Carenza farmacisti e chiusure, in Germania numero farmacie ai minimi
In Germania il numero degli esercizi attivi è arrivato ai minimi dall'inizio degli anni '80. Le Associazioni: dobbiamo dimostrare importanza per assistenza sanitaria
In Germania, con la chiusura dall'inizio dell'anno di 120 farmacie, il numero degli esercizi attivi è arrivato ai minimi dall'inizio degli anni '80. Carenza cronica di farmaci, personale in difficoltà economica e professionale che lascia il lavoro in farmacia e crisi energetica sono tra le cause. La strada, secondo l'associazione federale dei farmacisti è quella di "dimostrare alla società quanto siano importanti le farmacie per l'assistenza sanitaria e quanto sarebbe drammatico se un numero ancora maggiore di farmacie scomparisse". Per protestare contro questa situazione lo scorso 14 giugno le farmacie tedesche hanno chiuso per un giorno e i farmacisti hanno avanzato delle richieste di adeguamento all'inflazione della loro remunerazione.
Nei primi tre mesi di quest'anno, in Germania hanno chiuso per sempre più di 120 farmacie
Secondo i dati dell'Associazione federale dei farmacisti tedeschi (ABDA) nei primi tre mesi di quest'anno, in Germania hanno chiuso per sempre le serrande più di 120 farmacie. Il portavoce Christian Splett ha dichiarato in un'intervista al canale televisivo Euronews che "Al momento abbiamo il numero più basso di farmacie dall'inizio degli anni '80", 2.800 in meno rispetto a 10 anni fa: alla fine del 2022, c'erano poco più di 18.000 negozi. "I farmacisti svolgono una funzione fondamentale anche nel sistema sanitario, che non può essere misurata con la quantità di farmaci che vendono -afferma Splett. - Sono il primo punto di contatto per i pazienti che non sanno se rivolgersi a un medico o quali farmaci possono assumere".
Giovani farmacisti: non c'è alcuna prospettiva economica
Uno dei motivi di questo andamento, secondo l'Associazione federale è legato al fatto che non ci siano prospettive per i giovani farmacisti nel settore comunale, importante componente del sistema sanitario tedesco. "Se chiedete ai giovani farmacisti, vi diranno che fondamentalmente non c'è alcuna prospettiva economica per loro, perché il governo non vuole investire denaro nel sistema - prosegue Splett. - Ma c'è anche molta burocrazia, bisogna sempre sbrigare molte procedure burocratiche quando si gestisce una farmacia o si ha a che fare con le compagnie di assicurazione sanitaria: ciò scoraggia i giovani professionisti". Infatti, in molti casi i titolari di 65-70 anni, non riescono a trovare un successore per gestire la farmacia, che quindi chiude, anche perché l'industria farmaceutica privata paga il suo personale molto di più rispetto a quanto può permettersi una farmacia comunale. In Germania il sistema sanitario è strettamente regolamentato e le entrate delle farmacie comunali sono determinate principalmente dalle spese dell'assicurazione sanitaria obbligatoria. "Questo è uno dei motivi per cui le proteste sono in corso, per aumentare le entrate" dice Splett. A pesare sono anche le carenze di farmaci, le cui motivazioni sono le stesse che interessano il resto dell'Europa, Italia compresa, che stanno costando alle farmacie comunali una quantità significativa di tempo e denaro, poiché i farmacisti cercano modi alternativi per servire i loro pazienti. "Questo tempo non è retribuito, nessuno paga per questo tempo extra", ha ribadito Splett. "E c'è molta burocrazia. Anche se si trovano farmaci alternativi, bisogna fornire una grande quantità di documentazione per dimostrare all'assicurazione sanitaria obbligatoria che si è scelta l'opzione più vicina a quella più economica disponibile".
Dimostrare alla società quanto siano importanti le farmacie per l'assistenza sanitaria
Con la protesta del 14 giugno i farmacisti hanno chiesto che il governo aumenti la tariffa che viene loro corrisposta per ogni farmaco da prescrizione venduto, portandola da 8,35 a 12 euro per adeguarsi all'inflazione salita di recente. Le farmacie sono state "disaccoppiate dallo sviluppo economico generale" e questo "non è più solo ingiusto, ma anche una minaccia esistenziale". Il ministro della Salute tedesco Karl Lauterbach ha respinto la richiesta dei farmacisti di ricevere più soldi, affermando che mancano fondi aggiuntivi per soddisfare le richieste del personale. Thomas Benkert, capo della Camera Federale Tedesca dei Farmacisti ha commentato che bisogna "dimostrare alla società quanto siano importanti le farmacie per l'assistenza sanitaria e quanto sarebbe drammatico se un numero ancora maggiore di farmacie scomparisse dal loro ruolo di punto di contatto sociale affidabile".
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A cura di Cristoforo Zervos
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