Salute mentale dei farmacisti peggiorata dopo la pandemia. Segnali, cause e ricadute del burnout
Il burnout dei farmacisti è peggiorato dalla pandemia e scarseggiano politiche per migliorare la situazione. Lo rileva una survey di Pharmacy Times
Nella fase post pandemica i farmacisti presentano livelli di burnout superiori a quelli percepiti prima della pandemia, con elevato livello di "esaurimento" i cui segnali più frequenti sono irritabilità o impazienza con colleghi, pazienti, bassa produttività e riluttanza ad alzarsi/andare al lavoro. A rilevare il dato è la survey "Burnout and Mental Health" condotta nel 2023 da Pharmacy Times, rivista dedicata ai farmacisti americani.
I risultati: aumento del carico di lavoro e poche misure contro il burnout
Sono stati intervistati 194 farmacisti a cui è stato chiesto quali fossero i loro livelli di esaurimento, i driver e i sintomi di questo esaurimento e quali misure avevano adottato i loro luoghi di lavoro per migliorare il problema. Alla valutazione della loro sensazione di esaurimento, su una scala da 1 a 7, dove 1 è "per niente" e 7 è "estremamente", il punteggio medio è stato di 5,89. Scendeva, però, a 3,82 quando dovevano valutare la sensazione di burnout prima della pandemia di COVID-19. La pandemia ha esacerbato i sentimenti di esaurimento, infatti i risultati hanno indicato una media di 6 su 7.
Un fattore significativo riguarda la carenza di personale, che a sua volta aumenta i sentimenti di sopraffazione ed esaurimento nel personale rimanente. Infatti, alla domanda se il burnout avesse contribuito alla carenza di personale presso la propria struttura, il 75,8% degli intervistati ha risposto di sì. Secondo i farmacisti intervistati i fattori chiave del burnout "il carico di lavoro" è stata la risposta principale (21,7%). Altri driver significativi individuati sono: l'equilibrio tra lavoro e vita privata (16,1%), le metriche delle prestazioni impegnative o irragionevoli (15,2%), la gestione (14,3%) e gli elevati volumi di pazienti e prescrizioni (13,1%). Mentre, i sintomi da esaurimento più comuni individuati dalla survey sono: irritabilità o impazienza con colleghi, pazienti o altri (17,3%); mancanza di energia o produttività (12,1%) e riluttanza ad alzarsi/andare al lavoro ogni mattina (11,6%). Alcuni luoghi di lavoro hanno adottato misure per migliorare le condizioni di lavoro e alleviare il burnout, ma solo il 39,2% ha confermato questo trend. Inoltre, gli sforzi da parte delle aziende sono stati valutati positivamente da poco meno un intervistato su 10 (9,3%). Le risposte evidenziano che le conseguenze dirette da burnout vanno a inficiare la qualità della presa in carico del paziente e dell'assistenza sanitaria. Nonostante il desiderio nel prendersi carico di ulteriori responsabilità, le attività relative a vaccinazioni, test point-of-care e cure primarie, ed incombenze quotidiane, molti farmacisti si trovano nell'impossibilità di svolgere altri compiti.
Burnout: chi ne soffre e come riconoscerlo
La sindrome da burnout (letteralmente "bruciato" o "scoppiato") è un processo graduale che si sviluppa nel tempo e deriva da una condizione di stress cronico e durevole associato all'ambiente lavorativo. L'insoddisfazione e la prostrazione possono anche trasformarsi in depressione e in altri disturbi più complessi da affrontare. Il burnout può avvenire in qualsiasi ambito lavorativo in cui ci siano condizioni molto stressanti, ma è spesso correlato alle "helping professions", cioè quelle professioni impegnate in ambito sociosanitario fino a quello della sicurezza. I campanelli d'allarme sono sia fisici sia emotivi. I sintomi fisici sono: insonnia, cefalea, mal di stomaco, non riesce a recuperare nonostante le possibilità di riposo, tachicardia, tensioni muscolari. A livello emotivo e cognitivo troviamo: distacco emotivo, resistenza a recarsi al lavoro, nervosismo, frustrazione, mancanza di iniziativa, difficoltà di concentrazione.
Come iniziare ad affrontare il burnout
Bisogna ricordare che ci sono metodi per i farmacisti e il personale della farmacia nel gestire e affrontare il burnout. Jessica Louie, farmacista e Assistant Professor alla West Coast University, consiglia di concentrarsi su ciò che si può controllare e aggiunge: "Non puoi cambiare il verificarsi di un evento stressante, ma puoi cambiare il modo in cui interpreti e rispondi a questi eventi. Inoltre, ricorda che è più probabile che il burnout si verifichi durante le fasi di transizioni della vita".
Anche i responsabili dell'ambiente di lavoro e del personale devono essere coinvolti. "In primo luogo - dice Louie- rendetevi conto che il burnout non è un problema semplice che si risolve dall'oggi al domani con una strategia valida per tutti. In secondo luogo, il burnout e il benessere sono processi: non vengono conquistati, sono reimpostati".
Per tutti i lavoratori investire su sé stessi e muoversi verso i propri obiettivi è importante, ma per evitare un eccessivo carico di stress bisogna assicurarsi di "avere obiettivi chiari su cui lavorare". Pensare agli obiettivi per i prossimi 2-5 anni e ridurli in traguardi annuali, trimestrali, mensili e settimanali. Conclude l'esperta: "Festeggia le piccole vittorie nel mentre. Il lavoro fa parte della nostra vita, non è tutta la nostra vita".
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A cura di Cristoforo Zervos
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