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Sanità

10 Maggio 2023

Riconoscimento titolo extra-europeo, sì se i percorsi sono confrontabili


È onere imprescindibile della pubblica amministrazione quello di accertare, attraverso una attività istruttoria dialettica con l'istante, la sussistenza o meno dei requisiti per il riconoscimento del diploma di laurea, in comparazione con il percorso di studi universitario individuato dalla stessa amministrazione. In tal senso il TAR Lazio in accoglimento di un ricorso proposto avverso il provvedimento con il quale la pubblica amministrazione ha comunicato l'accoglimento dell'istanza di riconoscimento, subordinandola tuttavia al superamento di una prova attitudinale su talune specifiche materie.


Il caso della farmacista serba

La richiedente, cittadina serba, nel 2019, conseguiva il titolo di "Dottoressa Magistrale in Farmacia" presso la Facoltà di Farmacia dell'Università degli Studi di Belgrado e superava all'estero, l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di Farmacista. La ricorrente, in marzo 2021, presentava istanza di riconoscimento del titolo professionale extra-europeo in Italia. Il riconoscimento del titolo professionale estero è disciplinato dal D.Lgs. n. 206 del 2007. La richiedente ha sostenuto che le materie oggetto di misura compensativa fossero state sostenute all'estero e che in realtà la P.A. non avesse operato un concreto confronto dei rispettivi percorsi universitari. Il Tribunale ha osservato che il provvedimento contestato avesse mutuato le ragioni del diniego dalla determinazione di una conferenza di servizio, mentre la determinazione assunta non consentiva di individuare le ragioni delle disposte misure compensative contestate. È apparso quindi configurarsi un provvedimento privo della necessaria ed adeguata motivazione, in cui la scelta operata più che essere ricondotta alla discrezionalità dell'amministrazione, ne evidenzia la natura arbitraria.

avv. Rodolfo Pacifico - www.dirittosanitario.net

Per approfondire TAR Lazio 17.04.2023 su
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TAG: LAUREA

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