Login con

farmaci in gravidanza

08 Gennaio 2026

Farmaci antiacido in gravidanza, studio su Ppi e H2 esclude rischi neuropsichiatrici per i figli

Uno studio su quasi 3 milioni di coppie madre-figlio, pubblicato su JAMA, indica che l’esposizione prenatale a inibitori di pompa protonica e antagonisti H2 non è associata a un aumento del rischio di disturbi neurologici o psichiatrici nei bambini; le lievi associazioni osservate in alcune analisi sembrano legate a fattori familiari condivisi

di Simona Zazzetta


Farmaci antiacido in gravidanza, studio su Ppi e H2 esclude rischi neuropsichiatrici per i figli

I farmaci acido-soppressori, tra i più prescritti in gravidanza per il trattamento del reflusso e del bruciore di stomaco, non risultano associati all’aumento del rischio che il nascituro sviluppi disturbi neurologici o psichici, come ipotizzano alcune ricerche. È la conclusione di uno studio molto ampio, quasi 3 milioni di coppie madre-figlio, condotto da ricercatori del Kyung Hee University College of Medicine di Seoul e pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA).

Inibitori di pompa protonica e H2 i farmaci sotto osservazione

L’obiettivo dei ricercatori era valutare se l’esposizione prenatale a farmaci acido-soppressori fosse associata all’insorgenza di disturbi neuropsichiatrici nei bambini. In particolare, l’analisi si è concentrata su due classi di medicinali ampiamente utilizzate nella pratica clinica: gli antagonisti dei recettori dell’istamina di tipo 2 (H2) e gli inibitori di pompa protonica (IPP). Questi ultimi, che agiscono bloccando direttamente la secrezione di acido gastrico, rappresentano una terapia efficace per il controllo del reflusso gastroesofageo e del bruciore di stomaco, mentre gli antagonisti H2 riducono la produzione acida mediata dall’istamina. Si tratta di farmaci comunemente prescritti anche in gravidanza, ma il cui profilo di sicurezza sullo sviluppo neuropsichico dei figli era stato messo in discussione da studi precedenti, che avevano ipotizzato possibili associazioni con esiti avversi, come parto prematuro, allergie, asma, malformazioni congenite e, in alcuni casi, condizioni neurologiche quali l’epilessia. Nonostante l’ampio utilizzo di queste terapie, premettono gli autori, “gli studi approfonditi sulla loro associazione con i disturbi neuropsichiatrici nei bambini sono limitati”.

Studio retrospettivo su 3 milioni di mamme e bambini

Per verificare queste ipotesi, lo studio ha analizzato i dati di quasi 3 milioni di coppie madre-figlio, attingendo al database del Servizio sanitario nazionale della Corea del Sud. La coorte ha incluso bambini nati tra il 2010 e il 2017, seguiti nel tempo fino al 2023. Circa mezzo milione di madri era stato esposto a farmaci acido-soppressori durante la gravidanza. Lo studio, di tipo retrospettivo, ha utilizzato due approcci analitici: una coorte ponderata basata sul propensity score, strumento statistico per creare gruppi di madri comparabili per caratteristiche cliniche e familiari e un’analisi con confronto tra fratelli, ritenuta particolarmente robusta per ridurre l’effetto dei fattori confondenti familiari.
L’esposizione è stata definita come la presenza di almeno una prescrizione di un inibitore di pompa protonica o di un antagonista H2 durante la gravidanza, mentre gli esiti nei figli sono stati identificati tramite i codici ICD-10 per ADHD, disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva, disturbi neuropsichiatrici gravi e disturbo ossessivo-compulsivo.

Per i ricercatori il rischio non dipende dai farmaci

Delle oltre 3 milioni di coppie inizialmente individuate, 2.777.119 sono state incluse nell’analisi finale; 507.845 riguardavano bambini esposti in utero a farmaci acido-soppressori. Il follow-up medio è stato superiore ai dieci anni. Nelle analisi iniziali, basate sulla coorte ponderata, nei bambini esposti è emerso un lieve incremento del rischio di diversi disturbi neuropsichiatrici rispetto ai non esposti. Tuttavia, quando l’analisi è stata ristretta al confronto tra fratelli nati dalla stessa madre, queste differenze non sono risultate più significative. Questo approccio ha permesso di tenere conto di fattori genetici e ambientali condivisi, suggerendo che le associazioni osservate nelle analisi preliminari non fossero attribuibili direttamente ai farmaci.

Secondo gli autori, l’esposizione a farmaci acido-soppressori durante la gravidanza non è associata a un aumento del rischio di ADHD, disturbi neuropsichiatrici gravi, disturbo ossessivo-compulsivo, disabilità intellettiva o disturbi dello spettro autistico nei bambini. I risultati delle analisi con controllo tra fratelli indicano che le lievi associazioni osservate in alcuni modelli statistici potrebbero riflettere l’influenza di fattori familiari condivisi, piuttosto che un effetto causale dei medicinali. Nel complesso, lo studio fornisce quindi dati rassicuranti sull’uso di questi farmaci in gravidanza quando clinicamente indicato, contribuendo a chiarire un tema su cui finora le evidenze erano frammentarie.

Fonte:

https://jamanetwork.com/journals/jama/article-abstract/2843619 

TAG: FARMACI IN GRAVIDANZA, INIBITORI DI POMPA PROTONICA, ANTIACIDI, ANTAGONISTI

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Facebook! Seguici su Linkedin! Segui le nostre interviste su YouTube!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

28/10/2026

Uno studio su oltre 50mila adolescenti e giovani adulti statunitensi rileva un’associazione tra depressione e uso improprio di medicinali su prescrizione. Per oppioidi e tranquillanti emerge più...

A cura di Redazione Farmacista33

26/10/2026

I test rapidi urinari per il fentanyl possono risultare positivi anche in assenza della sostanza per un’interferenza del risperidone, un antipsicotico. Lo segnala uno studio dell’Istituto...

A cura di Redazione Farmacista33

22/10/2026

È disponibile da metà ottobre in farmacia lo spray nasale di adrenalina. La modalità senza ago punta a ridurre le barriere che ritardano la somministrazione del farmaco d’emergenza. La...

A cura di Redazione Farmacista33

21/10/2026

L’indagine di Ame sui medici di famiglia rileva una generale concordanza con gli specialisti. L’84% indica la levotiroxina come prima scelta; sul restante 16% si concentra il richiamo degli...

A cura di Redazione Farmacista33

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

EVENTI

AZIENDE

Occhio Secco: un fastidio comune

Occhio Secco: un fastidio comune


La manovra prevede una riduzione del ripiano fino a 160 milioni di euro annui legata agli investimenti e un ulteriore aumento del tetto degli acquisti diretti dal 2028. Egualia: distinguere i farmaci...

A cura di Redazione Farmacista33

 
chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top