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05 Luglio 2023

Aderenza terapeutica cronici. Mmg e farmacie: Dpc è la strada. Serve piattaforma condivisa per ricette


La distribuzione per conto nelle farmacie territoriali può essere l'arma per migliorare l'aderenza terapeutica dei pazienti cronici. Dialogo su piattaforma per ricette


La distribuzione per conto nelle farmacie territoriali può essere l'arma per migliorare l'aderenza terapeutica dei pazienti cronici. Un tema nuovo che è emerso a un incontro organizzato a Roma da Anmar Onlus, con l'osservatorio Capire, Federanziani, i medici di famiglia di Fimmg e Federfarma. Se in passato i pazienti reumatologici guidati hanno sottolineato problemi di accesso alle diagnosi ed alle terapie, ora l'associazione dei pazienti reumatologici guidata da Silvia Tonolo si sofferma su un sondaggio che ribadisce antiche cattive abitudini. Due malati su cinque, ma forse sarebbe più giusto dire metà, si curano poco e male. A recuperarli dovrebbero essere medico di famiglia e farmacia, una rete tra i due sarebbe il "top".

Il sondaggio Anmar: telemedicina indispensabile dialogo informatico tra operatori sanitari

Su 1.580 pazienti over 50 intervistati da Anmar, 91% donne, il 61% sostiene di aderire alle terapie e un 38% sa di non aderire; e se i rischi della mancata aderenza sono noti al 64%, un 36% non li conosce; chi non prende la dose lo fa al 47% per dimenticanza, al 41% per timore di effetti collaterali e al 12% perché non ha sintomi e sottovaluta la patologia. Si tratta di cure a carico del Servizio sanitario nel 65% dei casi; medici, farmacisti, associazioni di malati potrebbero avere un ruolo nel migliorare l'aderenza per l'87% dei rispondenti. Per l'86% il dialogo informatico ("telemedicina") tra professionisti, infermieri di comunità inclusi, e cittadini è considerato indispensabile. Mauro Galeazzi, consulente scientifico dell'Osservatorio Capire, sottolinea come i risultati siano gli stessi di sondaggi di 10-15 anni fa. In particolare, chi si "ritiene" aderente «non riferisce tempi e dosi di somministrazione e frequenza oltre che durata del ciclo di terapia. Sovrapponendo invece i dati ad una ricerca del 2015 che investigava questi parametri, la non aderenza salirebbe dal 38 al 53%, in un contesto dove lo specialista vede il paziente non più di ogni 3 mesi.

Dialogo medici-pazienti-farmacie convenzionate su rete informatica per ricetta cronici valida un anno

Tra i motivi per cui non ci si cura a lungo, ricorda Tonolo, il fatto che, se interviene una nuova malattia con un nuovo curante, spesso il percorso si modifica e il paziente abbraccia le nuove terapie lasciando da parte le vecchie. Servirebbe «un portale condiviso tra medico di famiglia, farmacia dei servizi e specialista per far parlare i professionisti tra loro. E con i pazienti», osserva la presidente Anmar.
E una proposta di legge c'è. Silvestro Scotti segretario Fimmg, spiega che è condivisa con il presidente Fofi Andrea Mandelli: «Istituisce una rete informatica medici-farmacie convenzionate in parallelo all'avvenuta introduzione della ricetta per i cronici valida un anno. Mmg e farmacie territoriali lavorerebbero sulla stessa piattaforma. Ove il paziente si presenti regolare in farmacia a ritirare i medicinali che il medico gli ha prescritto per un anno alle cadenze stabilite arriva un segnale verde, in caso contrario il farmacista si accorge del mancato appuntamento, l'alert arriva al medico e l'aderenza di quel paziente è recuperabile».

Il ruolo della farmacia dei servizi nell'assistenza territoriale che verrà

Claudia Pietropoli in rappresentanza di Federfarma inquadra la proposta nell'assistenza territoriale che verrà, sottesa dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e dal Decreto 77 sugli standard dell'assistenza distrettuale. «Inizialmente il DM 77 non citava le farmacie territoriali; ora le cose sono cambiate, siamo coinvolti insieme a medici di famiglia ed infermieri di comunità. In un contesto dove mancano figure sul territorio, la digitalizzazione è una risorsa a patto di sviluppare telemedicina, ricetta dematerializzata, e fascicolo sanitario di cui fa parte il dossier farmaceutico; per mettere al centro il paziente cronico, il dossier deve essere accessibile a tutte le figure che prendono in carico la cronicità». Le prime sperimentazioni sull'aderenza, ricorda Pietropoli, nascono proprio dalle sue parti, in provincia di Rovigo. Già nel 2011 medici di base e farmacisti su un numero limitato di pazienti cronici si confrontavano sistematicamente sui temi della "compliance". Alla farmacia territoriale va restituito in tal senso il ruolo che le spetta, «non c'è alcun motivo per cui un paziente debba percorrere 100 km per accedere a una terapia quando questa può essergli dispensata per conto sotto casa», dice Pietropoli. «Le regole per cambiare le cose ci sono. I farmaci H, ospedalieri, potrebbero ben confluire nel prontuario P H/T, ospedale-territorio. Servono tavoli e buona volontà».
All'incontro, fronte politici, era presente Arianna Lazzarini, presidente Intergruppo parlamentare Sanità e resilienza, che ha riaperto alla mozione Anmar approvata un anno fa per garantire accesso a prevenzione, diagnosi e cura migliori per i pazienti reumatologici. Molti parlamentari sono rimasti dalla legislatura precedente, e il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato è stato tra i firmatari della mozione.

Mauro Miserendino

TAG: FARMACISTI, MEDICI DI MEDICINA GENERALE, ADERENZA ALLA TERAPIA

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