Vaccini anti-flu in farmacia: più dosi dalle Regioni, valutare le inutilizzate. Speranza: ci sono le condizioni
Aumentare le dosi di vaccino antinfluenzale da rendere disponibili nelle farmacie è obiettivo condiviso da Regioni e Governo. Due le ipotesi: o aumentare la quota per la distribuzione nelle farmacie o destinare loro le quote inutilizzate
Aumentare le dosi di vaccino antinfluenzale da rendere disponibili nelle farmacie è obiettivo condiviso da Regioni e Governo, che potrebbe seguire due strade: aumentare la quota percentuale che le Regioni riservano alla distribuzione nelle farmacie, destinare le quote inutilizzate, ogni anno circa il 5-10%, alle farmacie. Queste le ipotesi ventilate, rispettivamente, dal presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e dal viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri nel corso del dibattito sul tema a cui ha partecipato anche il presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo durante la trasmissione Rai Porta a Porta. E sul tema si è espresso anche il ministro della Salute Roberto Speranza che oggi, a margine della visita allo stabilimento Sanofi di Anagni (Frosinone), dove partirà la produzione del vaccino anti-Covid, ha affermato che ci sono le condizioni per risolvere «nel più breve tempo possibile la possibile anche la questione delle farmacie in condivisione con le Regioni».
Ogni anno circa il 5-10% dei vaccini antinfluenzali resta inutilizzato
Bonaccini ha ricordato la scelta fatta dalla sua Regione: «Abbiamo raddoppiato la quota e destinato il 3% delle dosi spettanti alla nostra regione, quindi circa 36 mila dosi, alle farmacie. Credo che anche altre regioni debbano seguire questo esempio che permette di aumentare non di poco le quote. Questa è la considerazione che anche in Conferenza stiamo facendo. Ma chiediamo che anche il Governo faccia la sua parte: se il governo spinge ancora di più, potremmo dare una mano perché è giusto vaccinarsi».
Condivisa anche da Sileri la necessità di aumentare le dosi e la competenza delle Regioni nel fare queste scelte, che ha aggiunto: «Iniziamo a vaccinare tramite le Asl, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e monitoriamo l'aderenza in queste prime settimane, tenendo presente che ogni anno circa il 5-10%, in alcune regioni si arriva al 20%, delle dosi ritornano indietro perché non richieste dalla popolazione avente diritto. Si tenga presente che normalmente solo il 16-17%, il 19% quando ci fu il virus influenzale H1N1, e solo poco più del 50% della popolazione anziana, si vaccina contro l'influenza. Queste dosi inutilizzate, e le regioni potrebbero già prevedere quante, potrebbero esser messe a disposizione delle farmacie per la popolazione attiva che le richiede».
Cossolo, ha ricordato di aver sollecitato una soluzione fin da luglio, quando si è capito che i grossisti non potevano soddisfare le richieste di prenotazione di dosi da parte delle farmacie, come accadeva negli anni precedenti. C'è un tavolo aperto con il ministro della Salute che al momento ha portato a una soluzione condivisa in Stato Regioni ma che non soddisfa le necessità delle farmacie e i bisogni della popolazione attiva. Ha ribadito poi, la disponibilità delle farmacie alla distribuzione dei vaccini antinfluenzali ma anche quelli anti-Covid in Dpc, quando ci saranno: «Il vantaggio offerto dalle farmacie - ha sottolineato Cossolo - è la capillarità e la prossimità ai cittadini, elementi che riducono gli spostamenti e gli assembramenti».
Speranza: dobbiamo risolvere la questione dei vaccini nelle farmacie
Nella mattinata di oggi nel corso della visita allo stabilimento Sanofi, il ministro Speranza ha dichiarato: «Le Regioni hanno fatto uno sforzo enorme che è consistito in un aumento del 70% delle dosi di vaccino antinfluenzale rispetto all'anno scorso. Io penso che dobbiamo affrontare e risolvere nel tempo più breve possibile anche la questione delle farmacie in condivisione con le Regioni. Secondo me ci sono le condizioni».
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A cura di Redazione Farmacista33
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