Remunerazione aggiuntiva, Assofarm: assenza scadenze non sia alibi per norma transitoria a oltranza
Assofarm: la remunerazione aggiuntiva senza la scadenza del 2025 offre agio per una riforma strutturale, ma non si traduca in norma transitoria a oltranza
Lo stanziamento dei 150 milioni di euro a favore di una remunerazione aggiuntiva per le farmacie è un risultato "senza dubbio notevolissimo in sé" e l'eliminazione del limite temporale del 31 dicembre 2025 offre "agio per la realizzazione di una riforma strutturale ben ponderata e negoziata", a patto che "non si traduca nel cronicizzarsi ad oltranza di questa sorta di norma transitoria". Così Assofarm commenta quanto prevede la Manovra appena approvata per il rimborso dei farmaci erogati nelle farmacie in regime di Servizio Sanitario Nazionale. Secondo Assofarm l'ampliamento della prospettiva temporale è "un'ottima partenza. Non certo ad un punto di arrivo", un risultato "i cui risvolti politici meritano una riflessione adeguata".
Da misure emergenziali a vere riforme strutturali
"Da un punto di vista strettamente economico - scrive Francesco Schito, segretario Nazionale Assofarm - l'iniziativa produrrà una ricaduta certamente positiva sulle farmacie. Se applicassimo una divisione strettamente aritmetica dei 150 milioni di euro per tutte le farmacie territoriali presenti nel Paese, ci troveremmo di fronte ad una cifra che a fine anno si noterebbe in molti bilanci. Ciò risulterebbe particolarmente vero per quelle nostre associate che amministrano un certo numero di presidi locali. Accanto al dato numerico, però, si delinea una cifra politica dalla portata addirittura più rilevante. Se infatti siamo evidentemente di fronte ad un riconoscimento di quanto le farmacie hanno fatto durante la crisi pandemica degli scorsi anni, dobbiamo ricordare con piacere che questo non è il primo segnale tangibile di una nuova considerazione delle farmacie da parte delle Istituzioni". Secondo Schito, sei siamo dinanzi ad un "nuovo periodo riformatore", "questo clima debba evolvere quanto prima la dimensione emergenziale di alcune misure in vere e proprie riforme strutturali" perché i "150 milioni di euro in questione sono una remunerazione aggiuntiva, non sono una vera e propria nuova remunerazione". Schito ricorda infatti che per la nuova remunerazione. "servirà una legge specifica, nata da una concertazione tra Stato, Regioni e Farmacie, che tenga in debito conto di tutti gli altri mutamenti strutturali della Sanità italiana" cioè "una manovra politico-istituzionale complessa e temporalmente non breve, ma in grado essa sola di garantire un effettivo sviluppo stabile al nostro settore".
Principio di pagamento per pezzo distribuito e non in base a prezzo del farmaco
Per Assofarm la rimozione del limite temporale inizialmente fissato al 31 dicembre 2025 offre "agio per la realizzazione di una riforma strutturale ben ponderata e negoziata tra le parti. A patto però che questa mancanza di scadenze non si traduca nel cronicizzarsi ad oltranza di questa sorta di norma transitoria. Cioè nel più italico dei modi per evitare le riforme reali. Di fronte a tali rischi, si delineano comunque segnali che ci fanno ben sperare. Spingono verso questa prospettiva le recenti dichiarazioni del Ministro della Salute a favore di una nuova remunerazione. Spinge verso questa direzione anche il fatto che la legge di Stabilità introduca il principio di pagamento per pezzo distribuito e non in base al prezzo del farmaco".
Le farmacie chiedono nuove regole d'ingaggio per essere proattive nella sanità
Schito sottolinea infine il ruolo della "piena maturità politica delle farmacie. Farmacie che arriveranno ai futuri tavoli istituzionali forti di posizioni politiche saldamente condivise. Tra queste, una convinzione su tutte: se vogliamo avere, dobbiamo prima di tutto dare. Pensiamo cioè che una nuova remunerazione possa derivare la sua ragion d'essere da una nuova farmacia, che poggi il suo ruolo sanitario locale su nuovi servizi offerti al cittadino e nuove relazioni integrate con il SSN. È per questo che nel dibattito istituzionale, alla riforma della remunerazione accostiamo sempre il rinnovo della convenzione e l'attuazione dei servizi in farmacia". E conclude: "Accettiamo di buon grado la remunerazione aggiuntiva perché la intendiamo come un sostituto momentaneo ad una vera e propria riforma che prenderà forma nel prossimo futuro. Le farmacie non hanno bisogno di un aiuto suppletivo a quanto già fanno oggi. Le farmacie italiane chiedono invece nuove regole d'ingaggio per giocare un ruolo più proattivo in una sanità italiana che dovrà risolvere davvero antichi problemi e affrontare nuove sfide".
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A cura di Cristoforo Zervos
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