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27 Novembre 2024Lo stato di gravidanza sottopone la tiroide a uno stimolo funzionale. Questo è di norma totalmente compensato in caso di iodio-sufficienza e anticorpi anti-tiroide negativi, ma può portare a relativa insufficienza funzionale

La gravidanza sottopone la tiroide a uno stimolo funzionale che è di norma totalmente compensato in caso di iodio-sufficienza e anticorpi anti-tiroide negativi, ma può portare a relativa insufficienza funzionale, un problema lieve alla tiroide chiamato ipotiroidismo subclinico. Il trattamento con L-tiroxina (LT4) offre alcuni benefici ma comporta rischi potenziali, e la decisione richiede una valutazione attenta e personalizzata. Non esistono ancora risposte definitive, quindi i medici devono decidere caso per caso, valutando benefici e rischi. Lo riporta il China Birth Cohort Study segnalato da Endocrinologia33 e commentato dagli esperti dell’Ame Associazione Medici Endocrinologi.
“Mentre vi è consenso sul trattare le pazienti con valori di TSH > 4.0 mIU/L, in particolar modo nel primo trimestre, resta ancora aperto il dibattito per quanto riguarda le pazienti con TSH 2.5-4.0 mIU/L e positività per TPOAb ( anticorpi anti-tireoperossidasi prodotti dal sistema immunitario che attaccano una proteina chiamata tireoperossidasi, presente nella tiroide e fondamentale per la produzione degli ormoni tiroidei, ndr.)” commenta Roberto Negro, Endocrinologia, Ospedale Fazzi, Lecce.
Il China Birth Cohort Study è stato condotto con lo scopo di studiare l'associazione fra il trattamento con LT4 e gli eventi avversi della gravidanza in donne gravide, stratificate in base allo stato di TPOAb e ai livelli di TSH. Nello studio sono state incluse donne nel primo trimestre di gravidanza con TSH da 2.5 a 10 mIU/L e livelli normali di tiroxina libera.
Sono state arruolate 4.370 donne suddivise in quattro sottogruppi:
A) TSH 2.5-4.0 mIU/L, TPOAb-negativo;
B) TSH 4.0-10.0 mIU/L, TPOAb-negativo;
C) TSH 2.5-4.0 mIU/L, TPOAb-positivo;
D) TSH 4.0-10.0 mIU/L, TPOAb-positivo.
Il 30,7% di tutto il campione è stato trattato con LT4 e il 69,3% no. “Elaborando i dati, il tasso di aborto spontaneo nelle donne trattate con LT4 era significativamente più basso rispetto a quelle non trattate (4.8% vs 8.8%, P = 0.003)” riporta l'esperto. “Il trattamento con LT4 è stato significativamente associato a riduzione del rischio di aborto e aumento del rischio di neonati pretermine (piccoli per l’età gestazionale). È stata osservata un'associazione negativa tra il trattamento con LT4 e l'incidenza della perdita di gravidanza nei sottogruppi A e B. Inoltre il trattamento con LT4 è stato significativamente associato ad aumentato rischio di parto pretermine (definito come < 37 settimane gestazionali) nel sottogruppo C ”.
In conclusione, questo ampio studio di coorte ha suggerito che il trattamento con LT4 nelle donne con TSH 2.5-10.0 mIU/L può essere associato a rischio minore di aborto spontaneo e maggiore di SGA. Nelle donne in gravidanza con TSH 2.5-4.0 mIU/L e TPOAb positivi trattate con LT4 è stato osservato aumentato rischio di parto pretermine.
“Nonostante l’ampio numero di pazienti coinvolte, lo studio non consente di trarre conclusioni definitive sull’opportunità del trattamento con LT4 in caso di ipotiroidismo subclinico, data la sua natura osservazionale e retrospettiva” commenta Negro. “I dati sembrano a favore del trattamento con LT4 visto il rischio ridotto di aborto spontaneo, ma tale trattamento sembra accompagnato da aumentato rischio di parto pretermine e SGA. È utile, a questo proposito, citare un altro studio retrospettivo americano, i cui risultati hanno dimostrato che il beneficio dell'uso dell'ormone tiroideo nell’aborto spontaneo è stato osservato solo nelle donne con livelli di TSH pretrattamento tra 4.1-10.0 mIU/L e non tra quelle con livelli di TSH tra 2.5-4.0 mIU/L - continua lo specialista. - In linea con questi risultati, un ulteriore studio inglese ha dimostrato che in pazienti in terapia con LT4 prima della gravidanza, si osservava un significativo aumento del rischio di aborto solo per valori di TSH pre-gravidico > 4.5 mIU/L” aggiunge l’esperto, che conclude: “Purtroppo, in questo specifico ambito esiste un vuoto di conoscenza, dato dalla mancanza di uno studio clinico i cui risultati possano guidare senza incertezze l’endocrinologo nella gestione della paziente gravida con disfunzione tiroidea lieve”.
Fonte:
Thyroid 2024, 34: 912-9. doi: 10.1089/thy.2023.0662.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38666684/
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