Italia erano 4.000 i farmacisti disoccupati, "oggi invece la situazione si è totalmente rovesciata. Eppure, alle farmacie vengono assegnati sempre più servizi come tamponi, vaccinazioni e screening diventando sempre più un presidio territoriale molto apprezzato dai cittadini per professionalità e per la grande disponibilità dei farmacisti. È auspicabile che le università possano togliere il numero programmato prima che le farmacie con carenza di personale siano costrette a scelte difficili". "È un problema enorme in tutta Italia" aggiunge Andrea Collesei, consigliere dell'Ordine e presidente provinciale dell'Associazione dei farmacisti non titolari che vede nella riforma del programma di laurea "un ottimo passo per ripartire" anche se, aggiunge "ci vorranno anni per avere una nuova generazione di farmacisti".
Titolari: il rapporto con il cliente è cambiato
A riportare l'esperienza in prima persona la titolare di Legnaro che a giugno, rimasta sola con un collaboratore ha chiuso per la farmacia per una settimana: "Non riuscivamo più ad andare avanti in quelle condizioni. A pieno regime siamo in nove ma a giugno in un determinato momento ci siamo trovati in due e non riuscivamo a fare tutto. Un po' ovunque ci sono stati dipendenti che si sono licenziati preferendo andare a fare altri lavori pur di dimenticare il periodo difficile del Covid vissuto in prima linea. Il rapporto con il cliente è cambiato, rispondiamo a tante domande e dobbiamo essere sempre più preparati ma tante persone sono impazienti e per noi non è facile dare riscontro per ogni cosa così celermente. Resto fiduciosa perché nel frattempo il contratto nazionale è stato rinnovato ora ci sono più gratificazioni economiche e più possibilità di crescere".
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A cura di Redazione Farmacista33
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