Spesa farmaci, il 43% è a carico del cittadino. Cresce la povertà sanitaria
Nel 2022 il 9,4% della popolazione residente è in condizioni di povertà assoluta: nel 2021 il 43,5% della spesa farmaceutica è stata pagata dalle famiglie
Nel 2022 5 milioni 571 mila persone (9,4% della popolazione residente) sono in condizioni di povertà assoluta e circa il 7% di queste (pari a 390 mila individui) si è trovato in condizioni di povertà sanitaria, cioè ha chiesto aiuto a realtà assistenziali per ricevere gratuitamente farmaci e cure. E se di norma un cittadino ha a disposizione 66,83 euro al mese da spendere in salute, una persona indigente, ha un budget pari a soli 9,9 euro al mese, sei volte più basso. È quanto emerge dal 10° Rapporto di Banco Farmaceutico "Donare per curare - Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci" realizzato con il contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici e ABOCA da OPSan - Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico). I dati sono stati presentati il 12 dicembre 2022 in un convegno promosso da Banco Farmaceutico e AIFA.
Spesa farmaceutica: il 43,5% è a carico dei cittadini
Nonostante l'impronta universalistica del nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN), parte consistente della spesa farmaceutica resta a carico dei cittadini. In particolare, nel 2021 (ultimi dati disponibili) il 43,5% (cioè 3,87 miliardi di euro) della spesa farmaceutica è stata pagata dalle famiglie (+6,3% rispetto al 2020), con profonde differenze tra le possibilità di quelle povere e quelle non povere. Una persona indigente, ha a disposizione un budget per la salute pari a soli 9,9 euro al mese, mentre una persona non povera ha a disposizione sei volte tanto, cioè 66,83 euro mensili. Limitandoci al budget per l'acquisto di farmaci, i poveri hanno a disposizione solo 5,85 euro, mentre i non poveri 26. Il 60% della spesa sanitaria dei poveri è destinata alla spesa per farmaci a fronte dell'equivalente 38% delle famiglie non povere. Questo perché il SSN non offre alcuna copertura per i farmaci "da banco", non avendo introdotto distinzioni tra chi è sotto la soglia di povertà e chi è al di sopra.
Ridotte le spese sanitarie in tutte le famiglie
Le difficoltà economiche toccano anche le famiglie non povere: nel 2021 hanno cercato di ridurre le spese sanitarie (rinunciando o rinviando a visite mediche/accertamenti periodici) complessivamente oltre 4 milioni 768 mila famiglie (10 milioni 899 mila persone), di cui quasi 639 mila (1 milione 884 mila persone) in povertà assoluta. La rinuncia alle cure è stata praticata da 27 famiglie povere su 100 a fronte di 13 famiglie non povere su 100, per un totale di 15 famiglie su 100. «La povertà sanitaria continua a rappresentare un grave problema per migliaia di famiglie povere, mentre sacrifici e rinunce riguardano sempre più spesso anche quelle non povere. Purtroppo, le condizioni di chi vive in Italia non sono destinate, nell'immediato futuro, a migliorare; questo, a causa di alcuni effetti persistenti della crisi economica derivata dalla pandemia, e della grave situazione internazionale. Speriamo che i dati del nostro Rapporto siano letti con attenzione dalle istituzioni, e che rappresentino per esse uno strumento per comprendere più a fondo i bisogni di chi è in difficoltà e attuare, così, misure e politiche in grado di rispondervi con efficacia», ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus.
Fofi: farmacisti rinnovano l'impegno al fianco di Banco Farmaceutico
"L'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità dovuto alla guerra in corso e l'onda lunga del Covid stanno acuendo le disuguaglianze e le sofferenze di moltissimi italiani. È evidente che tutti noi siamo chiamati a un forte slancio di solidarietà per aiutare le tante persone che non riescono ad usufruire neppure di un diritto fondamentale, che spesso diamo per scontato: quello di potersi curare" dichiara il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, Andrea Mandelli. "Un ringraziamento - continua Mandelli - va al presidente Daniotti e a tutta l'organizzazione di Banco Farmaceutico, impegnata ad arginare fattivamente un fenomeno preoccupante e di dimensioni estese. I farmacisti italiani rinnovano il loro impegno al fianco di Banco Farmaceutico nella prossima Settimana di raccolta del farmaco, che rappresenta un appuntamento centrale nell'azione di contrasto alla povertà sanitaria, in cui i colleghi si mettono concretamente a disposizione di chi ha più bisogno. Oltre all'iniziativa di solidarietà legata alla raccolta dei medicinali, i farmacisti sono parte attiva nella dispensazione dei farmaci raccolti e nell'offrire ascolto e consiglio a chi entra in farmacia, aspetti che rendono il contributo della professione ancor più significativo, al fianco delle Istituzioni e del Terzo settore, per garantire il diritto alla salute dei cittadini".
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A cura di Cristoforo Zervos
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