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26 Ottobre 2021

Vaccini Covid, aumentano contagi tra operatori sanitari. Le prospettive sulla terza dose


I dati sul Covid-19 in Europa fanno da sfondo al dibattito sulla necessità o meno per tutti di una terza dose di vaccino

Non ci sono solo i dati sull'andamento del Covid-19 che arrivano dall'Europa a fare da sfondo al dibattito sulla necessità o meno per tutti di una terza dose di vaccino, ma a preoccupare sono anche i numeri dell'ultimo report della settimana scorsa dell'Istituto Superiore di Sanità relativo ai contagi tra gli operatori sanitari, tra i primi a essere vaccinati, che si mostrano in aumento.

Terza dose per tutti: probabile da gennaio

«La sfida è aperta e c'è bisogno di massima attenzione - ha infatti dichiarato oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, - e, anche se i numeri dell'Italia sono migliori rispetto agli altri Paesi, non dobbiamo considerarci fuori pericolo». Per questo, «è necessario aumentare ancora il livello della copertura vaccinale: in questo momento siamo all'86,10% di prime dosi, un dato molto significativo, che però va fatto crescere ancora. Così come dobbiamo continuare a lavorare sulla terza dose». Proprio su questo punto l'orientamento che sta emergendo in questi giorni è per una estensione a tutta la popolazione: «Verosimilmente una terza dose sarà necessaria per tutti - ha affermato anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri questa mattina su Radio Capital. - Entro l'anno si procederà per anziani e personale sanitario, poi da gennaio, immagino, per il resto della popolazione, scaglionato in base a quando è stata somministrata la prima e la seconda dose. L'Aifa può accelerare questo percorso, ma è auspicabile una scelta condivisa da tutta Europa: c'è un boom di contagi in alcuni Paesi e con la crescita dei casi, aumenta il rischio che si diffondano nuove varianti». In merito poi alle misure di contenimento, «bisogna procedere per gradi. Prima toglieremo l'obbligo del distanziamento, poi le mascherine e infine il green pass. Il vaccino obbligatorio non servirebbe, non convincerà i no vax a vaccinarsi».

Aumentano i contagi tra gli operatori sanitari, primi a essere vaccinati

Da sfondo, a ogni modo, ci sono i dati relativi ai contagi tra gli operatori sanitari, segnalati in crescita dall'ultimo Report di sorveglianza esteso dell'Iss: in totale, sono 144.812 i casi registrati per questa categoria, di cui 1.444 negli ultimi 30 giorni. Analizzando l'andamento, già "a inizio luglio si rileva un lieve aumento, in corrispondenza tuttavia dell'incremento del numero dei casi nella popolazione generale. Ma a partire dalla seconda metà di agosto, il numero di casi diagnosticati tra i cittadini è in forte diminuzione, mentre è in aumento il numero settimanale di quelli notificati fra gli operatori sanitari. In particolare, la settimana scorsa sono stati 371 rispetto ai 306 della settimana precedente, con una quota pari al 3,6% del totale dei casi generali".

Richiami per Spikevax, Comirnaty e Janssen: le indicazioni di Ema e le novità in arrivo

Intanto, sul fronte dei vaccini contro il Covid-19 sono attese novità: il Comitato per i medicinali per uso umano dell'Ema ha concluso l'esame sul vaccino Spikevax (Moderna) e, in una nota di ieri, è stato indicato che una dose booster può essere presa in considerazione per gli over 18. Sulla base dei dati a disposizione, una terza dose inoculata tra i 6 e gli 8 mesi dopo la seconda porta a una crescita dei livelli anticorpali in adulti nei quali è stato osservato un calo. A essere sufficiente per migliorare la risposta è una mezza dose rispetto alla schedula vaccinale. Per quanto riguarda gli effetti collaterali, per la dose booster l'andamento non si discosta dalla seconda e, in ogni caso, fa sapere Ema, per quanto riguarda il rischio di infiammazioni cardiache o di altri effetti collaterali, per quanto finora rari, continueranno a essere attentamente monitorati anche in relazione alla dose booster. Le agenzie nazionali possono raccomandare l'uso della terza dose, prendendo in considerazione la situazione epidemiologica locale e i dati che man mano saranno disponibili sui vaccini. Già all'inizio di questo mese, a ogni modo, il Comitato aveva concluso che una dose booster può essere presa in considerazione anche per Comirnaty, per gli over 18 e almeno 6 mesi dopo la seconda. In generale, una dose addizionale di Comirnaty o Spikevax può essere raccomandata a persone con sistema immunitario gravemente indebolito almeno 28 giorni dopo la seconda dose.
Dall'Ema, va detto, sono attese a breve anche indicazioni relative al vaccino Janssen (Johnson & Johnson), dopo che la settimana scorsa la Fda ha approvato la seconda dose ad almeno 2 mesi di distanza dalla prima vaccinazione per gli over 18. Una decisione presa sulla base dei dati presentati dall'azienda, che mostravano un'efficacia al 94% dopo la seconda dose a distanza di due mesi dalla prima. In particolare, i livelli di anticorpi aumentavano da 4 a 6 volte, mentre tale incremento era di 12 volte se il booster veniva somministrato a 6 mesi dalla prima dose.

Francesca Giani

TAG: VACCINI, VACCINAZIONE, VACCINO ANTI-COVID-19

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