Interazioni tra farmaci, anticoagulanti orali diretti richiedono valutazione attenta
L'uso di anticoagulanti orali diretti è associato a un minor numero di interazioni farmacologiche, il rpofilo di rischio cambia negli anziani e pazienti con più patologie trattate
Secondo uno studio pubblicato su Pharmaceutics, considerando i dati disponibili derivati da studi clinici specifici o analisi di registri, l'uso di anticoagulanti orali diretti (DOAC) è associato a un minor numero di interazioni farmacologiche clinicamente rilevanti rispetto a warfarin, e il loro utilizzo rappresenta una scelta clinica accettabile. «Gli anticoagulanti orali diretti - dabigatran, rivaroxaban, apixaban ed edoxaban - stanno diventando i farmaci più comunemente prescritti per la prevenzione dell'ictus ischemico nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare e per il trattamento e la prevenzione del tromboembolismo venoso.
Maggior attenzione a pazienti anziani o con multimorbilità
Rivaroxaban è stato recentemente approvato anche per il trattamento di pazienti con una recente sindrome coronarica acuta» spiega Nicola Ferri, dell'Università di Padova, primo autore dello studio. I ricercatori sottolineano che l'uso di tali farmaci ha dimostrato di avere un rapporto rischio-beneficio favorevole, con riduzioni significative di ictus, emorragia intracranica e mortalità rispetto al warfarin, ma con un aumento del sanguinamento gastrointestinale. Gli esperti affermano inoltre che il profilo di sicurezza è compromesso nei pazienti con multimorbilità che richiedono la somministrazione contemporanea di diversi farmaci, in particolare negli anziani, che sono anche più predisposti agli eventi emorragici. Lo studio riassume le principali interazioni farmacologiche dei DOAC con diverse classi di farmaci, già segnalate o prevedibili. Gli autori ricordano che la combinazione di più trattamenti può influenzare l'attività farmacologiche dei DOAC: sebbene si possano osservare importanti differenze delle proprietà farmacocinetiche tra i DOAC, infatti, tutti sono substrati della glicoproteina P (P-gp) e quindi possono interagire con forti induttori o inibitori di questo trasportatore di farmaci. Rivaroxaban, e in misura minore apixaban, sono anche sensibili ai farmaci che alterano le attività dell'isoenzima del citocromo P450. I ricercatori discutono possibili strategie, tra cui la riduzione del dosaggio, o la somministrazione in tempi di trattamento diversi, per ridurre l'incidenza di interazioni farmacologiche con DOAC. «Tuttavia, le interazioni farmacologiche possono essere significative in determinate condizioni del paziente, quindi è necessario effettuare un'attenta valutazione prima di prescrivere un DOAC specifico» concludono gli esperti.
In Francia, nel 2025 le segnalazioni di carenze e rischio di carenze dei medicinali di maggiore interesse terapeutico sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto all'anno precedente.L'Agenzia...
Dal 10 luglio in Francia i vaccini antinfluenzali sono soggetti a prescrizione in seguito a una decisione dell'Agenzia regolatoria francese Ansm. La prescrizione può essere effettuata da medici,...
Il Consiglio di amministrazione dell'AIFA approva nuove rimborsabilità in oncologia, gastroenterologia, dermatologia, infettivologia, terapia del dolore e area cardiovascolare
La Cse dell'Aifa ha confermato la non ammissione alla rimborsabilità dei due anticorpi monoclonali anti beta-amiloide. Tra le motivazioni: efficacia ritenuta limitata nel rallentare la progressione...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Pianificare il viaggio, verificare vaccinazioni e profilassi, proteggersi da zanzare e infezioni alimentari e adottare comportamenti sessuali sicuri. La Simit diffonde un decalogo con le principali...