Busta paga, benefit aziendali esentasse: come funzionano e a chi spettano. Le prossime scadenze per ottenerli
I benefit aziendali sono compensi non erogati direttamente in denaro ma si aggiungono allo stipendio. Come funzionano? A chi sono destinati? Quali sono le tempistiche e le scadenze per poterne fruire?
A causa di inflazione, caro carburante e caro energia l'attenzione alla tenuta degli stipendi è sempre più alta, così come la necessità di sostenere i redditi. Non a caso, tra le misure contenute nel cosiddetto Decreto aiuti quater, licenziato dal consiglio dei ministri di settimana scorsa, è previsto un ulteriore intervento sui benefit aziendali, destinati anche alle utenze domestiche, la cui soglia di esenzione fiscale e contributiva viene innalzata sino a 3mila euro. Ma come funzionano i benefit aziendali? A chi sono destinati? Quali sono le tempistiche e le scadenze per poterne fruire?
Benefit aziendali esentasse: a chi sono destinati e come funzionano
I benefit aziendali sono definiti come "compensi in natura" che non vengono erogati direttamente in denaro ma che si aggiungono allo stipendio. Possono consistere nella concessione dell'uso di beni dell'impresa, quali per esempio l'auto aziendale, il cellulare, il computer, e/o in servizi, quali corsi, che siano fruibili indipendentemente dall'ambito dell'attività lavorativa. Si tratta in ogni caso, di "compensi" rientranti nel reddito di lavoro dipendente che devono essere esposti in busta paga sulla base di quello che è il loro valore e assoggettati a tassazione e contribuzione da parte del datore di lavoro solo a condizione che il loro valore sia superiore alla soglia di non imponibilità. Tali benefit sono stati oggetto, nel giro di poco tempo, a due interventi che ne hanno potenziato l'uso. Già ad agosto, con il Decreto Aiuti bis, da un lato, è stata ampliata, per il 2022, la soglia di esenzione fiscale e contributiva dei benefit per i lavoratori, che passa da 258,27 euro a 600 euro e, dall'altro, è stata prevista l'inclusione delle somme per il pagamento delle utenze domestiche - acqua, gas, luce - sostenute dai dipendenti. Settimana scorsa, il nuovo Governo è nuovamente intervenuto e, con il cosiddetto Decreto aiuti Quater ha portato a 3 mila euro il valore entro il quale non sono tassati i fringe benefits concessi dall'azienda. Va rilevato che "la possibilità di erogare benefit detassati vale per qualsiasi datore di lavoro e si applica a tutti i titolari di redditi di lavoro dipendenti e assimilati, in maniera indipendente dal reddito. Trattandosi di un'iniziativa di welfare la decisione spetta all'azienda".
Da Aiuti Bis tempistiche strette per le utenze domestiche. I chiarimenti
Occorrerà, ora, vedere come viene declinata operativamente la novità, in particolare, per capire la tempistica. A ogni modo, la formulazione del Aiuti bis ha fissato tempistiche strette: rientrano nella soglia esentasse le somme erogate entro il 12 gennaio 2023 ma nel caso delle utenze domestiche solo per consumi effettuati nel 2022. Per quanto riguarda le modalità di erogazione si può fare riferimento alla circolare 35 dell'Agenzia delle entrate pubblicata a inizio mese e riguardante sempre il decreto aiuti bis: il documento, come sottolineato da un approfondimento della Fondazione consulenti lavoro, "chiarisce cosa si intende per utenze domestiche. Rientrano in questo appellativo le utenze relative a immobili ad uso abitativo posseduti o detenuti dal dipendente, dal coniuge o dai suoi familiari, a prescindere dalla loro residenza o domicilio; le utenze per uso domestico intestate al condominio - ad esempio quelle idriche o di riscaldamento - e quelle per le quali, pur essendo intestate al proprietario dell'immobile (locatore), sia prevista nel contratto di locazione una forma di addebito analitico e non forfetario a carico del lavoratore (locatario) o dei propri coniugi e familiari, a condizione che tali soggetti sostengano effettivamente la relativa spesa. A tal proposito, il datore di lavoro dovrà acquisire e conservare, per eventuali controlli, la relativa documentazione per giustificare la somma spesa e la sua inclusione nel limite previsto dall'art. 51, comma 3, del TUIR. Rientrano tra i fringe benefit anche i beni ceduti e i servizi prestati al coniuge del lavoratore o ai familiari (indicati nell'art. 12 del TUIR), nonché i beni e i servizi per i quali venga attribuito il diritto di ottenerli da terzi. Le Entrate, inoltre, precisano che se il valore dei beni e servizi prestati, in sede di conguaglio, ecceda il limite di 600 euro, il datore di lavoro assoggetterà a tassazione tutto l'importo corrisposto".
Bonus carburante: i limiti dei benefit restano distinti
Ma viene poi ricordato "il bonus carburante, introdotto dall'art. 2 del D.L. n. 21/2022 (c.d. decreto Energia)" che ha un differente ambito di applicazione e tetti distinti (fissati appunto in 600 euro e 200 euro): anche in questo caso "se il valore del bonus carburante è superiore a 200 euro, lo stesso concorre interamente a formare il reddito ed è assoggettato a tassazione ordinaria" ma i due limiti rimangono distinti e non si sommano.
La misura del decreto aiuti quater, a ogni modo, ha sollevato alcune preoccupazioni per il rischio che interessi, come rilevato ieri dal Corriere, "una porzione ridotta di dipendenti. Per il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, i primi conteggi parlano di circa un 17%. Inoltre perché si sposta la palla nel campo delle imprese, che possono decidere o meno di usufruire dell'agevolazione".
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A cura di Simona Zazzetta
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