Annullamento ricette, Asl non può decidere unilateralmente
Un'azienda sanitaria proponeva opposizione avverso un decreto monitorio ottenuto dalla titolare di una farmacia con il quale le veniva ingiunto il pagamento di un importo superiore ad euro 5 mila oltre interessi e spese della procedura quale differenza ancora dovuta per ricette spedite dalla struttura nel mese di maggio 2012. L'Ente a sostegno dell'opposizione deduceva che la somma di cui al monitorio non era stata corrisposta in quanto si era operato un conguaglio in addebito in relazione alla conformità delle ricette spedite nell'anno 2010. In sostanza, si affermava che nell'anno 2010 la titolare aveva richiesto il pagamento di ricette che, sottoposte a verifica, sarebbero risultate affetta da alcuni errori (ricette scadute; richiesta di pagamento di farmaci non a carico del Ssn; mancata applicazione dello sconto previsto).
La competenza è in capo alla Commissione farmaceutica della Asl
Il Tribunale ha rigettato l'opposizione proposta dall'azienda sanitaria evidenziando che dalla disciplina in materia emerge che la competenza a decidere circa la irregolarità o inosservanza dell'accordo fra farmacie ed aziende sanitarie di competenza, ed in ordine al pagamento o annullamento totale o parziale delle ricette, spetta alla Commissione farmaceutica aziendale. Nel caso specifico, dagli atti depositati dall'opponente non si era rinvenuto alcun deliberato della Commissione farmaceutica aziendale. Conseguentemente l'Ente non poteva - unilateralmente - procedere all'annullamento delle ricette. Esula dalla competenza dell'azienda sanitaria, per rientrare in quella della commissione farmaceutica di cui all'art. 10, Dpr n. 371 del 1998, la pronuncia in merito ad ogni irregolarità ed inosservanza relativa all'accordo collettivo nazionale per la disciplina del rapporto tra il Servizio sanitario nazionale e le farmacie pubbliche e private, tra cui anche l'adozione del provvedimento di sospensione, in via cautelativa, dei pagamenti.
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