Remunerazione e marginalità, case di comunità, farmaci innovativi: al via il dibattito a Farmacistapiù 2022
Si apre FarmacistaPiù il Congresso nazionale dei farmacisti, promosso da Fondazione Cannavò, Federfarma e Utifar, con il patrocinio di Fofi e l'organizzazione di Edra
Remunerazione e marginalità, telemedicina, sanità del territorio, case di comunità, farmaci innovativi. Sono queste alcune delle tematiche emerse dalla plenaria di FarmacistaPiù, dedicata alla "Continuità assistenziale e riforma della sanità territoriale: ruolo del farmacista e della farmacia", che ha dato l'avvio oggi al Congresso nazionale dei farmacisti, promosso da Fondazione Cannavò, Federfarma e Utifar, con il patrocinio di Fofi e l'organizzazione di Edra.
Preoccupa carenza del personale medico. Rete farmacie può essere risposta
Tante le tematiche affrontate e tra i diversi aspetti al centro del dibattito c'è stata anche la riforma della sanità del territorio e le case della comunità: «La preoccupazione» ha detto Andrea Mandelli, presidente Fofi, «è legata in modo particolare alla carenza di personale - medici, infermieri, in primis - a cui non si può porre rimedio in tempi brevi e che diventa ancora più rischiosa a fronte della necessità, prevista dal Pnrr, di tenere queste strutture aperte. C'è, poi, il tema dell'obsolescenza di strumentazioni e strutture, che si unisce a un finanziamento del Ssn che sta progressivamente tornando all'epoca pre-Covid». Dall'altro lato, «abbiamo, oggi, una certezza: le farmacie sul territorio fanno la differenza. Lo abbiamo dimostrato nel periodo pandemico, attraverso vaccini, tamponi, green pass e soprattutto distribuendo il farmaco al momento più complesso, il Paxlovid. Il trend era già emerso in precedenza, ma anche l'ultimo rapporto di monitoraggio di Aifa ha messo in luce un aumento di oltre il 9% grazie al nostro canale. Questo dimostra l'importanza della prossimità e il fatto che il farmaco innovativo deve tornare in farmacia. Le premesse ci sono: prima il nostro valore era riconosciuto dai cittadini, oggi c'è un forte riconoscimento anche dalle istituzioni e dalla politica. In questo periodo, la volontà emersa finora e condivisa anche in sede parlamentare è stata proprio quella di privilegiare il farmacista sul territorio. Come base c'è il Dm 77, che ha sancito punti importanti, ma c'è anche il decreto interministeriale, di recente firmato, che ha riformato il corso di laurea in farmacia, privilegiando nuove competenze, non solo di carattere chimico, e dando slancio al processo evolutivo».
Necessaria sostenibilità. Si rischia perdita di 12mila euro di margine netto per piccole farmacie
Proprio al Dm 77 va una riflessione: «Consegniamo a quello che sarà il nuovo Governo» ha aggiunto Marco Cossolo, presidente di Federfarma «i quattro punti chiave che abbiamo già avuto modo di ribadire in occasione della Assemblea pubblica. La nuova remunerazione, per dare stabilità alla farmacia, la revisione dell'atto di indirizzo della convenzione, formulato in un'epoca che nulla ha a che fare con la realtà odierna, ma anche la definizione del ruolo della farmacia a livello territoriale, come prevista dal DM 77. Si tratta di un provvedimento importante che ora va declinato e attuato, in particolare per quanto riguarda l'ambito della telemedicina. Ora la palla passa alle Regioni, che devono formulare un piano di sviluppo dove la farmacia dovrà essere ricompresa, altrimenti sarà, nei fatti, tagliata fuori». L'ultimo nodo «riguarda alcune modifiche proposte alla legge 124 (legge Concorrenza), che non vanno in una direzione conservativa, ma sono finalizzate a mettere a disposizione delle farmacie gli stessi strumenti competitivi che sono in mano alle società di capitale. Per realizzare questi punti, c'è davanti a noi una sfida, rappresentata dalla legge di Bilancio. Durante la pandemia, è stata avviata una sperimentazione che ha riscontrato successo, portando alle farmacie un quid aggiuntivo di 150 milioni di euro per quest'anno e altri 50 per il prossimo. Era volontà condivisa che si trattasse di un provvedimento ponte, tanto che oggi non solo c'è una proposta strutturata, ma questa ha superato tutti i vagli necessari. Ora, il documento è nelle disponibilità del Ministero dell'Economia. Ma se questa o una riforma alternativa non dovesse trovare domicilio nella legge Bilancio, le farmacie si ritroveranno ad avere 150 milioni di margine, pari a 7-8mila euro di margine netto per le urbane e 12mila euro per le piccole farmacie in meno». Noi, continua, «ribadiamo di essere a disposizione delle istituzioni, per vincere insieme la sfida della territorializzazione della sanità. Quello che chiediamo è di essere parte di un sistema integrato e insieme a medici e infermieri di poter portare la sanità al cittadino, e non il contrario».
Chiave per rilancio territorio è il supporto tecnologico al domicilio del paziente
«I bisogni di salute della popolazione sono centrali per ridisegnare la sanità territorio» ha detto Luigi D'Ambrosio Lettieri, presidente Fondazione Cannavò e vicepresidente Fofi; «solo partendo da questo, tramite il DM 77, sarà possibile determinare un beneficio per la continuità assistenziale e rispondere alle criticità emerse durante il Covid-19. I codici Bianchi devono trovare risposta sul territorio e non nelle strutture ospedaliere. Qui, sul territorio, convergono i principali bisogni di salute della popolazione, che vanno gestiti in una logica di appropriatezza». Anche le vaccinazioni in farmacia, aggiunge Eugenio Leopardi, presidente Utifar, «sono una chiave per l'evoluzione e la svolta di cui c'è bisogno. Le farmacie hanno dimostrato di essere presenti e hanno conferito ancora più valore alla prossimità. Ai nuovi eletti auguro, quindi, di saper difendere questo valore, che è in primo luogo fondamentale per il cittadino. Ma non va dimenticato lo sforzo di formazione che ha reso possibile questo passaggio epocale, questa crescita di professionalità e di competenze».
Sul punto concorda anche Silvio Brusaferro, presidente Iss: «Durante la pandemia è stata stretta una profonda collaborazione tra il mondo della farmacia e le istituzioni sanitarie che ha trovato massima concretizzazione nei corsi di formazione che hanno consentito ai farmacisti di poter inoculare il vaccino Covid e anti influenzale in farmacia. Consideriamo un grande risultato aver superato gli oltre 50mila iscritti per il primo e quasi 30mila per il secondo. Sono numeri che testimoniano un grande impegno della categoria nella realizzazione della prossimità. Ma per poterla costruire occorre mettere in rete tutti i professionisti del territorio, dai medici di medicina generale, agli infermieri, alle figure socio assistenziali, al volontariato. E in questo processo la farmacia è un perno importante. Ora la direzione per il futuro è anche quella di portare a casa del cittadino strumenti evoluti e tecnologici, per mettere a disposizione un supporto nelle terapie e nel monitoraggio delle condizioni di salute fondamentale».
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A cura di Redazione Farmacista33
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