Ccnl, ampliamento orari e vaccini antiflu toccano lavoro farmacisti. Sindacati chiedono incontro
I sindacati chiedono un incontro con le associazioni datoriali per affrontare le tematiche dell'ampliamento degli orari e dei vaccini antinfluenzali
Prima c'è stato l'invito rivolto dal Commissario straordinario alle Regioni di porre in essere le azioni necessarie per fare in modo che le farmacie possano effettuare i tamponi antigenici rapidi oltre gli orari di servizio e nelle giornate di chiusura; poi c'è l'ok dalla Conferenza Stato-Regioni al protocollo per i vaccini antinfluenzali in farmacia. Due provvedimenti, questi, che, a distanza di poco tempo, vanno a toccare l'attività delle farmacie e l'organizzazione del lavoro dei farmacisti, tanto che dalle sigle confederali dei lavoratori viene invocato un incontro con le associazioni datoriali per affrontare le tematiche dal punto di vista sindacale.
Affrontare i temi in un confronto sindacale
«In queste ore», si legge nella nota unitaria inviata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, «si stanno concretizzando due importanti provvedimenti che riguardano l'attività in farmacia e il lavoro dei farmacisti». Il primo è «la comunicazione da parte del Commissario all'emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, alle Regioni in cui si invitano le stesse ad adottare i provvedimenti utili all'organizzazione dell'effettuazione dei tamponi anche in orari serali e fuori dalle fasce ordinarie di apertura delle farmacie; il secondo riguarda l'accordo sottoscritto tra ministero della Salute, Fofi e associazioni sindacali di categoria (Federfarma e Assofarm) per l'effettuazione delle vaccinazioni antinfluenzali in farmacia - con una remunerazione dell'atto professionale pari 6,16 euro a inoculo». Alla luce di questa situazione «Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ritengono che, a poche settimane dalla sottoscrizione del testo di rinnovo del Contratto Nazionale delle farmacie private e nel pieno della discussione di rinnovo del Contratto Nazionale delle farmacie speciali (comunali) sia indispensabile affrontare questi temi in un confronto sindacale di merito. Per questo è stata inviata una richiesta di incontro alle associazioni di categoria, mettendo in copia anche il Commissario straordinario all'emergenza Covid, generale Figliuolo e il ministro della Salute, Roberto Speranza».
Ccnl, gli step collegati
Intanto, in merito al rinnovo del contratto nazionale dei collaboratori di farmacia privata, dalle sigle sindacali viene fatto un punto sugli step collegati: «In questi giorni è partita la campagna di assemblee di presentazione del contratto sottoscritto a settembre. È un appuntamento importante perché ci permette di affrontare la discussione e l'illustrazione dei punti qualificanti con i lavoratori del settore», ma anche di «chiamare all'azione i lavoratori del settore, partecipando alla vita e alla realizzazione degli obiettivi fissati nell'ambito contrattuale». Non a caso, nei giorni successivi «alla sottoscrizione del contratto, molte polemiche hanno animato il dibattito sui social». Il «contratto», va detto, «arriva dopo tanti, troppi, anni di attesa» e il «percorso negoziale non è stato semplice: le organizzazioni sindacali lo hanno affrontato cercando il coinvolgimento reale dei lavoratori attraverso assemblee e presidi nei territori. A margine della trattativa, anche il lavoro di pressione sulle istituzioni ha fruttato l'accensione dei riflettori su un settore fino a pochi anni fa poco conosciuto sul versante dei lavoratori». Per quanto riguarda i contenuti, si legge ancora nella nota, «i punti qualificanti sono legati soprattutto alla parte normativa. È stato affrontato in modo nuovo il tema della professionalità: viene ampliata la tabella degli inquadramenti con la figura Q2 che riconosce al farmacista che gestisce singoli servizi all'interno della farmacia un livello che assicura 70 euro in più rispetto al farmacista collaboratore. Viene istituita poi l'assistenza sanitaria integrativa che fino a oggi non era riconosciuta e che costituisce una novità positiva in uno dei pochi contratti fino a oggi privi. Il valore della sanità è di 13 euro mensili a carico del datore di lavoro. Vengono anche istituiti gli osservatori regionali e l'osservatorio nazionale sulla gestione dell'emergenza Covid. In questi giorni si stanno realizzando i primi accordi a livello regionale: anche questo è un passaggio fondamentale per riprendere un confronto efficace sulla tutela della salute dei farmacisti». Oltre a questo, «viene data coerenza e stabilità alla gestione dell'ente bilaterale del settore che ora diventa un reale strumento di erogazione di servizi a beneficio delle lavoratrici e lavoratori». E in merito alla vaccinazione, «viene inoltre determinata l'erogazione di un compenso aggiuntivo per i farmacisti che le effettuino. Il compenso è di 2 euro a inoculo. È la prima volta che viene riconosciuto un compenso per l'esecuzione di una prestazione professionale: un passaggio epocale che mai prima di adesso era stato ottenuto. Il contratto ha inoltre determinato la maturazione progressiva dei permessi per i nuovi assunti. Importante ricordare che la maturazione prenderà in esame l'anzianità di settore (quindi tutti i periodi lavorati presso diverse farmacie) e non quella aziendale. Infine, sul salario è stato determinato un aumento in una unica tranche di 80 euro lordi al livello Q. Molto si è dibattuto sulla mancanza della una tantum: la mediazione in questo dibattito ha permesso l'erogazione in una sola rata dell'aumento salariale che permette una "massa" salariale più consistente che attenua gli effetti della mancata erogazione della una tantum».
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A cura di Redazione Farmacista33
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